Catania, muore a due anni dimenticato sotto il sole

| L’ennesima tragedia che colpisce un genitore distratto, mentre una legge che obbliga a dotarsi di sistemi salva-bebè giace nei cassetti dei ministeri in attesa di diventare esecutiva

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La dinamica è sempre la stessa: un genitore che dimentica il figlio a bordo di un’auto lasciata sotto il sole. È successo di nuovo questa mattina a Catania, quando un ingegnere di 43 anni, ricercatore all’università, ha dimenticato di portare all’asilo suo figlio, un bimbo di due anni. Quando è arrivato, e il piccolo si era addormentato, ha chiuso l’auto ed è salito al lavoro, preso dai suoi pensieri. È stata la moglie, una cardiologa del Policlinico, quando all’asilo le hanno riferito di non aver visto il bimbo, a far scattare l’allarme nella mente dell’uomo: il piccolo è rimasto chiuso nell’auto per oltre cinque ore, sotto un sole che a Catania è ancora implacabile.

La corsa all’ospedale, inutile: non c’era più nulla da fare, ai medici non è rimasto che confermare il decesso. È stata la polizia a dare il primo conforto ai genitori, mentre il pm di Catania ha fatto quello che prescrive la legge, aprendo un fascicolo per omicidio colposo.

“È un uomo distrutto che non riesce a darsi pace e a spiegarsi come sia potuto accadere”, hanno confermato fonti della polizia che indaga sull’accaduto.

Sul caso, si è alzata la forte protesta dell’Asaps, Associazione sostenitori della Polstrada, che ha ricordato una data cardine: il 1° luglio sarebbe dovuto entrare in vigore l’obbligo di dotarsi di un “sistema di ritenuta salva-bebè per chiunque risieda in Italia e trasporti minori fino a 4 anni”. Ma i politici italiani, sempre impegnati ad occuparsi delle proprie faccende, l’hanno bellamente dimenticata.

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