La fuga di Carlos

| Ghosn, l’ex Ceo di Renault-Nissan agli arresti domiciliari in Giappone, è fuggito in Libano con un volo privato. Una vicenda non ancora del tutto chiara

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Nessuno, a dire il vero, parla ancora in modo ufficiale di “fuga”, ma quella di Carlo Ghosn, l’ex Ceo del gruppo “Renault-Nissan”, ha tutta l’aria di esserlo. Detenuto agli arresti domiciliari in Giappone dal 25 aprile scorso, era in attesa di processo per appropriazione indebita finanziaria, previsto per il 2020, ma in un modo non ancora chiaro e rocambolesco, è riuscito a eludere la sorveglianza e volare in Libano. Dopo aver ricordato le innumerevoli richieste di libertà su cauzione negate una dopo l’altra, i legali annunciano l’intenzione di Ghosn di spiegare in una conferenza stampa ogni dettaglio del suo allontanamento, che non è da intendere come di un tentativo di sfuggire alla giustizia nipponica ma di evitare “un’ingiustizia e una persecuzione politica”.

“Ora sono in Libano e non sarò più ostaggio di un sistema giudiziario truccato in cui si presume la colpa, la discriminazione è dilagante e la negazione dei diritti umani è costante, in flagrante disprezzo degli obblighi legali ai sensi del diritto e dei trattati internazionali”, ha commentato Ghosn in una breve nota.

L’arrivo dell’ex potente amministratore delegato su un volo privato è stata confermata dalle autorità libanesi e riportata dai media francesi: il Giappone ha invece aperto un’indagine.

È l’ultimo atto dell’esistenza ai limiti della leggenda dello spregiudicato imprenditore brasiliano Carlo Ghosn, 64 anni, autore di una vita disseminata da episodi che sembrano usciti da un romanzo o un film di Hollywood. È il caso del suo fiabesco matrimonio, celebrato nel 2016 affittando per intero la reggia di Versailles, così come i suoi compleanni, sontuosi eventi accompagnati da chef stellati, fuochi d’artificio, lussi di ogni tipo e una sola richiesta agli invitati: “discrezione”. Appuntamenti che finivano per intero nell’elenco delle fatture da pagare per “Renault-Nissan”, così come le diverse residenze in ogni angolo del mondo, una più lussuosa dell’altra, gli yacht e i sospetti movimenti di denaro in abbondanza sul suo conto come su quello della sorella.

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