Renzi stronca Appendino: "Falsifichi i bilanci"

| Attacco Dem alla giunta grillina di Torino dopo le dimissioni dei revisori dei conti. Lei replica: "Ci pensi due volte prima di accusare".

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 "Per mesi e mesi si è parlato del buon governo dei Cinque stelle" a Torino "ma per prima cosa hanno tagliato sulla cultura. Noi non vogliamo fare polemica ma mostrare una diversità. Noi siamo gli amministratori che non falsificano i bilanci, non mettono cinque milioni in più a penna. E nella nostra città i revisori dei conti non si dimettono", è il duro attacco del segretario Pd dal palco dell'assemblea degli amministratori dem. Subito la replica del sindaco: "La prossima volta pensi due volte - conclude - prima di accusare la nostra amministrazione".Si sono dimessi i tre revisori dei conti del Comune di Torino Herri Fenoglio, Maria Maddalena De Finis e Nadia Rosso. La lettera di dimissioni è arrivata stamattina negli uffici della sindaca Chiara Appendino ed è solo l'ultimo capitolo dopo mesi di braccio di ferro tra il collegio e l’amministrazione Cinque Stelle. Un braccio di ferro sui bilanci, in particolare per quanto riguarda la vicenda Ream su cui è in corso anche un'indagine della magistratura penale e sui pareri che i revisori avevano dato sull'iscrizione o meno a bilancio di alcune cifre. Alla fine i tre hanno preferito lasciare per “una questione di clima”.



La decisione arriva al culmine di una serie di frizioni tra il Collegio e l’amministrazione Pentastellata, scaturite dalla vicenda Ream-area ex Westinghouse. La Ream (fondazione Crt) aveva versato nel 2012 una caparra di 5 milioni per acquisire l’area (dove sorgerà un centro congressi), ma se l’aggiudicò però l’anno successivo il gruppo Amteco-Maiora per 19,7 milioni. Il debito per la restituzione della caparra nei confronti della Ream non fu però saldato né iscritto a bilancio. Il Comune di Torino si accordò poi con la fondazione Crt per il pagamento nel 2018. Dopo un esposto delle opposizioni, sulla vicenda la Procura di Torino sta indagando sulle responsabilità di Appendino (per falso in atto pubblico) e sull’assessore comunale al Bilancio Sergio Rolando. 

La decisione arriva al culmine di una serie di frizioni tra il Collegio e l’amministrazione Pentastellata, scaturite dalla vicenda Ream-area ex Westinghouse. La Ream (fondazione Crt) aveva versato nel 2012 una caparra di 5 milioni per acquisire l’area (dove sorgerà un centro congressi), ma se l’aggiudicò però l’anno successivo il gruppo Amteco-Maiora per 19,7 milioni. Il debito per la restituzione della caparra nei confronti della Ream non fu però saldato né iscritto a bilancio. Il Comune di Torino si accordò poi con la fondazione Crt per il pagamento nel 2018. Dopo un esposto delle opposizioni, sulla vicenda la Procura di Torino sta indagando sulle responsabilità di Appendino (per falso in atto pubblico) e sull’assessore comunale al Bilancio Sergio Rolando.

A novembre il Collegio dei revisori dei conti aveva ribadito al Comune che il debito di 5 milioni della Città di Torino verso Ream doveva essere riconosciuto e finanziato nel bilancio 2017 “a prescindere dall’effettivo versamento dilazionato concesso per il 2018”. Il debito fuori bilancio di 5 milioni di euro nei conti del Comune era già stato certificato a fine aprile dai revisori, nell’integrazione alla loro relazione sul bilancio, al quale in un primo tempo avevano dato parere “favorevole” ma “con riserva”.

I revisori avevano poi bocciato il bilancio previsionale 2017-2019 del Comune, dando “parere non favorevole” al documento contabile approvato dalla giunta perché, “sebbene le variazioni proposte lascino invariati gli equilibri di bilancio, di per sé le stesse non attuano e non adempiono ai contenuti previsti nelle riserve e nelle prescrizioni dei pareri espressi” dallo stesso collegio. In quell’occasione i revisori avevano di nuovo sollevato la questione del debito Ream e l’inserimento non corretto nel 2017 di un debito residuo di 313 milioni (ereditato da un passivo di 336 milioni del bilancio 2015 da ripianare in 30 anni con rate da 11,2 milioni).

“Siamo sorpresi delle dichiarazioni dei revisori dei conti. La giunta e l’ente che rappresento hanno sempre offerto la massima collaborazione. Prendiamo atto delle dimissioni”, ha commentato la sindaca Appendino sulle dimissioni dei revisori. A novembre il Collegio dei revisori dei conti aveva ribadito al Comune che il debito di 5 milioni della Città di Torino verso Ream doveva essere riconosciuto e finanziato nel bilancio 2017 “a prescindere dall’effettivo versamento dilazionato concesso per il 2018”. Il debito fuori bilancio di 5 milioni di euro nei conti del Comune era già stato certificato a fine aprile dai revisori, nell’integrazione alla loro relazione sul bilancio, al quale in un primo tempo avevano dato parere “favorevole” ma “con riserva”.

I revisori avevano poi bocciato il bilancio previsionale 2017-2019 del Comune, dando “parere non favorevole” al documento contabile approvato dalla giunta perché, “sebbene le variazioni proposte lascino invariati gli equilibri di bilancio, di per sé le stesse non attuano e non adempiono ai contenuti previsti nelle riserve e nelle prescrizioni dei pareri espressi” dallo stesso collegio. In quell’occasione i revisori avevano di nuovo sollevato la questione del debito Ream e l’inserimento non corretto nel 2017 di un debito residuo di 313 milioni (ereditato da un passivo di 336 milioni del bilancio 2015 da ripianare in 30 anni con rate da 11,2 milioni).

“Siamo sorpresi delle dichiarazioni dei revisori dei conti. La giunta e l’ente che rappresento hanno sempre offerto la massima collaborazione. Prendiamo atto delle dimissioni”, ha commentato la sindaca Appendino sulle dimissioni dei revisori.

 

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