"Assolvete Gabriele non era consapevole di uccidere"

| Delitto Rosboch. Il pm ha chiesto l'ergastolo per Gabriele Defilippi che ammette: "Si, sono stato io a uccidere Gloria"

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Di Germano Longo
La difesa di Gabriele Defilippi chiede l'assoluzione. Si, ha ucciso Gloria Rosboch ma non ne era consapevole. In altre parole, è malato di mente. Dunque non imputabile. Ma forse, fra le righe di un ormai vecchio verbale, uno dei primi dopo la scoperta del cadavere della povera Gloria Rosboch, il 19 febbraio 2016, può esserci la chiave del mistero, o una delle chiavi, di un delitto atroce e nello stesso tempo inspiegabile che, proprio in queste ore, va consumando le ultime braci. Gabriele Defilippi ha ammesso nel suo diario e poi davanti al giudice di Ivrea di "avere stretto lui il laccio attorno al collo di Gloria", come si ostina confidenzialmente a chiamarla. Allora diceva che era stato il suo complice Roberto Obert, oggi ha chiarito questo aspetto da film horror, ma precisando però che l'idea era dell'amante-amico di sempre. Il procuratore capo di Ivrea, Giuseppe Ferrando, ha chiesto l'ergastolo. Tra l'altro una perizia psichiatrica (allegata qui sotto il servizio) spiega perfettamente come questo 23enne dall'aria scaltra e pieno di risorse, carismatico e manipolatore, teatrale e megalomane, sia in grado di intendere e di volere, nonostante un qualche secondario disturbo della personalità. E' molto interessante, quel colloquio con il pm, ecco come la realtà - ora nota - si trasforma nella mente di Gabriele, che come attenuante vanta un pessimo rapporto con il padre naturale, che lasciò la famiglia quando ancora era piccolo.
Era il 24 febbraio 2016, ore 19,30. L'ufficio del procuratore.
Perché ha ucciso Gloria Rosboch?
"Io ho truffato la povera professoressa Rosboch….Non l'ho uccisa io. Stavo attraversando in quel periodo dei gravi problemi economici, non sapevo cosa fare e mi sono consultato con Roberto Obert; lui mi ha suggerito di individuare delle persone abbienti della zona e di rivolgermi a loro. Ho pensato ai Rosboch, stavano bene, avevano soldi…L'ideazione della truffa l'ha elaborata Obert, che conosco da quando avevo 16 anni e con cui ho una relazione…Quando ho preso i soldi dalla professoressa li ho affidati a lui..Non volevo affatto ucciderla. Lei stava diventando un problema insostenibile per me. Era insistente, era in contatto con mia madre, allora dopo molto temo ho deciso di affrontarla, con l'intenzione di restituire almeno una parte dei soldi che le avevo preso. Quando mi ha visto era tutta contenta, volevo solo discutere con lei. Avevo dato a Obert 50 mila euro, ma lui non voleva affatto restituirli. Così io sono andato a prendere Gloria e quando è salita a bordo dell'auto, Obert in un secondo l'ha strangolata non ho fatto in tempo a fare nulla, la povera è morta subito…e poi l'abbiamo portata nella vasca".
Ha sofferto Gloria?
"Non ha detto niente (e Gabriele mima il gesto di una persona che stringe con forza un cavo attorno alla gola) tutto è durato pochi istanti.  Abbiamo distrutto il cellulare di Gloria, e poi bruciato la sim del telefono di Roberto, a Rivarlolo".
Perché è stata strangolata?
"Obert non aveva nessuna intenzione di restituirle neanche una parte dei soldi che gli avevo dato, 
Ma come mai Defilippi e Obert pochi giorni prima avevano compiuto un sopralluogo proprio in località Rossetti, dove è stato poi trovato il corpo della vittima?
"…Niente, cercavamo un posto per imboscarci, quando in due si va nel bosco, che si fa? Abbiamo avuto un rapporto sessuale".
Ma non faceva freddo?
"No, non faceva freddo"
Lei fa usa di sostanze stupefacenti?
"Si, qualche volta ma quel giorno solo Roberto ha fumato popper, proprio prima dell'omicidio". 
Cosa è successo dopo?
"Siamo tornati a Rivarolo e abbiamo lavato l'auto in un lavaggio, per scongiurare eventuali esami degli interni, sono tornato a casa, mi ha accompagnato Roberto e sono rimasto solo sino alla mattina dopo, con mia madre e mio fratello".
Vi siete ancora visti con Obert dopo l'omicidio?
"Non ci siamo più visti né sentiti"
(in realtà non hanno più comunicato via telefono ma sono andati insieme alla Carrozzeria Moderna di Settimo per vedere l'auto di Gabriele danneggiata dopo l'incidente del 12 gennaio, avvenuto a Volpiano)
Chi è la persona, la donna, che telefonò a Gloria fingendo di essere la direttrice della banca, l'inesistente dr. De Martino, dove erano stati regolarmente versati i suoi risparmi?
"Non ho nessuna complice. La voce femminile della dr. De Martino (la fantomatica direttrice di agenzia che informò Gloria del deposito dei suoi soldi, ndr) era la mia, ho semplicemente acutizzato la mia voce".
Confessione finale
Ma anche questo dettaglio, non di poca importanza, è vero. La voce femminile è invece quella di una sua amica a cui aveva promesso 5 mila euro come ricompensa per aiutarlo a ingannare Gloria.
Questo breve frammento va analizzato in base a quanto sappiamo oggi. Sull'auto di Obert, con costui alla guida, nei sedili posteriori c'è Gabriele. Davanti Gloria. Il cavo è stretto nelle sue mani. Obert oggi spiega che pensava a un solo gesto intimidatorio, per metterle paura, mentre la timida professoressa di francese viene crudelmene strangolata.
La confessione finale dell'assassino precisa questo aspetto. In fondo, tutti o molti ne erano consapevoli che il plagiato Obert di Forno Canavese, detto "Yogurt" perchè aveva lavorato per la Danone, non era in grado di arrivare a tanto, sia pure in preda a un amore maledetto nei confronti di quello strano individuo di genere incerto. Notare la precisione dellla sua falsa ricostruzione, tesa ad evitare l'ergastolo, in un continuo chiaro-scuro di verità e bugie. C'è una logica, un filo rosso che unisce e spiega ogni passaggio, tanto che i documenti del processo faranno - di sicuro - da sfondo a raffinati studi di criminologia e psichiatria. 

 
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