Killer albanese catturato a Rotterdam

| Aveva ucciso a calci e pugni un marocchino due anni fa a Torino perché aveva infastidito alcune prostitute protette dal racket. Era latitante da due anni, i complici sono già in cella, condannati a 16 anni

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Gli investigatori dello Scip (Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia del Dipartimento della Pubblica Sicurezza)  ha arrestato a Rotterdam, nella giornata di sabato scorso,  Bojken Zeqo, 30enne albanese, in esecuzione di un mandato d’arresto europeo omicidio volontario e rapina aggravata. I fatti risalgono alla notte del 12 gennaio 2015, quando ad altre sei persone, avrebbe pestato a morte il 24enne cittadino marocchino Said WADDOUD, reo di aver infastidito alcune prostitute delle quali lo Zeqo e i suoi fungevano da ‘protettori’. 

La vittima si trovava a bordo dell’ auto di un suo amico che venne prima tamponata, poi inseguita e infine bloccata da alcune auto. Da queste, era sceso un gruppo di stranieri dell’Est Europa, che aggredì i due. Mentre l’amico riuscì a fuggire, Said venne violentemente percosso a morte. Due persone, un trentenne albanese e un ventinovenne bulgaro, furono fermati dalla polizia poco dopo l’aggressione. Le indagini condotte dalla  Mobile di Torino permisero di identificare tutti gli aggressori, tcompreso Bojken Zeqo arrestato la scorsa settimana a Rotterdam. L'arresto frutto dell’attività di raccordo con le law enforcement olandesi da parte della SOI - Sala Operativa Internazionale e della Divisione S.I.Re.N.E. della Criminalpol che hanno permesso in tempo reale lo scambio informativo e la corretta identificazione di Bojken Zeqo. Poi la condanna a sedici anni di carcere, decisa dal giudice Elena Rocci per Rakipaj Ogert, 27 anni, accusato di omicidio (aggravato dalla crudeltà e dai futili motivi) per la morte di Said Wahdoud, 24 anni, marocchino, ucciso la notte del 12 gennaio a calci e pugni da cinque uomini in via Borgomasino. Per Ogert, il pm Emanuela Pedrotta aveva chiesto l’ergastolo. Con Ogert, era finito in carcere l’amico Malinov Veselin, di 26, bulgaro, che ha scelto il processo in corte d’assise. Altri quattro personaggi sono latitanti. Per loro, niente processo. . Secondo la ricostruzione della Squadra Mobile, Said Wahdoud era in auto con l’amico Mohamed E. S., sospettato dalla polizia di essere un trafficante di droga. Tanto che gli investigatori gli avevano piazzato un segnalatore gps sull’auto. Con ogni probabilità, i due nordafricani hanno infastidito alcune prostitute che lavorano in via Sansovino. 

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