"Credimi Stefano, quel mostro mi ha plagiato..."

| Angelo Pezzotta ha scritto una lettera e un post svolto sui social spiegando i retroscena della trappola al marito di Stefania Crotti

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"Pubblico questo per fare chiarezza, anche se è già stato tutto dichiarato. Chiara non mi ha mai promesso nulla in cambio del favore al contrario di quanto fatto ad altri. NON mi ha detto SEI BELLO ma HAI UN BELLA PRESENZA e questo poteva aiutarmi nel compito. Stefania si è convinta a salire e bendarsi DA SOLA quando Le ho detto che facevo le consegne per la ditta Gewiss, (che non è vero) ed ecco il motivo di cercare un amico con il furgone.  Io non sono del Paese loro e non conoscevo le loro vicende.

Io ero convinto che ci fosse il marito ad aspettarle e quindi se non volevano fare pace le due donne, comunque c'era l'uomo a gestire la situazione. Se avessi visto che Chiara accoglieva in modo violento Stefania nel box, sarei intervenuto, ma è stata accolta da Chiara in modo gentile, ed io sono andato via subito.  Per me Chiara era un persona più che normale e pure educata fino a prima di scoprire i suoi piani. Ovviamente adesso la odio.
Un abbraccio a te Stefania……Angelo….”.


Angelo Pezzotta, 53 anni, l’imprenditore di Bergamo che ha portato (inconsapevolmente) Stefania Crotti nella mani della sua assassina, bendata, con una rosa in mano e un biglietto con scritto “Ti Amo”, ha inviato attraverso Quarto Grado, una lettera al marito della vittima, Stefano Del Bello, entrando nei dettagli di quell’impresa incredibile e tragica. Fu lui ad aspettare, alle 15,30 che Stefania Crotti, 42 anni, madre di una bambina di 7, finisse il turno di lavoro alle 15,30 di martedì 17 gennaio per accompagnarla alla “festa a sorpresa”, organizzata dall’assassina Chiara Alessandri, una sua ex, a cui avrebbe dovuto partecipare anche il marito. In realtà era una trappola. Ma lui, che è pure un grillino convinto, con un profilo Facebook in cui condivide decine di news M5s su scandali e altro, non aveva capito niente. Di certo c’è solo la sua totale buona fede. Chiara Alessandri, afferma, lo aveva totalmente e facilmente plagiato. "Ho fatto tutto alla luce del sole. Stefania si è fidata di me…fermandomi davanti alle telecamere. Io non conoscendovi ho creduto alla storia secondo la quale voleva farvi incontrare per riavvicinarvi. Chi avrebbe mai pensato che potesse andare in questo modo? Avrei dovuto avere una mente contorta per pensare minimamente che avesse voluto organizzare una scena da film…Credimi che in caserma sono entrato di mia spontanea volontà venerdì sera (18 gennaio), appena vista la foto di Stefania sui social. E sono uscito alle 10 di sabato mattina, dopo che mi hanno torchiato. Ho vissuto un incubo ma se mi hanno lasciato libero per un delitto così grave è perché la mia posizione è chiara al 100%. Stefania si è convinta a salire da sola quando le ho detto che facevo le consegne per la Gewiss. Io non sono di Gorlago e non conoscevo le loro vicende. Ero convinto ci fosse il marito ad aspettarle e quindi se non volevano fare pace le due donne, c’era l’uomo a gestire la situazione. Se avessi visto che Chiara accoglieva Stefania in modo violento sarei intervenuto, ma è stata gentile e sono andato via subito”.

Poi: “Ho incontrato Chiara in ospedale quando è morta mia madre. La sua era in camera con la mia e, nel momento in cui è morta mia mamma, non c’era nessuno all’infuori di lei, che si è fatta abbracciare da uno sconosciuto che doveva sfogare il dolore con un pianto. Ero io…Si è fidata di me perché sono una persona affidabile e credevo in quello che stavo facendo. Non diamole colpe (a Stefania), per quel poco che ci siamo visti ho capito che era una buona persona". Ma in caserma, durante un drammatico confronto, Chiara gli ha urlato: “Dillo quello che sai su Stefania...”, rimproverandolo asparamente di “avere raccontato i nostri contatti” ai carabinieri. Lei, dopo avere massacrato la moglie del suo ex amante, gli aveva inviato un messaggio: “La festa è andata bene”.

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