Pugnala a morte l'amico e lo confessa sui social

| Alberto Pastore, di Novara, ha ucciso "il suo migliore amico" in preda alla gelosia. Nel post dà la colpa alla vittima mentre lui ha fatto "solo una cazz..., non doveva intromettersi..." Preso dopo un inseguimento in auto

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"....Voglio scusarmi con tutti, ho fatto una cazzata per amore, ho scoperto troppe cose dal mio migliore amico, non potevo continuare in questo modo, sono stato preso in giro... Nella mia vita ho commesso troppi errori e il mio errore più grande è questo... Mi mancherete tutti... papà ti voglio solo dire che sei stato un padre fantastico, anche a te mamma che ti sei sempre preoccupata ultimamente Erika mi sei stata di grande aiuto... Voglio ringraziare con il cuore Valentina Cometti che mi e stata vicina sempre da quando ci conosciamo da bambini, voglio ringraziare mia zia Patrizia, mio nonno... E le persone che mi volevano bene e che sicuramente molti non mi riconosceranno più come prima... È stata colpa di yoan Leonardi... Mi dispiace a tutti".

Alberto Pastore, 23 anni, il killer


E soprattutto, spiacerà a chi è stato ucciso, Yoan Leonardi,  suo coetaneo, è infatti morto dissanguato per una serie di coltellate inferte con ferocia davanti a un disco-pub. E spiacerà molto ai genitori della vittima. Lui, Alberto "Alby" Pastore, 23 anni, s'è fatto pure un video su Instagram in cui ribadisce il concetto: "Yoan (nella foto,ndr) ha sbagliato tutto....non doveva intromettersi nelle storie sentimentali degli altri....Ho mille pensieri in testa..Adesso sto pensando a suicidarmi...", spiega con voce tremante mentre guida, il telefono puntato sulle gambe, mentre i carabinieri stanno già cercando una Ford bianca, la sua, in fuga dopo il delitto. 

Il movente è passionale, al centro S., la sua fidanzata che secondo lui era stata avvicinata da Yoan.

Yoan Leonardi, era il coetaneo con il quale aveva litigato. Il delitto è avvenuto questa notte, verso le 2, davanti a un disco-pub della frazione Campagnola di Borgo Ticino. La lite era iniziata a nel locale e poi proseguita all'esterno, nel parcheggio. Non si sa se si erano dati appuntamento per chiarire o se si sono incontrati casualmente. Pastore, comunque, ha estratto un coltello e ha colpito più volte Leonardi ma non spaeva di averlo ucciso. Glielo hanno detto i carabinieri quando gli hanno messo le manette.

I due giovani si sono affrontati nel parcheggio del disco-pub. il loro locale di riferimento.Quando i sanitari del 118 sono arrivati Yoan, in una pozza di sangue, respirava ancora, ma è morto pochi istanti dopo dissanguato.

Il suo profilo Facebook è ancora attivo e sotto la sua confessione ci sono centinaia di post. Chi lo ammonisce, chi lo insulta, chi ne prende le difese minacciando di querele chi si esprime in modo ostile contro il killer reo confesso. Un dialogo surreale, in cui si confonde l'umana pietà verso la vittima e l'odio per chi ne ha spento la vita. Ma molti invitano "a non giudicare", ad astenersi dai commenti; sperando che la pagina sia chiusa al più presto. Un mosaico di pareri contrastanti, tra la rabbia di una pena in vista "troppo mite tra rito abbreviato e seminfermità mentale" e chi esprime un solo concetto: "Al muro". In mezzo una zona grigia popolata di luoghi comuni, di richiami inutili a un ragazzo che non può più rispondere e analisi psicologiche da un tanto al chilo. Molti hanno scaricato e condiviso il video apparso su Instagram. Per rispetto alla famiglia del ragazzo ucciso non ci è sembrato il caso. Anche nel breve filmato, Pastore mette le mani avanti, accusando "l'amico" di essere la causa  dello scontro. Non sapeva ancora di averlo ucciso e si chiedeva "se Yoan c'era ancora".
 
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