Il patto di ferro tra Antonio e Sara, ultima black lady

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Di Maria Lopez

Alla fine, sua malgrado, la donna fatale del delitto è lei: Sara Calzolaio. Aveva 20 anni quando, su indicazione di Roberta Ragusa, fu assunta come baby sitter per i figli piccoli della coppia su cui, in allora, non c’era alcuna ombra. Vivevano tutti nel microcosmo di Gello. Oggi ne ha 36. La villa con piscina, la scuola guida di famiglia, tutto assieme. Il padre di Antonio Logli, Valdemaro, che è burbero ma alla fine è legatissimo a quel ragazzone di cui però, all’inizio della vicenda, sospetta anche un poco, e che comunque condanna come “poco morale” per non aver detto Roberta di avere un amante da sette anni, cioè Sara. Valdemaro ieri s’è ripreso la scena, libero da ogni dubbio. Sotto la guida di una cronista di fiducia, è comparso e ricomparso in short e maglietta bianchi, nel patio della villa, davanti alla piscina “dove appena mercoledì c’è stata la festa dei 18anni di Alessia, ora i festoni non ci sono più”, singhiozzava quasi la cronista. L’attesa della sentenza è stata estenuante e alla fine sconvolgente per Sara Calzolaio che, un anno dopo la scomparsa di Roberta che “non vuole credere morta chissà dov’è…”, si domanda “cosa farò ora, cosa faranno i ragazzi?, si domanda, tra urla di disperazione puntualmente registrate dalla family-tv.

E’ cambiata molto da quando fu circuita da Antonio, di cui, assicura, è tuttora innamorata. Lui l’ha chiama “topolina” e lei gli ha sacrificato la giovinezza e la vita. In cambio di una promessa di agiatezza, nella villa con piscina, con il lavoro sicuro nella scuola guida, l’appoggio incondizionato dei figli di Roberta e del loro padre. Era apparsa, appesantita e improbabile, più govane, con i capelli tinti di rosso, mentre faceva la spesa nei supermercati, sempre pedinata dai giornalisti: ““Non basta che tutto il mondo mi guardi come una puttana, qui devo fare la serva. Nemmeno le zingare fanno questa vita di m…vivono così nella m…come me che lavo i bagni, le mutande“. E ad Alessia: “Sei grandicella, è cinico è vero che mi sono innamorata di babbo, le volevo bene (a Roberta) ho sofferto e ci abbracciavamo ma non era brava nemmeno lei. Parlava male dei nonni, probabilmente mamma e papà non sono mai stati molto innamorati.”

Oggi a 36 anni, sempre un po’ sovrappeso, la permanente e i cerchi d’oro appesi alle orecchie, un trucco televisivo professionale, racconta la sua verità, e cioè che Roberta è sparita e amen. Volontariamente, non volontariamente… chi lo sa. “Per me, sino a quando non ci sono prove certe, è così”. Ha fatto un patto di ferro con Antonio e i suoi figli, resteranno comunque legati. Lei li ha accuditi durante gli studi, quando sono stati malati, e ora sono tutti commossi in questra strana famiglia dove la mamma, Roberta, non è neanche più un ologramma. Ha fatto da mamma. Alessia la guarda estasiata e commossa durante le comparsate in tv. 

Sognava finalmente un futuro da vera borghese, lei che ha famiglia radicata nei Testimoni di Geova, anche per sfidare il paese dove - dice - tutti la odiano.  In effetti pare vero. Il suo ruolo sarà per sempre quello della “rovina-famiglie”. Da lì non se ne esce. Adesso, se sarà coerente, dovrà affrontare per anni il calvario dei permessi per i colloqui in carcere, mentre gli avvocati di parte civile si apprestano ad incassare i cospicui risarcimenti decisi dal giudici, più il costo delle spese processuali, che porteranno a un’ondata di sequestri di beni mobili e immobili. Qualcosa resterà ai figli ma a lei niente, neanche un cent. Solo il ricordo dela sua vita da casalinga condotta nel riserbo. Sei anni per vincere una scommessa. Che quell’uomo alto e gelido, di famiglia benestate, impiegato comunale e istruttore di scuola guida, le restituisse nel corso dei decenni quarto lei gli aveva donato. Ma la sentenza ha spazzato via tutto. Sogni e speranze. Resta la rabbia. Quanto durerà il patto siglato poche ore prima con l’uomo e i suoi figli?

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