Pistola puntata contro un gruppo di ragazzini, sfiorata la tragedia

| Un agente di polizia chiamato da un negoziante tiene sotto tiro per diversi minuti un gruppo di adolescenti, sospettati di avere una pistola. Mentre la folla inizia a farsi minacciosa

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Quando Shanelle Ladd ha visto un gruppo di adolescenti neri con le mani in alto davanti ad un agente di polizia con la pistola spianata, ha parcheggiato l’auto e ha iniziato a registrare. “Per favore, signore, sono solo dei bambini - ha urlato a squarciagola – per quale motivo gli sta puntando la pistola?”. 

Il video dell’episodio accaduto a Jonesboro, in Georgia, ha fatto il giro del mondo attraverso i social, aggiungendo un altro tassello alle pressanti richieste di riforma della polizia americana, accusata di brutalità, scatenate in tutto il Paese dopo la morte di George Floyd.

“Il mio primo pensiero è stato ‘Sono una mamma’ - ha raccontato la donna ai giornalisti - devo proteggere questi ragazzi”.

L’episodio è avvenuto dopo una richiesta di intervento giunta alla centrale di polizia: parlava di un litigio fra adolescenti nel parcheggio di un negozio, e qualcuno aveva intravisto una pistola. È il primo mistero di questa storia, perché il filmato delle telecamere di sorveglianza non mostra alcun litigio.

Nelle due chiamate al 911, il proprietario del negozio ha raccontato che cinque o sei adolescenti avevano tentato di rubare dal negozio e che uno di loro aveva una pistola. Nella seconda telefonata, l’uomo ha detto che gli adolescenti stavano litigando: “Hanno una pistola, ma non so dire di che tipo sia”.

Quando un agente è arrivato sul posto, i ragazzi non c’erano più, ma sono stati avvistati poco dopo, mentre camminavano per strada. La registrazione della body-cam dell’agente, di cui non è stato rivelato il nome, mostra i 17 minuti in cui l’ufficiale di polizia affronta i ragazzi. L’agente si è fermato dopo aver visto gli adolescenti, ha estratto la pistola mentre usciva dall’auto e ha iniziato a gridare “Fermi, fermatevi tutti”, mentre si dirigeva verso il gruppetto.

“Per via del timore che i giovani fossero in possesso di una pistola, l’ufficiale si è avvicinato dopo aver estratto l’arma”, ha commentato il dipartimento di polizia in una nota. L’ufficiale ha poi cercato di calmare i ragazzi per spiegare che aveva solo intenzione di perquisirli, mentre intorno si accumulava gente richiamata dalle urla e dalla situazione.

“Ascoltatemi attentamente, così non vi farete male - si sente dire l’agente nel filmato - non muovetevi, per favore, non voglio fare del male a nessuno di voi”. L’ufficiale ha tenuto la pistola puntata per più di 4 minuti, l’ha abbassata soltanto quando i ragazzi si sono inginocchiati mettendo le mani sopra la testa.

“Cos’è successo al negozio? – chiede l’agente - perché quel tipo pensa che voi abbiate una pistola?”. Mentre l’ufficiale parlava con i ragazzi, i passanti si avvicinavano e partivano i primi insulti.

“La gente è scesa dalle macchine – ricorda Shanelle Ladd - eravamo una trentina, dicevamo ai ragazzi di stare calmi e pregavamo l’ufficiale di mettere giù la pistola”.

L’ufficiale ha chiamato i rinforzi dopo aver comunicato alla centrale che “c’è una folla minacciosa che si sta radunando”.

Quando sul posto è arrivato un collega, l’agente ha rimesso la pistola nella fondina, ed entrambi hanno cominciato a perquisire i ragazzi, ma secondo quanto ammesso dal dipartimento di polizia, non c’era alcuna traccia di armi da fuoco. La polizia ha aggiunto che i ragazzi “sono stati diligenti e cooperativi, rimasti per tutto il tempo con le mani in vista, come da istruzioni”.

Dopo la perquisizione, gli agenti sono tornati al negozio con i ragazzi e hanno chiesto ancora una volta se avevano una pistola: il gruppo ha ammesso di averne una giocattolo, a pallini, che somiglia ad una pistola semiautomatica, e hanno indicato agli agenti i cespugli dove l’avevano gettata.

“Nessuno si è fatto male, mi avete ascoltato tutti: è stato fantastico. Però non dovreste avere una pistola giocattolo, potete farvi del male, specie se incontrate qualcuno che ne ha una vera”.

Il capo della polizia della contea di Clayton, Kevin Roberts, ha difeso l’operato dell’agente, assicurando che ha fatto “un ottimo lavoro” nel parlare con i ragazzi e disinnescare la pericolosità della situazione anche quando la gente iniziava ad agitarsi. “Adesso sappiamo che i ragazzi non erano armati, ma lui non poteva saperlo. L’episodio è avvenuto in un momento di forte tensione tra la polizia e la comunità nera, ma l’ufficiale è sembrato seguire il protocollo della polizia valutando perfettamente la situazione senza mai perdere il controllo. Sinceramente non vedo nulla di sbagliato in ciò che ha fatto”.

I ragazzi non sono stati arrestati e contro di loro non sono state presentate accuse, ha confermato la polizia, aggiungendo che l’agente ha origini afroamericane e portoricane.

“Pensavo che sarei morto perché ho visto per televisione la morte di persone di colore, e quando mi ci sono ritrovato dentro è stato pazzesco”, ha raccontato ai giornalisti Kamari Moore, uno degli adolescenti coinvolti.

I cinque giovani sono poi apparsi in pubblico insieme all’attivista e rapper locale T.I., che ha alzato il tono delle accuse: “Perché solo le persone di colore finiscono nel mirino degli agenti di polizia se hanno una pistola giocattolo? Migliaia di ragazzi bianchi possiedono dei veri fucili e vanno a caccia ogni settimana con nonni e genitori, ma nessuno gli punta un’arma addosso per questo. Ogni bambino nero non è un sospetto: non dovremmo essere trattati in questo modo”.

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Pistola puntata contro un gruppo di ragazzini, sfiorata la tragedia - immagine 1
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