Infinity Experiences, truffati anche i russi

| Anche centinaia di stranieri coinvolti nella catena di Sant'Antonio che prometteva soldi facili e viaggi gratis. La società svizzera ma fondata da italiani sembra avvolta nel silenzio. Rimborsi promessi ma mai arrivati. Coinvolte 4 procure

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Si chiama Dts, acronimo di Dynamic Timing System. Il risultato è lo stesso. Si tratta di condividere o vendere quote di denaro a terze persone in cambio di benefici vari, soldi compresi. Se si rompe un anello della catena, investimenti in fumo. Ci ha provato, appunto con il Dts, una società con sede a Lugano con soci svizzeri, olandesi e soprattutto italiani, seguaci del “motivazionismo”, quella bizzarra corrente di pensiero che promette il successo sicuro, con lo slogan“basta volerlo”. Cioè, lavorando a livello psicologico sulle possibilità della mente umana, condizionata da pregiudizi e condizionamenti, se fortemente desideri una Ferrari, l'avrai. Qualcuno dei "maestri" si fa chiamare "dottore" ma di lauree vere non c'è neanche l'ombra, altri "coach",  un mix tra allenatore-motivatore. E proprio sfruttando tecniche spregiudicate di vendita questa specie di rovinosa catena di Sant'Antonio, emula del sistema Ponzi, ha avuto successo tra centinaia di persone.

SEDE IN SVIZZERA MA MENTI ITALIANE

La società si chiama Infinity Experiences Sagl, ha sede in via Trevano 43 a Lugano, e il nuovo gerente sarebbe un cittadino svizzero, Pierre Magistri. Gli italiani (ben noti agli inquirenti) sembrano spariti dalla società, anche se risiedono in Svizzera, dove si sono trasferiti prima della sparizione dei fondi, pari a milioni di euro. Il 10 novembre scorso, Magistri ha postato sul sito di Facebook un lungo comunicato in cui prende atto del dissesto e nel frattempo promette “tra marzo e giugno 2018” di effettuare i “rimborsi” del denaro dovuto in merito alle prime “297 richieste”. Si duole però del “clima negativo”, dell’ondata di denunce già presentate, poiché impedirebbero così alla società di riprendere il suo “luminoso cammino”. 

UNA VORAGINE DA 8 MILIONI DI EURO

Ma il buco, secondo le prime indiscrezioni, è una voragine vicina agli 8 milioni di euro, su cui già indagano tre procure italiane con la probabile richiesta di una rogatoria internazionale. Le ipotesi di reato vanno dalla truffa aggravata al riciclaggio, più le sanzioni previste per una società straniera che opera in Italia senza - almeno in apparenza - alcun tipo di autorizzazione. Infinity Experiences è apparsa dal nulla nella primavera del 2016 con un programma ambizioso: offrire a tutti, anche chi non ha grandi disponibilità economiche, di viaggiare nei posti più belli del mondo, volando con campagnie prestigiose, grazie alle “partnership” con agenzie di viaggio e catene alberghiere. Il primo viaggio, con destinazione New York e Mauritius, valeva una quota di 888 euro, per sette giorni, compresi volo ed escursioni. Un affarone. Si acquisiva così un bonus per un secondo viaggio, sempre in località alla moda: se l’utente di I.E., con tanto di logo e gadget (zainetto, maglietta, berretto) avesse a sua volta venduto il pacchetto ad altri 8 amici, beh, avrebbe viaggiato quasi gratis e guadagnato anche un po’ di soldi, giocando su una percentuale dei soldi versati da altri. Il giocattolo si è rotto con il secondo lotto di viaggi, pagati anche con somme cospicue ma mai più avvenuti.

OBBLIGATORIA LA VIDEO TESTIMONIANZA

Eppure la società italo-svizzera, i soldi li aveva ricevuti da centinaia di clienti. Tra le clausole del contratto una era particolarmente divertente: il viaggiatore era obbligato, entro un mese, a inviare alla società un video entusiastico delle vacanze trascorse, come contributo promozionale. E molti, i primi partiti (tra 500 e 1000, pare) hanno obbedito in modo diligente, inondando la rete di clip, immagini e commenti che definire positivi è assai riduttivo. A questo punto, i soci italiani, più i business partner raccattati ovunque, hanno cominciato a ricevere uno tsunami di richieste di rimborso, rimaste quasi tutti inevase.

“VI RIMBORSEREMO SE NON CI ATTACCATE””

Quasi perché circola la perfida voce che una parte dei soci più esposti nelle presentazioni (anche allo Sheraton di Roma) qualche soldo invece lo abbiamo preso. Gli altri, invece, niente. Il sito www.infinityexperiences.com è stato cancellato e resta solo attiva una la e-mail rimborsi@infinityexperiences.com a cui però nessuno risponderebbe. Poi il sito Facebook, pieno zeppo di insulti e di toni minacciosi nei confronti dell’attuale gerente, il bistrattatissimo Pierre Magistri. Il quale a volte commenta i post tipo “Basta chiacchiere, ridacci i nostri soldi”, con frasi dai toni pacati: “Caro amico, non dica così, stiamo lavorando per voi, non ho risposto perché in Svizzera è festivo, non siate ostili ci impedite di riprenderci, abbiate pazienza, ci rifinanzieremo con il mercato tedesco…”. A volte - come un sommergibile - Pierre va in immersione per settimane, sollevando reazioni cariche di un acuto odio crescente. Una business partner russa scrive disperata che lei ha “50 clienti che hanno pagato la quota di un viaggio inesistente”, e non vede l’ora di “incontrarlo”. 

VITTIME ANCHE CARABINIERI E POLIZIOTTI

Uomini e donne italiane, circa  2 mila persone, anche. Con qualche variante. Tra le vittime ma anche diventate “business partner” della I.E. ci sono decine di appartenenti alle forze dell’ordine, soprattutto in Piemonte. Attraverso colleghi stregati dall’idea di viaggiare a basso costo, il “virus” si era infatti esteso a caserme e uffici pubblici, con effetti molto spiacevoli. I profeti del “Dts” in divisa che avevano garantito viaggi gratis e guadagni ai colleghi fiduciosi, ora sono visti parecchio male. Le denunce, su cui lavorano tre procure italiane, aumentano - tutte eguali - di giorno in giorno. Gli echi delle risate, gli applausi, le immagini di tramonti infuocatie di aperitivi on the rocks, tuttora visibili sul web, sono l’effetto collaterale più fastidioso e provocatorio per chi ci ha rimesso i risparmi. Recuperare i soldi? L'impresa sarà ardua, se non impossibile. I rimborsi dovrebbero iniziare a essere erogati dal 23 marzo al 30 giugno 2018. Questa la promessa dei nuovi titolari della società. Non resta che aspettare.

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