Venaria, i grillini disertano per la quarta volta l'Anti-mafia

| La presidente scrive a Babbo Natale: "Rimasta sola con un consigliere e l'usciera", sparito pure il segretario comunale. La replica: "Non ci piace l'ordine del giorno"

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Il laboratorio politico del primo comune a 5 stelle del Piemonte, Venaria, non manca mai di stupire e di porre inquietanti interrogativi, di difficile soluzione. Almeno per ora. L’ultimo caso in grado di creare una specie di turbamento nell’animo di molti, se non di tutti, è quanto sta accadendo all’interno della commissione antimafia del Comune. I lavori di questo importante organismo, in genere, sono un terreno comune, nel senso di un sentire comune sulla necessità di contrastare ogni tipo di racket. Da un punto di vista politico, non c’è formazione - almeno in teoria - dai 5stelle alla destra estrema, passando per tutte le sfumature della sinistra, che non sia decisa a combattere il crimine. Problema, sia ben chiaro, che riguarda tutto il Paese e non solo il Sud. Nel suo piccolo, recenti inchieste hanno messo in luce, proprio a Venaria, gravi fenomeni di infiltrazione, nel caso da parte di alcune famiglie criminali di origine calabrese. Con questa premessa, i lavori delle Commissioni Antimafia si svolgono in un clima generalmente depurato dalle divisioni politiche e ideologiche che oppongono le diverse formazioni politiche, Invece a Venaria accade uno strano e preoccupante fenomeno. La componente di maggioranza pentastellata diserta sistematicamente le convocazioni. L’ultima è di pochi giorni fa e quando la presidente, Barbara Virga, pronta ad affrontare il tema delle confische dei beni mafiosi disseminati anche all’interno del Comune, una preziosa risorsa in tempi di bilanci ridotti, che evidentemente per ragioni incomprensibili, interessa poco o nulla, s'è ritrovata sola nell'aula. Sola ma con il consigliere d’opposione Salvatore Ippolito e un’usciera. Non c’era il segretario comunale, né un funzionario delegato alla verbalizzazione della seduta, come vuole la legge. Niente. Secondo i consiglieri grillini, il sabotaggio della Commissione ha un significato politico, poiché i “lavori e gli ordini del giorno sono strumentalizzati politicamente”. Ma perché? Il contrasto alle mafie è un terreno bipartisan. Una delle poche certezze di questo Paese lacerato da aspre divisioni in pratica su tutto. "Una vergogna - commenta il consigliere Ippolito - in questo modo si scardinano i pochi valori ancora condivisi in una comunità che si dice civile. Ci rendiamo conto in che modo viene letto questo atteggiamento dei grillini all'esterno, anche dagli stessi clan. Noi vogliamo che il processo di confisca dei beni mafiosi vada a compimento, ma 'loro" lo vogliono veramente?".

La presidente Barbara Virga ha scritto una lettera a Babbo Natale. La pubblichiamo per  intero.

CARO BABBO NATALE, COSA HO FATTO DI MALE PER MERITARE QUESTO? Caro Babbo, come sai ieri sera ho convocato la Commissione Speciale Antimafia del Comune di Venaria Reale. E tu sai con quanta fatica, per cercare una data, dal momento che non si sa perchè nel calendario delle Commissioni non me ne avevano lasciata neppure una, manco fossi Cenerentola. Dopo tanti rifiuti di "prestiti" di date da altri Presidenti, mi hanno lasciato il 21 dicembre, il giorno che la mia mamma doveva operarsi in Ospedale. Che fare? A malincuore, ma per spirito di servizio verso i cittadini venariesi e l'istituzione in cui ho sempre creduto, ho accettato questa data per me un po' disgraziata, ho convocato e, puntuale, mettendo da parte perfino la mia famiglia, mi sono presentata a presiedere la Commissione, che purtroppo non ha un vice che possa sostituirmi perchè la nomina è all'ordine del giorno da 4 sedute, ma nessun consigliere di maggioranza si degna di presentarsi. Che i consiglieri grillini non si siano presentati ormai è una triste abitudine, anche se inqualificabile. Ma pazienza. Se per loro i dispetti politici vengono prima del rispetto delle persone ce ne faremo una ragione, caro Babbo. Ma tu, Babbo, mi hai fatto trovare un'altra bruttissima, inaspettata ed immeritata sorpresa sotto l'Albero! Alla seduta, infatti, non si è presentato neppure il Segretario Generale del Comune, il garante della vita democratica della città! Colui che aveva peraltro l'obbligo di presentarsi in quanto convocato come da delibera istitutiva. E neppure si è vista la funzionaria comunale che funge da Segretaria di Commissione addetta alla verbalizzazione, o una sua sostituta. Ad accogliermi in Comune solo una gentile usciera, che mi ha aperto la sala Consiglio chiusa a chiave e mi ha riferito che non c'era nessuno e che era stata incaricata lei di accendermi il registratore. Un usciere cui viene dato messa in mano la registrazione di una seduta a porte chiuse di una Commissione Speciale Antimafia!! E i fogli presenze? Nessuna traccia. Il tutto senza che io fossi stata avvisata di nulla da nessuno, non dal Segretario, non dagli Uffici, non dal Presidente del Consiglio Comunale. E ad oggi nessuno mi ha cercata per giustificarsi, seppure ci sia poco da poter giustificare. Come se questi atteggiamenti fossero normali e meritati, quando così non si trattano neppure i cani e come se invece del mio dovere stessi piuttosto andando a rompere le scatole con la mia seduta alle donne delle pulizie, le uniche altre persone presenti in Comune. E forse così a posteriori potrebbe spiegarsi anche la "dimenticanza" di assegnarmi la mia solita data a calendario per il mese di dicembre, e la lettera con cui i grillini membri di Commissione mi hanno scritto di NON convocare a dicembre. Ma per me il rispetto dei cittadini e i punti all'ordine del giorno inevasi da oltre un mese, non per colpa mia ma degli assenti, tra cui l'importante audizione per capire se la città prenderà o meno finalmente i beni confiscati e li adopererà per i venariesi senza casa, venivano prima di tutto, soprattutto prima di corse ai regali e cene con gli amici. Solo il consigliere di minoranza Ippolito che ringrazio, a farmi un'amara compagnia in quella desolazione. L'istituzione in cui credo tanto Babbo, e che per legge deve supportarmi nel mio difficile compito attraverso gli uffici, mi ha lasciata illegittimamente sola, caro Babbo. So di essere però in compagnia di tanti uomini e donne che fanno fino in fondo il loro dovere pagandone il prezzo dell'abbandono se serve, e per loro e per i miei concittadini continuerò con tutte le forze a fare il mio dovere ad ogni costo. Ma la delusione verso quell'istituzione che doveva essere al mio fianco, contenta di partecipare a qualcosa di doveroso verso i cittadini ed è invece sparita improvvisamente non degnandosi neppure di darmi un avviso è davvero tanta, caro Babbo. Nessuno che si spenda con coscienza per il bene pubblico merita una simile mancanza di rispetto umano, oltre che istituzionale. E io non meritavo tanta amarezza.

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