Anarchici: "Colpire il nemico anche se protetto"

| ESCLUSIVO Nel blog dell'anarchico Valitutti, a proposito dell'operazione Scripta Manent che ha portato all'arresto di 7 presunti attentatori, un manuale per organizzare attentati e colpire le persone

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MASSIMO NUMA

Esegesi di un documento pro terrorismo. SINTESI: organizzare azioni distruttive, cellule terroristiche indipendenti, colpire i nemici anche chi tra loro è protetto e sotto scorta. Compare nel sito di Lello Valitutti, l’anarchico 73enne che partecipa alle manifestazioni più violente in carrozzella per le sue precarie condizioni di salute, un personaggio storico delle cronache italiane sul terrorismo. Faceva parte, alla fine degli anni ’60 del circolo milanese del Ponte della Ghisolfa, il cui responsabile era Giuseppe Pinelli, l’anarchico poi morto in questura, dopo un interrogatorio per un tragico incidente, e non per altro. Il testo è lungo, ma sintetizzarlo non è possibile. Va letto e analizzato nella sua integrità, compresa la veste grafica, con le parole in maiuscolo, i punti esclamativi e il resto. Il blog “Nel Buio” dove il testo è tuttora visibile, nasce per appoggiare gli imputati del processo Scripta Manent in corso nell’aula bunker di Torino con eccezionali misure di sicurezza. Lui partecipa a ogni udienza, nella gabbia ci sono i presunti autori di una catena di attentati esplosivi che hanno provocato molti feriti anche gravi. E’ molto vicino alla Fai/Fri informale, che ha scelto la strada del terrorismo. Dietro le sbarre i leader di riferimento, i torinesi Anna Beniamino e Alfredo Cospito. Più gli arrestati del Centro Sud, la colonna laziale esperta di esplosivi e di ordigni anche micidiali. Ne sono stati inviati numerosi, nel corso degli ultimi anni. Anche ai magistrati torinesi che si sono occupati delle inchieste sugli attentati, Valitutti non usa più mezzi termini. L’opzione da seguire per gli attivisti di questo segmento politico non può che essere una sola: “l’azione diretta”.

IL DOCUMENTO: “AZIONI DIRETTE DISTRUTTIVE”

La parola sabotare si usa specificamente per chi in tempo di guerra lavora in territorio nemico per distruggere strutture del nemico e o eliminare nemici; in tempo di pace si usa per indicare chi all’interno di una qualsiasi struttura cerca di distruggerla, danneggiarla, rallentarne il funzionamento. Per noi vanno bene le due definizioni, siamo in guerra col potere e cerchiamo di distruggere e danneggiarlo il più possibile; se in una qualche maniera siamo all’interno di una struttura legata al potere, anche in questo caso facciamo più danno possibile.

Da sempre il proletariato urbano compie opera di sabotaggio contro il potere: si cerca di non pagare il trasporto, di non pagare le bollette, di avere false tessere per le tv a pagamento, di rubare nei supermercati e da sempre non si ha rispetto per i beni pubblici: si scrive sui muri, non si rispettano i telefoni, i bus,la segnaletica, lo chiamano vandalismo, ma in realtà è un giusto disprezzo verso i simboli di un potere, che emargina i più deboli.

NESSUNO INVULNERABILE ANCHE I PROTETTI

Se poi fosse vandalismo, sarei un vandalo! Tutte le forme di sabotaggio sopra descritte vanno continuate ed incrementate, mi raccomando le telecamere, tutti gli occhi del padrone vanno accecati!! Se pensate con questi sabotaggi di arrecare danno alla comunità, non esitate!! Aumentate i sabotaggi!!

SE UNO SCHIAVO DIFENDE LE SUE CATENE, VUOL DIRE CHE E’ URGENTE DISTRUGGERE LE CATENE E LIBERARLO!!!!!

ADESSO PRENDIAMO IN CONSIDERAZIONE LE AZIONI DIRETTE DISTRUTTIVE :

il potere mai è stato articolato come in questa fase storica, da qualunque parte guardi trovi strutture relazionate al potere, strutture da distruggere, da danneggiare, ce ne sono di tutti i tipi: alcune sono senza alcuna protezione, altre molto ben protette.

MA RICORDIAMOCI NESSUNA STRUTTURA DEL POTERE E’ INVULNERABILE. Partiamo da obbiettivi “facili e poco alla volta passiamo ad obbiettivi più complessi. Cerchiamo di essere completamente coperti, intendo totalmente coperti, anche un piccolo particolare potrebbe essere fatale, cerchiamo nel limite del possibile bersagli con varie via di fuga: avanzare verso un bersaglio per colpire ed essere costretti a tornare indietro è molto, ma davvero molto pericoloso, sempre meglio avere varie vie di fuga. Teniamo sempre presente i rischi della ritirata,le telecamere sono tantissime. Scusate questi consigli da vecchio brontolone, ma mi spiace davvero tanto quando il dominio mette le mani su un fratello o una sorella.

Quando bisogna colpire? Quando si è pronti in modo individuale e collettivo, non si deve mai avere fretta di fare, così come non si deve perdere inutilmente tempo.

MI RACCOMANDO: DEVONO ESSERE INFORMATI DELL’AZIONE SOLO QUELLI CHE PARTECIPANO; SU QUESTO E’ NECESSARIO ESSERE MOLTO RIGOROSI.

Come si deve colpire? Si deve colpire nel modo più efficace,ma sempre un poco sotto le capacità complessive del gruppo, un poco sotto le capacità del singolo, intendo dire che se è possibile scegliere fra due materiali, uno che conosco bene e che maneggio bene ed un altro che è più efficace, ma che conosco meno e maneggio meno bene. E’ SEMPRE MEGLIO SCEGLIERE QUELLO CHE SI CONOSCE MEGLIO E SI MANEGGIA MEGLIO. Durante l’azione ci si deve sentire sicuri, consapevoli di essere ben preparati

Dove si deve colpire? Anche qui vale il discorso di prima si devono scegliere obbiettivi alla nostra portata, o meglio poco sotto. Ripeto durante l’azione ci si deve sentire sicuri di potere fare bene e con facilità quello che ci siamo prefisso. Anche se partecipiamo a campagne contro grossi nemici, sicuramente si possono trovare obbiettivi facili. Per esempio se partecipiamo ad una campagna contro le poste, sarà sempre facile trovare una cassetta di raccolta da bruciare. NON BISOGNA MAI CORRERE RISCHI INUTILI.

Se vogliamo sperimentare qualcosa di nuovo alleniamoci prima in situazioni di massima sicurezza.

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