L’infinita saga di Silvio e Veronica

| L’ex moglie del Cavaliere ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale di Milano che le ha tolto l’assegno di mantenimento e costretta a restituire 45 milioni di euro

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Un nuovo capitolo si aggiunge all’infinita saga del divorzio fra Veronica Lario e Silvio Berlusconi. Uno strascico giudiziario iniziato nel 2009 e, a quanto riporta “Sole 24 Radiocor”, non ancora concluso. L’ex moglie del Cavaliere avrebbe depositato un ricorso alla Corte di Cassazione contro la pronuncia della Corte d’Appello di Milano che lo scorso novembre aveva scelto di applicare il principio della così detta sentenza “Grilli-Lowenstein” che scardina l’obbligo ad assicurare il tenore di vita del coniuge, ancor di più nel caso di persona economicamente autonoma. Risultato: l’azzeramento dell’assegno di mantenimento da 1,4 milioni di euro mensili percepito dalla Lario dal 2013, e dall’altro stabilendo la restituzione di 45 milioni di euro.

All’indomani della sentenza, Cristina Morelli, legale dell’ex signora Berlusconi, aveva commentato “profondamente ingiusta” la decisione della corte milanese.

Miriam, in arte Veronica

Miriam Raffaella Bartolini, vero nome di Veronica Lario, nasce a Bologna nel 1956. Dopo gli studi tenta la carriera nel mondo spettacolo dividendosi fra cinema, televisione e teatro. È proprio durante uno spettacolo teatrale, nel 1980, che conosce Silvio Berlusconi, di vent’anni più vecchio di lei. Inizia una relazione ufficializzata nel 1985, con la separazione del Cavaliere dalla prima moglie: dall’unione nasceranno i loro tre figli, Barbara, Eleonora e Luigi.

Di carattere schivo e riservato, durante la permanenza del marito a Palazzo Chigi come Presidente del Consiglio, la Lario sceglie un profilo basso, apparendo al fianco del marito in rare occasioni ufficiali. Fra accuse e gossip, nel maggio del 2009 la stessa Lario annuncia il divorzio dal Cavaliere con un breve comunicato all’Ansa. La sentenza di separazione non consensuale arriva del dicembre del 2012, resa pubblica nel 2015 con l’importo dell’assegno di mantenimento stabilito dal tribunale. Il penultimo passaggio della vicenda risale al 16 novembre dello scorso anno, quando la Corte d’Appello accoglie la richiesta della difesa di Berlusconi che chiede di annullare il versamento mensile di 1,4 milioni di euro.

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