EUTANASIA, DISPERAZIONE, LOTTE E SPERANZE

| In Olanda assolto medico che aveva praticato l'eutanasia a una donna 74enne affetta da demenza senile. E in Italia fa discutere l'appello alla "dolce morte" di un 58enne malato di Sla che non ha potuto valersene

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Il tribunale dell’Aia ha assolto un medico olandese dalle accuse relative all'eutanasia di una donna affetta da demenza. i pubblici ministeri e gli operatori sanitari sperano possa aiutare a chiarire come la legge sull'eutanasia del 2002 possa essere applicata alle persone affette da demenza grave. ll medico è stato scagionato da qualsiasi atto illecito nell'effettuare l'eutanasia tre anni fa su una donna di 74 anni, alla quale sono state somministrate dosi fatali di farmaci nonostante alcune indicazioni che potrebbe aver cambiato idea da quando ha dichiarato per iscritto di volere l’eutanasia. I giudici del tribunale distrettuale dell'Aia hanno stabilito che il medico soddisfaceva tutti i criteri per effettuare l'eutanasia secondo la legge olandese che legalizza l'uccisione della misericordia da parte dei medici.

Il medico è stato accusato di non agire con la dovuta diligenza perché, secondo i pubblici ministeri, non ha fatto sforzi sufficienti per scoprire se il paziente voleva ancora morire. Per effettuare l'eutanasia, il medico ha drogato il caffè della paziente a sua insaputa e poi i membri della famiglia hanno fatto in modo che la donna fosse trattenuta fisicamente durante la somministrazione dell'iniezione fatale.

Secondo la legge olandese, le persone hanno diritto all'eutanasia se ne fanno una richiesta ponderata e volontaria e se la loro sofferenza è irrimediabilmente "insopportabile". I pazienti possono redigere una richiesta scritta di eutanasia da eseguire in futuro, in un testamento preventivo, che dovrebbe specificare le condizioni che determinano quando voglionopraticare eutanasia. I medici devono anche chiedere il parere di almeno un altro medico indipendente prima di uccidere il paziente. I casi di eutanasia tra le persone affette da demenza avanzata sono estremamente rari; sono stati registrati meno di 20 casi da quando la procedura è stata legalizzata nel 2002.

E in Italia fa discutere l’ultima lettera-testamento di un malato di Sua piemontese che, in due anni, era stato ridotto a una larva. Remo Cerato, morto a 58 anni (nella foto d'apertura), era delusa delle lungaggini parlamentari per il dedreto “fine vita”  da anni fermo nelle aule. E così, su Facebook, ha scritto un lungo addio ai suoi familiari e agli amici.

LA LETTERA D'ADDIO DI REMO

"Ciao! Il mio percorso in questa vita si sta per concludere e voglio salutarvi tutti personalmente. Stanotte, con una crisi respiratoria, sono diventato ufficialmente un grosso problema per i miei ragazzi, problema che non posso più tamponare con adeguamenti al ribasso. Grazie per avere condiviso qualche piccola o meno piccola cosa con me. Lascio il mio profilo ai miei figli, a mia moglie e l'utilizzo a scopo ludico al mio amico Gian. Non siate sorpresi dell'epilogo che ho scelto, perchè è in linea con quello che sono sempre stato. Non posso permettere a questa terribile malattia di fare ancora di più. Ha già distrutto il mio fisico del quale ero orgoglioso, ha cancellato il mio lavoro, ha fiaccato la mia psiche con mesi di terrore conoscendone bene l'evoluzione, mi ha già allontanato dai miei affetti ed in futuro mi costringerebbe a diventare un peso dannoso per i delicati equilibri familiari. Ho ancora un ruolo ed una responsabilità: tutelare i miei figli a qualunque costo... e per farlo non devo danneggiare troppo il luogo sicuro della loro infanzia con una presenza sempre più destabilizzante. Loro sono il mio orgoglio, la mia proiezione nel futuro e sono stati la mia vita finchè è stata tale. Quindi lo devo fare, è molto semplice! In verità, la mia decisione iniziale è sempre stata un'altra, ma continuando a rimandare una scelta che mi è oggettivamente difficile, sono giunto all'impossibilità di auto infliggermi proprio un bel nulla... Subentra il piano B.

Lancio, in qualità di parte in causa, un'accusa/appello affinchè la politica, già in colpevole ritardo per una legge sul fine vita che, se fosse stata in vigore, mi avrebbe regalato qualche sofferenza in meno, trovi il coraggio di affrontare e sanare una mancanza grave. Morire in ospedale, vuol dire farlo in diversi giorni, morendo di sete e di morfina. E'quello che chiamano suicidio assistito, cosa molto diversa dall'eutanasia legale. E' il lavarsene le mani per mancanza di coraggio e lungimiranza politica, è fortemente deludente. Porterò con me i miei momenti più importanti e gli affetti più profondi. Spero di tornare in una qualche forma per stare vicino a coloro che ho amato e che devo lasciare con un dolore straziante. Me ne andrò incompiuto ed arrabbiato, assolutamente non in pace perchè subisco la mia morte come un'intollerabile ingiustizia. Lascio figli da crescere, lascio progetti incompiuti... nessuna compensazione di nessun'altra vita, compresa quella eventuale "eterna", potrà mai risarcirmi di quanto sono obbligato a lasciare in questa!!!

Lascio a mia moglie un fardello enorme, ma confido che riuscirà a trovare forze e capacità per superare e tamponare il vuoto che si aprirà in famiglia anche grazie alla "precettazione" dei nonni che è già in corso. Grazie per tutto e per avere condiviso moltissimo con me e per i nostri ragazzi! Sei stata importante per la mia trasformazione in multipapà anche contro il mio pensiero... mi hai reso orgoglioso e completo. Raccogli tutte le tue forze ed affronta le prove difficili con coraggio, dopo un primo momento di sconforto troverete nuovi equilibri ed alla fine supererete le difficoltà. Davide, Anna... grazie dal profondo! Un grazie speciale anche Luminita per molte cose e per gli sforzi che farà per Fabio.

Un grande bacio ed un abbraccio a tutti i miei ragazzi. Siate sempre forti, coraggiosi e con la capacità di sostenervi a vicenda perchè la vostra forza sarà nell'unione e perchè mamma ha bisogno di tre ragazzi più giudiziosi e meno litigiosi. Grazie per ogni piccola emozione, avete riempito e dato uno scopo alla mia vita! Affrontate la vita a viso aperto e senza timore, abbiate sempre il desiderio di lottare per migliorare il vostro futuro, coltivate la qualità delle cose e ricordate sempre le vostre origini. Non potrò trasmettervi ciò che ho avuto da nonna Dorina e nonno Primo... questo è un mio grande cruccio. Abbiate voi attenzione alle grossissime radici che vi lascio.

Un altrettanto grande bacio ed abbraccio a tutte le persone che mi hanno voluto bene, in ogni forma si sia sviluppata. Siete stati preziosi! Auguro ad ognuno di voi ogni bene per i vostri progetti futuri... che possano essere pieni di grandi cose, di soddisfazioni, di desideri realizzati di sogni da compiere, di speranze da inseguire... di gratificazioni per i successi! Possiate avere la migliore vita possibile, la capacità di affrontarla con tanta positività e coraggio. Buon viaggio!

Remo, Papà"

 
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