Coppia investita da gommone-pirata

| Erano a bordo di un gozzo a motore quando sono stati investiti da un gommone con tre persone a bordo che, invece di soccorrere i feriti, uno grave, sono fuggiti. Le indagini della Capitaneria. E' accaduto a Posillipo

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Di Floriana Naso

E’ il 23 settembre. Al largo di Villa Martinelli, Posillipo, si  sfiora la tragedia. Una coppia di turisti torinesi, Elena Priotto e Carlo Rossi, 44 e 53 anni, più il timoniere, che si trovavano a bordo di un gozzo a motore, sono travolti da un gommone con tre passeggeri, due uomini e una donna a bordo, lanciato a tutta velocità. Carlo Rossi viene ricoverato al Cardarelli di Napoli in prognosi riservata per un violento trauma cranico e gravi ferite al volto, al collo e a una spalla. Sua moglie, miracolosamente illesa, riesce a scattare fotografie che ritraggono non solo i danni all’imbarcazione, al marito e al timoniere (svenuto per la collisione), ma anche il gommone che si allontana dopo l’incidente. I marinai dell’ammiraglio Arturo Faraone, dalla sala operativa della Capitaneria di Porto, avviano le indagini. Nel frattempo Elena Priotto ha dato mandato ai legali di procedere penalmente e civilmente per la tutela dei propri diritti e di quelli del marito. 

Il gommone in fuga dopo l'incidente


Elena, dove vi trovavate esattamente tu, tuo marito e il timoniere e cosa è accaduto?

Noi ci trovavamo nel Golfo di Napoli e, affittata una barca con skipper, stavamo ammirando lo splendido Golfo, quando, verso il ritorno, all’altezza di Villa Martinelli, siamo stati letteralmente investiti da un gommone bianco che ci ha speronati a tutta velocità, 40 nodi circa.

Come mai il timoniere del gommone non vi ha visti, secondo te?

Perché si dirigevano verso di noi a una velocità molto elevata e di solito quando si viaggia a quelle velocità con un gommone, la prua tende ad impennarsi ostacolando la vista.

Raccontaci cosa è accaduto subito dopo la collisione.

Mio marito, che si trovava di schiena al gommone, è stato sbalzato in mare. Ha riportato gravissime ferite alla testa, al collo e al braccio. Subito dopo, il marinaio si è sentito male, mentre il proprietario del gommone, esclamando: “Madonna, l’abbiamo ucciso, scappiamo!”, si è allontanato a tutta velocità. Io, spaventatissima, ho soccorso da sola (perché il marinaio era svenuto) mio marito, al quale ho prontamente legato la testa, strappandomi il pareo, e il braccio affinché si fermasse l’emorragia. Poi, con non poche difficoltà, sono riuscita a farmi portare a riva dal marinaio. Appena arrivati, grazie ad alcuni medici che casualmente stavano facendo il bagno, abbiamo ricevuto i primi soccorsi. Dopodiché mio marito è stato trasportato in codice rosso al Cardarelli.

In quanti erano a bordo del gommone?

Tre persone, come da foto.

Al momento della collisione c’erano altre imbarcazioni presenti?

Sì, parecchie, tutte in zona protetta che facevano il bagno. Proprio dietro di noi c’era una mamma con i propri figli che facevano il bagno. Sarebbe potuta essere lei la vittima, oppure data la velocità dell’impatto, sarebbero potute scoppiare le barche.

Dopo quanto tempo sono arrivati i soccorsi?

Venti minuti.

Cosa è accaduto una volta giunti in ospedale?

Hanno ricoverato mio marito in codice rosso e l’hanno ricucito.

Qual è stata la prognosi di tuo marito?

Trauma cranico e grave ferita all’ascella, per fortuna è stata mancata l’arteria di due centimetri, altrimenti sarebbe morto dissanguato.

Adesso quali sono le vostre condizioni?

Buone per ciò che riguarda la condizione fisica, ma siamo ancora sotto shock.

In quale direzione si stanno muovendo le forze dell’ordine?

Abbiamo depositato denuncia presso la procura di Napoli, in data 8 ottobre, e affidato tutto a due avvocati napoletani, vogliamo giustizia.

 

 

 

Galleria fotografica
Coppia investita da gommone-pirata - immagine 1
Coppia investita da gommone-pirata - immagine 2
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