Matteo è cosciente ma grave "Ci verrà tempo per riprendersi"

| Il motociclista coinvolto nel tragico incidente di Condove dove morì la sua fidanzata, Elisa Ferrero, travolta da un furgone. L'autista, Maurizio De Giulio, è in carcere per omicidio volontario

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Matteo Penna, 30 anni, il motociclista di Moncalieri che, dopo una lite in strada, sulla statale 24 a Condove, era stato inseguito e investito (nello schianto è morta la sua fidanzata, Elisa Ferrero, 29 anni, appena laureata in Medicina) s'è svegliato dal coma - grazie anche all'aiuto degli amici più cari che gli sono stati vicini in tutto questo tempo - e presto dalla rianimazione sarà trasferito nell'unità spinale del Cto per un lungo periodo di riabilitazione. Per rispetto nei suoi confronti e della sua famiglia, assistita dall'avvocato Pierfranco Bertolino, nessuno può avvicinarsi poiché ora Matteo, assistito dai suoi genitori e da una ristretta cerchia di persone fidate, dovrà riprendere contatto con la realtà, e soprattutto apprenderà della morte della sua fidanzata, con cui aveva maturato il progetto di sposarsi al più presto. Sarà un periodo molto difficile, che i familiari auspicano lontano dai media. Nel frattempo l'indagine del pm Paola Stupino si avvia al termine. Sentiti tutti i testimoni dell'incidente, avvenuto a luglio, un pomeriggio di domenica, all'altezza della rotonda del Gravio di Condove, direzione Torino, restano ancora da completare le perizie sulla dinamica dell'incidente e su alcuni importanti dettagli tecnici, in particolare su freni e luci posteriori del furgone Ford Transit investitore. 

Investitore ancora in carcere

L'uomo che era alla guida (a bordo c'erano anche la compagna e la figlia 11enne) è stato arrestato dai carabinieri subito dopo il fatto ed è tuttora in carcere alle Vallette con l'accusa di omicidio volontario aggravato. Si chiama Maurizio De Giulio, ha 50 anni, fa l'elettricista. Abita a Collegno. Al momento dell'incidente risultava con un tasso alcolemico nel sangue tre volte superiore a quello consentito. Tornava con la famiglia da un picnic, il suo furgone era uscito da una strada laterale senza dare la precedenza, rischiando così di travolgere la moto con Matteo ed Elisa. Da qui la lite, l'inseguimento e lo schianto mortale. De Giulio si difende sostenendo che non voleva altro che annotare il numero di targa della moto per segnalare all'assicurazione un danno al retrovisore sinistro, colpito dal motociclista con un pugno. Ma non ci sono tracce di frenata. Anzi, dal video dell'incidente, registrato dalle videocamere di sicurezza di un'azienda di Condove, sembrerebbe che, travolta la moto e uccisa Elisa, De Giulio abbia persino accellerato, trascinandola per una cinquantina di metri, prima di finire la corsa contro il guard-rail. Non appena sarà possibile, il pm sentirà Matteo Penna, per ricostruire gli ultimi particolari. Poi la chiusura indagini e la fissazione dell'udienza. Il processo forse già prima del 2018.

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