"Dormivo accanto ad Elisa, credevo si svegliasse"

| La confusa confessione di Massimo Sebastiani, "l'ho uccisa ma non pensavo fosse morta". Tra furbizie per depistare le indagini, disperazione e un pentimento da decifrare. Lutto cittadino a Piacenza per i funerali

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Di Alberto C.Ferro
Povera Elisa. Era morta da quattro giorni e il suo assassino continuava a parlarle come fosse viva; "Buona notte, Taty". Come faceva sempre da anni. Ma il giorno dopo, il cadavare andava cambiando aspetto per la decomposiziome: "E allora l'ho sepolta con un leggero stato di terra, così stai più al caldo le ho detto. Ci sono qui io vicino a te, poi ti raggiungerò. Infatti l tornitore 45enne che ha strozzato nel pollaio di casa l'amica del cuore Elisa Pomarelli, 28 anni, colpevole di avergli detto "che era meglio non si vedessero così spesso", era deciso a suicidarsi ,a non trovava il coraggio. Dr. Jekyll e Mister Hyde. Già, perchè nel frattempo inviava messaggi al telefono di Elisa, agli amici e ai parenti per sviare le indagini: "Abbiamo un po' di discusso, fatti viva...". Le scriveva, quando ormai era già morta: "Quando nel pollaio mi ha detto che non voleva vedermi più, ho sentito un freddo mai avvertito prima, dalla testa ai piedi, una scossa. E' lì che l'ho uccisa. Poi l'portata vicino a casa del Perazzi...".

Massimo Sebastiani, 45 anni


ll Perazzi di nome fa Silvio ed è il padre di una sua ex compagna. Ora dice di non avere mai saputo che Massimo, con il cadavere ancora caldo, si era nascosto nella soffitta della sua casa di campagna. E' accusato di favoreggiamento ma insiste nel sostenere la sua innocenza. L'assassino sembra in preda un forte stato di dissociazione. Da una parte c'è l'uomo innamorato, dall'altra un gelido calcolatore. I genitori di Elisa sono stati costretti, per tacitare le voci forse diffuse anche da lui, che nel corso dei mesi Sebastiani avrebbe prestato dei soldi a Elisa: "Mai, neanche un cent, erano amici e basta". Di sicuro lui sapeva che Elisa aveva sempatie gay e aveva vissuto con una compagna. Dunque, neanche doveva pensarci a una relazione. Invece si era attaccato morbosamente a lei. E' un delitto che non ha più misteri da svelare, se non l'immensa tristezza, da parte della cerchia più stretta della vittima, di non avere capito il potenziale pericolo costituito da un uomo in preda a forti disagi mentali, a forme depressive evidenti. La sua casa era un deposito confuso di oggetti accumulati nel corso degli anni, tra i sintomi della schizofrenia grave; la sua vita di relazione era concentrata sul progetto stile Rambo di vivere nei bosco, ma, alla prova dei fatti, affamato e braccato, ha retto 5 giorni, come un qualsiasi ometto spaventato. Nello zaino della fuga aveva 620 euro in monetine, pure quelle raccolte nel corso degli anni, un coltello, e poco altro.

I funerali non sono ancora stati fissati, a Piacenza sarà proclamato il lutto cittadino. Lo ha dichiarato il sindaco Patrizia Barbieri che ha fatto visita alla famiglia della 28enne. Il Comune ha inoltrato la richiesta di sostegno per la famiglia Pomarelli alla Fondazione emiliano romagnola per le vittime di reati. Sebastiani dopo 13 giorni in fuga era stato arrestato sabato 7 settembre a Costa di Sariano.

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