Il blitz della cattura di Ghislaine Maxwell

| L’FBI ha confermato che era sulle tracce della complice di Epstein da un anno: era stata individuata due volte, ed è sempre riuscita a sfuggire. Ora inizia la battaglia del suo agguerrito team legale

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“Diciamo che non abbiamo bussato educatamente”: è un agente dell’FBI che ha preso parte al blitz per arrestare Ghislaine Maxwell, a svelare i dettagli della cattura che potrebbe portare a scoperchiare la vita esagerata di Jeffrey Epstein. La sua migliore amica, la “maitresse” che gli procurava le ragazzine da violentare, è stata capace di mettere sotto scacco l’FBI e le polizie di mezzo mondo per oltre un anno, protetta da una rete di amicizie che le hanno assicurato tutto l’appoggio possibile. Solo adesso, l’FBI ha ammesso che seguiva le sue tracce dallo scorso agosto, quando Epstein si è ucciso in un carcere di New York dopo essere stato arrestato con l’accusa di stupro, prostituzione minorile e traffico di esseri umani. “Ci sono volute centinaia di ore di lavoro e una spesa di almeno cinque milioni di dollari per catturarla, fra depistaggi e finti avvistamenti che ci costringevano a controllare. L’avevamo individuata almeno due volte, ma è sempre riuscita a far perdere le proprie tracce. Era prima in Colorado poi nel Wyoming, fino a quando non è comparsa nel New Hampshire”.

Temendo che la Maxwell potesse darsi alla fuga, nel cuore della notte alcuni piccoli aerei da turismo hanno sorvolato per ore la “Tuckedaway”, la sontuosa residenza in cui aveva trovato rifugio l’ex socialite inglese. Alcuni vicini hanno raccontato di essere stati svegliati verso le 4:20 del mattino dal rumore di piccoli aerei che ronzavano in zona. Dick Morris, 59 anni, un falegname che vive di fronte, ha detto: “Ho sentito quello che all’inizio pensavo fosse un velivolo da parapendio, che è comune da queste parti. Ma in genere li senti per qualche secondo e poi spariscono: questo continuava. Sono uscito per caricare il mio camion alle 7 del mattino e girava compiendo un cerchio. Più tardi ho capito che erano agenti dell’FBI con il compito di assicurarsi che la Maxwell non fuggisse prima dell’arrivo della squadra che ha fatto il blitz”. Il raid nella proprietà di Bradford, nel New Hampshire, è scattato alle 8:20 del mattino di giovedì, quando 24 fra agenti dell’FBI, della polizia locale di una speciale task force contro il crimine organizzato hanno usato delle tronchesi per rompere la serratura del cancello in metallo che portava al corpo centrale della proprietà.

“Un convoglio composto da 15 veicoli è entrato a tutta velocità nella tenuta, e diciamo che non abbiamo bussato educatamente alla porta: è stata sfondata - ha raccontato l’agente - Ghislaine Maxwell era in piedi e vestita, in salotto. Stranamente non sembrava sorpresa, forse se l’aspettava. Le abbiamo letto i suoi diritti ed è stata ammanettata. Tutto è finito nel giro di pochi minuti”. La polizia locale è stata informata del blitz solo mercoledì sera, ma dal lunedì precedente gli agenti dell’FBI continuavano ad arrivare in zona a piccoli gruppi, per non destare sospetti.

Oltre ad esprimere soddisfazione per l’arresto, gli avvocati delle vittime hanno ammesso di tenere possa riemergere il controverso patteggiamento che nel 2008 ha permesso a Epstein di scontare solo 13 mesi, e per lo più in libertà vigilata. “È un caso molto difficile: molti dei reati sono avvenuti 26 anni fa. Gli avvocati della Maxwell faranno a pezzi le vittime e i loro testimoni: hanno avuto il tempo di prepararsi e dispongono di grandi risorse finanziarie. Si appelleranno al rischio di contagio da Covid-19, ribadendo che si tratta di cose accadute tanto tempo fa, e alla fine dichiareranno che anche lei è stata una vittima di Epstein”.

La Maxwell, che ha sempre negato qualsiasi illecito e di essere a conoscenza dei crimini di Epstein, è convinta di essere protetta dal patteggiamento del 2008 in cui il finanziere ha ammesso due accuse di prostituzione minorile in cambio di una sentenza clemente e della totale immunità per tutti i suoi potenziali complici: potrebbe essere il Jolly della difesa per farla uscire di prigione.

“Pur avendo 16 milioni di sterline in banca e passaporti britannici, francesi e statunitensi, gli avvocati della Maxwell le hanno strategicamente consigliato di non lasciare gli Stati Uniti dopo il suicidio di Epstein. In questo modo sosterranno che avrebbe avuto la possibilità di andarsene ma non l’ha fatto, e questo andrà a suo favore per l’eventuale cauzione. È probabile che le venga sequestrato il passaporto e che sia obbligata a indossare un braccialetto elettronico”.

Ghislaine Maxwell si trova in una cella della prigione nella contea di Merrimack, a Boscawen, nel New Hampshire. Si prevede che sarà trasferita al Metropolitan Detention Center di New York già domani, prima dell’udienza che dovrebbe tenersi martedì o mercoledì. L’MDC non è la prigione dove Epstein si è ucciso, ma è altrettanto difficile: la Maxwell è tenuta in isolamento in una cella di 2 metri per 2 metri e il procuratore generale degli Stati Uniti William Barr ha personalmente avvisato i procuratori del distretto meridionale di New York per ribadire che non “Non le deve accadere nulla di male”. Ma dopo la debacle con Epstein, non può succederle nulla”.

È assai probabile che il procuratore Audrey Strauss sia costretto a prendere in considerazione un patteggiamento: dipende dalla Maxwell. “Sappiamo che aveva stretti rapporti con persone ai più alti livelli del governo, dell’industria e della società. Se dispone delle prove che porteranno alla condanna di pesci più grossi, potrà patteggiare salvando se stessa, dopo aver offerto in cambio le teste di personaggi che faranno molto rumore in tutto il mondo”.

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Il blitz della cattura di Ghislaine Maxwell - immagine 1
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