Batzella linciata dai grillini sul web "Zingara" "Prostituta" "Traditrice"

| Squadrismo 2.0. Scontro anche tra i grillini degli staff parlamentari: Trevisan contro Girard, al centro la Tav. Ancora scambi polemici tra il il sindaco di Venaria Falcone e l'ex capogruppo Cantella. E Appendino rischia da 1 a 6 anni di carcere per

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Stefania Batzella linciata su un sito del movimento 5stelle. Insulti razzisti, sessisti. Emerge dal ventre del movimento di Grillo e della Casaleggio Associati, il segno di un odio in puro stile squadrista, un mero squadrismo 2.0. Il sindaco pd di Susa, Sandro Plano, che si era duramente scontrato con Batzella su temi politici locali, ha scritto un lungo post in cui ne prende le difese. L'ex consigliere regionale intanto se ne va nel gruppo misto ma si decurterà lo stesso lo stipendio, proprio come quando era sotto l'ombrello di Beppe Grillo. Ha fondato il "Movimento Libero Indipendente". E spiega: "Non mi dimetterò, sono andata via dal Movimento 5 Stelle perché mi hanno costretta, non perché abbia cambiato i miei ideal, non lo faccio per i soldi ho valori superiori al denaro, e poi non mi sarei messa con il M5s fin dall'inizio. Continuerò a decurtarmi lo stipendio e farò beneficienza...Sarò autonoma e indipendente - rimarca -. Non sono cambiata, ero e sono una donna libera". Ancora: "Nel gruppo M5s non sono stata messa nelle condizioni di lavorare liberamente. Non c'erano la collaborazione, la condivisione, il sostegno, il rispetto e la solidarietà che devono legare le persone che fanno parte di un gruppo. Ci sono colleghi che non mi salutavano e che mi hanno sempre screditata. Dicono che non andavo alle riunioni, ma tutti sanno che sono stata assente un mese per motivi di salute". La sua nemica numero 1, a quanto pare, è la ex collega Francesca Frediani. Nel corso di una lunga catena di post sul suo profilo, Frediani ritornava sul caso riservando parole dure alla ex compagna di banco. Interveniva nel dialogo, Consolata, la sorella di Stefani: "Carissima perfida donna, pensa a fare bene il tuo lavoro e non tradire chi ti ha votato, se Stefania è stata assente lo ha fatto x stare accanto al marito, a fronte di una grave e imprevista malattia. Da parte vostra non c'è stata nessuna dimostrazione di solidarietà, anzi è stato un pretesto per pugnalarla alle spalle. Che bel gruppo di lavoro, complimenti!".
DUELLO AL SOLE TRA STAFF PARLAMENTARI
Da una parte il grillino Stefano Girard, dello staff del "cittadino senatore" Marco Scibona; dall'altra la compagna M5S Carlotta Trevisan che fece parte dello staff di Laura Castelli e consigliere comunale di Rivoli. Tema, i meriti da distribuire in merito a un appalto della Tav che subirà ritardi burocratici. Secondo Trevisan, merito dei tecnici No Tav; secondo Girard del movimento M5S.


M5S: "AFFERMAZIONI RISIBILI E LESIVE"

Replica M5s: "Le affermazioni di Stefania Batzella sono gravi, infondate, ridicole e lesive della reputazione del gruppo regionale del Movimento 5 Stelle. Convinti che i dati di fatto contino più delle menzogne e delle falsità - dichiarano i consiglieri grillini - stiamo valutando insieme ai nostri legali adeguate azioni a tutela del gruppo regionale, del Movimento 5 Stelle e degli stessi elettori traditi dalle giravolte di Batzella. Le rinnoviamo l'invito a dimettersi dal Consiglio regionale - concludono - in coerenza con quanto professato da lei stessa fino all'altro ieri". Ma Batzella: "Ho ricevuto tanti messaggi di vicinanza dai militanti dei 5 stelle e ieri sera ho ricevuto un messaggio di una ragazza  che mi ha ringraziato per aver denunciato la situazione all'interno del gruppo...Nel Movimento 5 stelle se piaci a chi tiene le redini vai avanti se invece non piaci ti tagliano le gambe...Sono delusa toccando con mano la realtà sono rimasta amareggiata e per questo ripeto che c'è stata molta sofferenza". Ormai è guerra aperta, senza esclusione di colpi, forse con strascichi legali. Tra l'ex grillina Stefania Batzella e il gruppo M5s volano gli stracci. Batzella ha fondato una nuova formazione politica: "Movimento Libero Indipendente" e attacca i suoi ex colleghi grillini, mentre nubi nere si addensano non solo su Torino, con il sindaco Appendino indagata per falso con il suo capogruppo e il suo capo di gabinetto (rischia da uno a sei anni di carcere) ma anche sul Comune di Venaria dove l'amministrazione guidata dal sindaco Falcone è vittima di continue defezioni a cui si aggiungono anche ombre giudiziarie. "I principi fondanti del movimento cinquestelle sono stati traditi, l'uno vale uno non esiste più". Poi una serie di pacati rilievi alla leadership grillina in Regione, con Davide Bono e la collega Francesca Frediani, "rea" di sconfinare nei territori altrui, "senza il minimo confronto", e specie su temi sanitari a cui s'è dedicata con più fervore Batzella. Insomma un momento molto difficile e controverso, sottolineato dai post al vetriolo di un altro illustre fuoriuscito, l'ex consigliere comunale di Torino Vittorio Bertola. La replica pentastellata, dal blog della Regione: "Da tempo Batzella non partecipava alle attività del gruppo. In questo periodo abbiamo compreso le sue esigenze senza porre troppe domande e abbiamo rispettato la sua richiesta di riservatezza, cercando di coprire le tematiche seguite principalmente (ma per fortuna non solo) da lei. È successo, ad esempio, oggi in commissione, dove abbiamo illustrato gli emendamenti sulle politiche sociali, e anche venerdì, quando ho accolto l'invito della sindaca Appendino e ho partecipato all'inaugurazione del baby pit stop. Proprio per rimarcare l'attenzione del gruppo consiliare per queste iniziative. Ma fa perfino ridere doverlo spiegare! La notizia di oggi ci sorprende e ci delude perché ci saremmo aspettati, piuttosto, un coerente passo indietro. Non dobbiamo mai dimenticare che siamo stati eletti soprattutto perché portiamo avanti le idee del M5S. E tradire la fiducia degli elettori è inaccettabile". Insomma, tutta colpa del lavatoio.

TRA SORRISI E IRONIE IL SINDACO FALCONE CON IL SUO "GNE GNE GNE"
 La ormai ex capogruppo grillina, Raffaella Cantella, si è dimessa recententemente dal Consiglio comunale di Venaria, retto da una traballante e litigiosa maggioranza pentastellata, con una lunga lettera polemica in cui accusa il sindaco Roberto Falcone, in sostanza, di non avere tenuto nella giusta considerazione il suo ruolo, e di essere stato "assente" nei confronti dei consiglieri grillini. Lo scontroi è spostato sui social, tra i due continua lo scambio di battute al vestriolo, Cantella scrive, in questi giorni, su una chat interna, un commento che riguarda proprio il suo stato d'animo: "...Il capogruppo c'era, e anche di carattere, ma lo squallore non appartiene a me, lo lascio a chi ce l'ha e a chi c'è nato". Ogni riferimento non pare casuale, ma a questo punto il sindaco Roberto Falcone, peraltro non citato, risponde con un altro post: "Gne Gnè Gnè", che, nel gergo del web che va sostituendo la nostra bella lingua, parrebbe voler dire: "Piagnucola pure quanto vuoi, tanto a me non me ne importa nulla". Un assist formidabile per l'opposizione che ha ribattezzato il povero sindaco Falcone nel primo cittadino "Gnè Gnè Gnè". Non si sa se ridere o piangere, per questa querelle più consona ad un asilo infantile che al Consiglio Comunale di un'importante comunità della città metropolitana.
VENARIA, ESPOSTI IN PROCURA E CORTE DEI CONTI

 nuova ondata di esposti e denunce alla Corte dei Conti e alla Procura. Al centro la proroga, per altri dieci anni, di un contratto di servizio energia senza una nuova gara, violando così - secondo l'opposizione - le norme di legge vigenti, nonostante il parere non favorevole (ma solo consultivo) del collegio dei revisori dei conti. E qui si apre un altro giallo: il documento dei revisori sarebbe stato inviato a tutte le parti istituzionali del Comune ma non tutte lo avrebbero letto, nonostante la ricezione risalga alle 14:08 dell'11 luglio scorso, ma chissà mai perché consegnato solo dopo tre mesi, ammesso che questa ricostruzione risponda del tutto al vero. Il Consiglio è in attesa di un chiarimento che suona come una resa dei conti, fissato per il prossimo 23 ottobre.
BATZELLA NON DA' LE DIMISSIONI E RESTA IN CONSIGLIO
Dal Comune di Venaria alla Regione. Ormai è uno smottamento continuo: se ne va nel gruppo la battagliera consigliera regionale grillina Stefania Batzella eletta a Susa con oltre 1200 voti. Esponente No Tav, con una preparazione sulla Sanità, ha scritto una polemica lettera di deimissioni dalla compagine grillIin, in cui accusa i suou ex compagni di avventura di 2comportamenti subdoli e scorreti, in particolare nei confronti dell'altra valsusina, No Tav pure lei, Francesca Frediani, rea di sopravanvazarla nelle gestione di iniziative promosse da Batzella. I grillini regionali la incalzano: "Si dimetta anche da consigliere, se è coerente". Risposta: "No, non ci penso nemmeno".

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