Sicilia, il mistero dei sub restituiti dal mare

| Un terzo corpo è riemerso ieri a Termini Imerese: sul mistero indagano cinque procure, e al momento non si esclude alcuna pista. L’incidente durante una battuta di pesca o durante la consegna di una partita di droga

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Ieri, il corpo senza vita di un sub è emerso in contrada Ginestra, a Termini Imerese, lungo il litorale palermitano. È il terzo, dopo i due cadaveri restituiti dal mare nelle scorse settimane: il primo a Cefalù il 31 dicembre scorso, il secondo a Castel di Tusa, nel messinese. Tutti in un raggio di 60 km circa: di nessuno, al momento, è stato possibile risalire all’identità, e neanche risultano denunce di persone scomparse.

E non sarà facile dare un nome neanche al terzo corpo: secondo quanto dichiarato dai Carabinieri, che indagano con le procure di Agrigento, Trapani, Termini Imerese, Patti e Messina, aveva il volto sfigurato e dalle condizioni generali, il cadavere è stato per lungo tempo in acqua.

È un mistero fitto, un giallo in piena regola che per adesso si nutre di sospetti e piste investigative complicate: tentando un collegamento con i 98 kg di hashish in panetti scoperti sul litorale di Capo d’Orlando e a San Leone, nell’agrigentino, gli inquirenti ipotizzano che i tre fossero corrieri della droga. Ma non si esclude neanche l’incidente, ovvero che i tre siano stati vittime di problemi durante una battuta di pesca subacquea: tutti e tre indossavano la muta e presentano tatuaggi sul corpo, ma uno dei tre aveva ai piedi delle scarpe da ginnastica.

Il procuratore di Patti, Angelo Cavallo, non esclude alcuna ipotesi: “I tre uomini potrebbero essere stati vittima di un naufragio causato dal forte vento di maestrale che nei giorni della morte aveva colpito le nostre coste. L’altra ipotesi è che siano caduti in acqua da un’imbarcazione in difficoltà e che anche la droga che trasportavano sia finita in mare. Ma sono ipotesi tutte da verificare”.

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