Ha ucciso Sofya perche voleva abbandonarlo

| L'inquietante ritratto dell'ingegnere italo-francese che avrebbe assassinato a calci e bastonate la compagna che voleva lasciarlo per mettersi con un medico 50enne. Lui aveva conosciuto il rivale, spacciandosi per un "cugino"

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Ma chi era Daniel Pascal Albanese, 55 anni, l'ingegnere italo-francese che avrebbe ucciso Sofisa? Sino al 2002 manager di una multinazionale, poi perde il lavoro e risulta dispoccupato da 7 anni. Conosce l'ucraina, in Italia da 15 anni, per caso, presentata da alcuni amici. E' un colpo di fulmine. I due, nel 2010, vanno a vivere nella vitta di via Joda a Cornuda. Lei intanto prosegue la sua relazionem mai interrotta, con il geologo 70enne che l'aiuta anche finanziariamente. Daniel Pascal sa tutto e la vita scorre in apparenza tranquilla. Ai vicini di casa racconta di "essere in pre-pensionamento", tutti vedono infatti che non lavora. Appare rassegnato. La vita nella villetta scorre serena, i due sono riservati, nessuno sa nulla del loro menage a trois. Sino a quando, tra il 10 e il 15 novembre, giorno della scomparsa, qualcosa di irrimediabile accade in quell'apparente equilibrio. Sofiya porta in casa un medico 50enne, ora al centro della sua terza relazione, gli fa vedere i lavori da fare nella mansarda, forse con l'idea di stabilirsi con lui. L'ingegnere, per un tacito accordo, finge di essere un cugino. Dunque  lei gli ha spiegato la nuova situazione. Ma gli fa capire che, questa volta, è decisa a lasciarlo per mettersi con il medico separato da tempo e felice di rifarsi una vita con lei. IL 16 novembre, Daniel Padcal si presenta ai carabinieri: "Non è più rientrata, sono molto preoccupato, aveva detto che andava a una festa con alcune amiche non è più rientrata".

Iniziano le ricerche, anche in Ucraina, della donna nessuna traccia. Daniel Pascal racconta agli investigatori una serie di inesattezze. Nel pomeriggio del 15 erano andati  inuna gelateria del centro, c'p anche una foto, ma lui indica un locale sbagliato. Domenica 26  novembre, la madre Eliane e la sorella, preoccupate perchè lui non risponde da ore al telefono si prepcipitano nella villetta di via Jona ed è proprio la madre a trovatlo morto, in camera da letto. Impiccato. Leggono le poche righe righe d'addio scritte su un biglietto, in cui individa nel dolore della scomparsa la causa del gesto. L'auto di Sofya, nel frattempo , viene ritrovata in parcheggio di località Masera, non distante dalla strada che porta verso la montagna, dove qualche ora dopo vierrò ritrovato il corpo straziato di Sofiya.



Nadjna, l'amica di Sofiya Melnyk, la 43enne interprete ucraina di Cornuda, racconta a  Chi l'ha visto? particolari inediti sulla vita della bella ucraina, divisa tra tre uomini. "Pascal l'aveva come ipnotizzata, era succube di lui e lei gli diceva tutto". Nadiya, che l’aveva conosciuta nel 2003 quando la 43enne lavorava come commessa nel negozio Siletto di Treviso e avevano condiviso un appartamento alla periferia della città, fino a quando Sofiya era andata a vivere con Pascal. «Lei lo amava, ma ne era anche succube - ha raccontato -. Sofiya ha divorziato dal marito ucraino per lui». Pascal passava le ore a contemplarla e le diceva: «Voglio farti fare una vita da regina». Ma era disoccupato da sette anni e "si faceva mantenere da lei anche grazie alle sue frequentazioni", come quella di 9 anni con il geologo 70enne, conosciuto durante un convegno all’hotel Maggior Consiglio. Relazioni che Sofiya era pronta a chiudere per un altro uomo, un medico. E forse proprio il nuovo amore ha decretato la sua fine. Uno dei tre è quello che l'ha uccisa, Pascal s'è suicidato prima del ritrovamento del cadavere. . potrebbe essere stata uccisa anche a persone di persone da Daniel Pascal Albanese, l'amico poi trovato suicida. Resta la pista più seguita dagli inquirenti ma ora la famiglia della vittima chiede di verificare con più attenzione anche la posizione degli uomini legati a lei nell'ultimo periodo della sua vita. Intanto emergono particolari raccappricianti dall'autopsia. Sofyia fu picchiata e tramortita, infine gettata nel bagaliaio dell'auto. Probabilmente era ancora viva quando fu spinta nel burrone e potrebbe essere morta di freddo dopo una lunga atroce agonia. Nell'auto sono state trovate tracce di sangue e saliva. Resta la testimonianza postuma di Albanese che disse, al momento della denuncia della scomparsa, che la donna doveva incontrare due uomini per degli investimenti finanziari.  Pii le nuove testimonianze di amici e familiari, rese anche ai giornalisti di Chi l'haVisto? Affermano che difficilmente l'ex modella sarebbe uscita con uomini che non conosceva e che Pascal Daniel Albanese non sembrava un uomo in grado di "farle del male".  

Sfiya Melnick era stata ripresa per l’ultima volta in una gelateria assieme al compagno e unico sospettato del delitto, Pascal Daniel Albanese, a Onigo di Pederobba. Era il 15 novembre, poi lei sparì nel nulla proprio in quei minuti. Erano arrivati nel bar con la Renault Megane della donna. È Pascal a confermarlo ai carabinieri due giorni dopo, quando viene convocato in caserma assieme alle amiche e ai due amanti della 43enne. Il geologo era arrivato dall'Emilia e aveva denunciato qualche giorno prima la scomparsa di Sofiya. Ma ai carabinieri, per quell’ultimo incontro, aveva indicato un altro locale non lontano da Cornuda.



Sofia Melnik, sotto con Pascal Daniel Albanese


Uno scontrino, alle  17.30, indica invece una gelateria di Inigo de Poderobba, e poi l'immagine di una telecamera che riprende l'auto di Sofiya, attorno alle 18.30, diretta verso il Monte Grappa. In quelle ore, secondo gli investigatori, è già stata uccisa. Alle 20:19 dal suo cellulare parte un messaggio: quella sera aveva dato “buca" all’amante medico, negandosi per l'appuntamento a cena per la sera stessa: «Devo vedere un'amica che è in crisi. Bacioni». A scriverlo non sarebbe stata lei. «Non avrebbe mai usato quel termine: bacioni» spiegano le amiche agli investigatori.



Il ritrovamento del suo cadavere, in una scarpata del terzo tornante della statale Cadorna che collega il centro di Romano d’Ezzelino a Cima Grappa, aveva consentito agli investigatori di stringere il cerchio attorno al suo assassino. Il cadavere della 43enne dell’Est era in avanzato stato di decomposizione, devastato dai morsi degli animali. Ma il pubblico ministero Giulio Caprarola, con l’aiuto dell’anatomopatologo Alberto Furlanetto, aveva dichiarato che i risultati dell’autopsia dovevano essere incrociati con gli esiti delle analisi di laboratorio (otto i pc sequestrati in casa di Pascal e Sofiya) che stanno effettuando i carabinieri del Ris.



Due gli scenari ipotizzabili per il delitto. Fin da subito, i sospetti si erano concentrati su Pascal Daniel Albanese, che per 16 anni aveva convissuto con la 43enne ucraina, poi trovato suicida nella villetta di via Jona a Cornuda 11 giorni dopo la scomparsa della donna. Il movente? Gelosia e denaro. Intanto per la relazione che l’ucraina aveva dal 2009 con un geologo emiliano di 70 anni, quanto per quella con il medico trevigiano. E l’11 novembre, 4 giorni prima della scomparsa, Sofiya lo aveva invitato nella casa di via Jona per alcune misurazioni tecniche. Il medico e Albanese si sono incontrati per la prima volta. Sofiya aveva presentato Pascal come “suo cugino”. Poi l’omicidio.

 

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