Evasioni record, cosa non va nel sistema carcerario

| In fuga ergastolano omicida, un travestito dal nome d'arte Tatiana ma nei primi mesi del 2017 tanti criminali hanno preferito andarsene senza rientrare dai permessi

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Giuseppe Taormina, 52 anni, ergastolano detenuto alle Vallette è evaso dal carcere di Torino, dove era atteso nella tarda serata di ieri, lunedì 23 ottobre 2017, alla fine della quarta licenza premio che aveva ottenuto da giudici di sorveglianza nelgli ultimi mesi per la sua "buona condotta".  Era in regime di semilibertà  e lavorava in una comunità assistita nonostante il fine-pena-mai. L'uomo, un travestito noto che aveva come nome d'arte "Tatiana", era stato arrestato nel 1997 a Cannes per truffa, furto e omicidio ed era stato estradato in Italia nel 2006, è ora ricercato ovunque. Insieme a un complice romeno, Daniel Gicu Papuc, all'epoca 28 anni, aveva adescato un commerciante del posto, Jean-Claude Dbjay, lo aveva convinto a dargli il pin del suo bancomat e a prelevare del denaro, dopodiché lo aveva strangolato e aveva gettato il suo corpo nascondendolo in un cartone all'interno di un parco. A dare la notizia è l'Osapp, sindacato autonomo di polizia penitenziaria, per voce del segretario generale Leo Beneduci, che dichiara. "A fronte dell'ennesima evasione, anche se attuata in forma indiretta e non immediatamente dal carcere, anche tenuto  conto del soggetto che ha commesso il reato e delle motivazioni per cui stava scontando una condanna  all'ergastolo, riteniamo che l'episodio costituisca la riprova del fallimento del sistema penitenziario italiano e dell'attuale politica delle carceri in particolare dettata dal guardasigilli Andrea Orlando laddove il particolare privilegio di cui godono in questo momento i detenuti e non chi opera a tutela dello Stato e dei cittadini onesti, come la polizia penitenziaria, non rappresenti più unagaranzia di sicurezza per la collettività nazionale".
Poi la storia di Laura Sulejmanovic, 22 anni, arrestata per omicidio stradale e omissione di soccorso per esser fuggita dopo avere causato un incidente mortale alla guida di un camper, è evasa dalla sezione Icam - le case per mamme detenute con attenuata sorveglianza - del carcere di Torino, dove ha abbandonato la figlia di due anni. Lo rende noto l'Osapp, organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria. La giovane ha aperto un cancello nel cortile, dove si trova un'area giochi per i bimbi e l'ha superato mettendosi a correre. Una guardia l'ha seguita ma lei si è dileguata nei campi. La piccola è stata affidata ai servizi sociali che hanno già contatto una famiglia affidataria. La donna era stata arrestata il 12 maggio scorso perché, al volante di un camper aveva investito un uomo di 58 anni, Oreste Giagnotto ed era scappata. L'uomo era morto e solo diverse ore dopo, ricercata dai vigili, Laura si era costituita; era andata in carcere con la figlioletta. Pochi giorni fa un corteo di 300 persone, tra cui anche i familiari di Giagnotto , aveva marciato sul campo rom di via dell'Aeroporto, dove vive la famiglia dell'evasa, chiedendone la chiusura.

Nel corso del  2016 si sono verificate, nelle carceri italiane, 6 evasioni da istituti penitenziari, 34 evasioni da permessi premio, 23 da lavoro all'esterno, 14 da semilibertà e 37 mancati rientri di internati. Nei nei primi 10 mesi del 2017 dati analoghi, con il rischio di chiudere il 2017 con ulteriori dati negativi.
Quindi la fuga da Fossano di Giuseppe Mastini, detto Johnny lo Zingaro un omicida condannato all'ergastolo, un'icona del crimine degli anni '80, ch aveva deciso di fuggire dal carcere. Era l'ennesima volta, la terza dicono i ritagli dei giornali dell'epoca, ma erano trent'anni che non provava più a scappare. Lo ha fatto per amore, ma che importa alle statistiche? Nulla. Solo un segno del degrado e dela calo di tensione che avvolge il sistema carcerario italiano.

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