Carabiniere ucciso, assassini reticenti

| Non è ancora del tutto chiaro cosa è accaduto nella notte di venerdì' nel quartiere Prati, quando un 19enne americano ha ucciso il vice-brigadiere Mario Cerciello Rega. Confermato l'arresto

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Di Alberto C.Ferro

Delitto di Roma. Ci sono ancora molti aspetti da chiarire. Dopo le notizie diffuse nelle prime ore inesatte o sballate, c’era bisogno di una breve pausa di riflessione. Adesso il quadro appare quantomeno più chiaro. Elder Finnegan Lee e Christian Gabriel Natale Hjort (a destra nella foto i due cittadini americani, 19 e 20 anni, entrambi studenti universitari), fermati per l'uccisione del vicebrigadiere dei carabinieri Mario Cerciello Rega nella notte tra giovedì e venerdì, restano in carcere. Hjort era ospite di parenti a Fiumicino e parla qualche parola d'italiano: entrambi vivo e studiano a San Francisco, in California.

Il gip di Roma Chiara Gallo ha convalidato il fermo. I due sono accusati di concorso in omicidio e tentata estorsione. Dagli USA arrivano le prime reazioni delle loro famiglie: ”Siamo scioccati. Esprimiamo le più profonde condoglianze alla famiglia del brigadiere Cerciello Rega”. I genitori di Finnegan Lee Elder, che ha ammesso di avere ucciso il carabiniere, in un comunicato pubblicato da ABC, si limitano a poche parole: "Non abbiamo informazioni indipendenti sull'accaduto, non siamo stati in grado di comunicare con nostro figlio. Chiediamo il rispetto della privacy durante questo momento difficile. I nostri pensieri vanno a coloro che sono stati colpiti da questa tragedia".

LA RICOSTRUZIONE

I due giovani cercavano droga a Trastevere, ma un pusher gli aveva ceduto polvere di aspirina: per vendicarsi e per avere indietro soldi spesi hanno rubato la borsa del pusher che conteneva anche il suo cellulare. L’uomo, Sergio Brugiatelli, non si perde d'animo e chiama il 112: "L'uomo che ci aveva raggirati mi sembrava un amico", dirà l'assassino. Brugiatelli, una figura ambigua, mezzo informatore e procacciatore di affari per i pusher della zona, aveva fatto da tramite tra i due americani con gli spacciatori di piazza Mastai, a Trastevere. Li ha chiamati per avere indietro la borsa, poi ha avvertito il 112 per comunicare che era stato scippato. A questo punto, all'orario stabilito, i due carabinieri in borghese si sono recati in via Pietro Cossa, nel quartiere Prati. Durante il fermo, la violenta colluttazione durante la quale il vicebrigadiere è stato colpito con otto coltellate, di cui due mortali.

"Quando ho sentito Mario urlare ho lasciato quell'uomo e ho provato a salvarlo, perdeva molto sangue", è quanto avrebbe raccontato il collega del vicebrigadiere. "Non pensavo fosse un carabiniere, avevo paura di essere nuovamente ingannato, credevo che quei due fossero del racket”, ha dichiarato Elder Finnegan Lee, che fa uso di psicofarmaci. Nella stanza di albergo del Meridien (220 euro a notte) dove alloggiava insieme all'altro fermato, gli inquirenti hanno rinvenuto un flacone di Xanax, un potente ansiolitico e un coltello di notevoli dimensioni, sporco di sangue, nascosto dietro a un pannello del soffitto, oltre ai vestiti indossati durante l'aggressione.

GLI INTERROGATIVI

Lo zainetto (o la borsa) di Brugiatelli era rimasto nelle mani dei due studenti USA come pegno durante le trattative. Quando se ne impadroniscono, cellulare compreso, Brugnatelli si mette in contatto con i carabinieri. Non attraverso il 112, a quanto pare, ma allertando una volante della zona. Imterviene così una pattuglia in borghese, con il vice-brigadiere, per un caso di estorsione. Il contatto tra i militare e i due ragazzi avviene poco dopo ma in circostanze non ancora chiarite nei dettagli. Dopo il delitto stavano per fuggire: avevano già le valige pronte. Dunque erano ben consapevoli di avere ucciso, nonostante avessero assunto droga e alcol. Si indaga su Brugiatelli, forse un confidente, e dei suoi rapporti con i carabinieri del quartiere.

I FUNERALI

La camera ardente del vice brigadiere domani, dalle 16 alle 20:30, nella cappella di piazza Monte di Pietà. I funerali alle 12 a Somma Vesuviana, nella chiesa di Santa Croce in via Santa Maria del Pozzo 114, dove un mese e mezzo fa il carabiniere si era sposato con la farmacista Maria Rosa Esilio. "Spero marciscano in galera per sempre e chiedo alle autorità giudiziarie di essere quanto più intransigenti possibile con questi individui che hanno ucciso un giovane d'oro", ha detto il sindaco di Somma Vesuviana, Salvatore Di Sarno.

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