Il G7 Scienza: "Dalla parte dei ricercatori"

| È uno dei temi affrontati dal secondo vertice in programma alla Reggia di Venaria, ribadito dalla ministra Valeria Fedeli, che annuncia l'intenzione del ministero di costituirsi parte civile contro i professori fiorentini autori della spartizione d

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(nostro servizio)
di GERMANO LONGO
Albert Einstein l'aveva capito oltre un secolo fa, e perfino Franco Battiato, alla metà degli anni Novanta, era certo di riuscire a "superare le correnti gravitazionali". All'appello mancava solo il conforto scientifico, sfornato fresco di giornata alle primissime battute del vertice sulla Scienza, secondo appuntamento istituzionale del G7 ospitato a Venaria.

Si scopre solo adesso che il 2 agosto, mentre il mondo era sotto l'ombrellone, è entrato in azione "Virgo", un apparecchietto da 200 milioni di euro progettato dai cervelli italiani dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare e le meningi francesi del Centre National de la Recherche Scientifique, che per la prima volta ha rilevato la presenza delle correnti gravitazionali. Una scoperta che la comunità scientifica considera eccezionale, perché permetterà di rivoluzionare per sempre l'astronomia, consentendo di individuare il punto di partenza dell'onda e con questa i fenomeni che l'hanno generata.

Ma il senso del vertice sulla Scienza, diviso in tre sessioni di lavoro (formazione dei ricercatori, finanziamento della ricerca e grandi infrastrutture) sta tutto nelle parole della ministra Valeria Fedeli, che nel dare il benvenuto alle delegazioni, ha commentato: "Un ulteriore passo in avanti nel cammino che gli stati membri stanno compiendo insieme per affrontare le nuove sfide globali nel contesto della quarta rivoluzione industriale".

La ministra non sfugge

Valeria Fedeli, ministra dell'istruzione, dell'università e della ricerca, non ama tirarsi indietro di fronte alle domande, anche quelle più scomode. Inizia di buon mattino, lodando lo stile piemontese: "Mi è sempre piaciuto l'approccio sabaudo: andate piano, un passo per volta, ma ogni volta arrivate all'obiettivo", e quando qualcuno le chiede notizie sulla questione Salone del Libro di Torino, confida che di comune accordo con il collega Dario Franceschini, ministro per i beni culturali, a breve comunicheranno la loro decisione: restare al fuori della Fondazione pur garantendo il sostegno economico.

Al termine del rito della "foto di famiglia", in compagnia degli altri rappresentanti dei sette paesi più industrializzati, il discorso cade inevitabilmente sull'ennesimo scandalo che occupa le cronache italiane: quello dei concorsi truccati che ha portato ai domiciliari sette professori universitari fiorentini. Valeria Fedeli non solo promette il massimo impegno, di comune accordo con Raffaele Cantone, presidente dell'Anac con cui è allo studio un piano anticorruzione per l'università, ma assicura che il ministero ha intenzione di costituirsi parte civile, per difendere l'immagine dell'istruzione italiana di fronte all'ennesima figuraccia internazionale.

La ministra "rossa" conclude la sua giornata torinese con una conferenza stampa in cui inizia difendendo la fondamentale figura dei ricercatori, che va però rivista e accompagnata dalla necessità di una comunicazione chiara e diretta, per spiegare il senso di ricerche che non sono astratte, come tanti pensano, ma nascono per migliorare la qualità della vita di tutti.

Per finire, si svela l'attivazione di speciali gruppi di lavoro che si concentreranno su malattie tropicali finora prive di cura, e sull'ormai delicata situazione di mari e oceani di fronte ai cambiamenti climatici.

Verso un solo polo universitario

È la proposta, lanciata sui tavoli del G7 Scienza, da Gianmaria Ajani e Marco Gilli, rispettivamente Rettore dell'Università e Rettore del Politecnico. L'idea, rimbalzata durante la cena di lavoro di mercoledì sera, sembra entusiasmare tutti: tornare ad essere una cosa sola, com'era fino agli inizi del Novecento, trasformandosi in un ente dal valore che supera di gran lunga il miliardo di euro, e con in più la capacità di poter attrarre i finanziamenti europei che, per contro, chiedono una sempre maggiore competenza trasversale degli studenti. Sulla stessa scia si stanno muovendo altri prestigiosi atenei, come la Sorbona di Parigi e l'università scientifica Pierre e Marie Curie.

Il mistero del corteo

Ormai a poche ore dal corteo di protesta previsto per sabato, si scopre che il comando di polizia municipale di Venaria sta ancora attendendo indicazioni precise sul percorso, per predisporre le ordinanze di chiusura al traffico. Intanto però è scattato il fai da te dei commercianti, che fiutando in anticipo i possibili problemi hanno chiesto ai bar di smontare i dehors e di tenersi pronti ad abbassare le saracinesche. Ancora più drastico il Consorzio Icove, nell'area dell'ex Snia, che proprio sabato ha scelto di tener chiuso: i 400 dipendenti arrivano per buona parte dalle Valli di Lanzo, ed è facile che finiscano imbottigliati in qualche rallentamento, se non di peggio. Meglio non rischiare.

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