Venaria, il nuovo regolamento grillino bocciato ma da chi? Dai pentastellati

| Tre consiglieri di maggioranza lasciano l'aula e manca di nuovo il numero legale. Tutto resta come prima. L'opposizione lascia l'aula per protesta: "Vergognosa e inaudita situazione, ora intervenga il prefetto, sono dilettanti allo sbaraglio"

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Colpo di scena. Il segretario comunale Ezio Caffer aveva comunicato all'aula che la votazione di lunedì sera, con la maggioranza battuta su un emedamento, non era valida perchè "non c'era una maggioranza qualificata". Tutta l'opposizione, nella ripresa di ieri sera, ha abbandonato l'aula ed è stato chiesto un incontro d'urgenza con il prefetto per denunciare "l'illeggitimità del provvedimento deciso dal segretario il giorno dopo dopo che lui stesso l'aveva convalidata, una vergogna inaudita e senza precedenti, con un segretario che non svolge una funzione super-partes"", denuncia il capogruppo Salvatore Ippolito. A tarda sera, in Consiglio, erano rimasti solo i rappresentanti della maggioranza grillina. Ma alla fine tre consiglieri Fabbris, Napoletano e Tabor (che ieri avevano votato con l'opposizione) lasciano l'aula e manca di nuovo il numero legale. Per cui la votazione del nuovo regolamento comunale, compreso l'emendamento al centro del caos di lunedì, salta di nuovo, e tutto resta come prima. Inutile anche il blitz del segretario comunale a proposito della "maggioranza non qualificata. Salva la poltrona, almeno per ora, del presidente del Consiglio Comunale Assandri, il cui mandato avrebbe dovuto limitarsi a 30 mesi, in nome del ricambio e dello slogan "uno vale uno".  
"Quel che succede a Venaria Reale ricorda molto da vicino la storia della corte del Papa Borgia, tra agguati, pugnalate alle spalle, scalate al potere, cambi di alleanze, misteri occulti. Nel Consiglio Comunale di ieri, in questo laboratorio d'analisi di come M5s governa le amministrazioni è successo di tutto. E dietro le quinte le ombre di Raffaella Cantella e Stefano Balocco, i due consiglieri grillini dimissionari per le loro "incomprensioni" con il sindaco Roberto Falcone che ieri avevano visto affondare la loro ex maggioranza durante le votazioni degli emendamenti del nuovo regolamento comunale, poi messa in salva all'ultimo minuto dalla decisione di Caffer.
STREAMING ADDIO, PASO DOBLE
Partiamo da lunedì sera. Intanto la tentazione liberticida di governare la presenza del media in Consiglio è finita - e meno male - nel nulla. Adesso basta solo informare il presidente del Consiglio della presenza di troupe tv e quant'altro. Ma lo scivolone, assai doloroso, è sul tempo di permanenza della carica del presidente del Consiglio (ora è un fedelissimo del sindaco Falcone, Andrea Accorsi) che la giunta grillina, alla faccia del ricambio delle poltrone (di nuovo: uno vale uno, remember?) vorrebbe prolungare ad libitum, mentre l'opposizione la vorrebbe ridurre a 30 mesi. Intanto, i sostituti di Cantella e Balocco erano andati ad integrare le fila della maggioranza. Sono Alessandro Fabbris e Giuseppe Napolitano, eletti nelle liste grilline. Bene. Al momento del voto, oltre gli otto di un'opposizione compatta e incredula si contano altri quattro si. Quelli dei nuovi pentastellati con un doppio "niet" al sindaco Falcone e al suo capogruppo Guido Ruento, un No Tav della prima ora e grillino storico, più altri due consiglieri Marco Tabor e Luca Stasi. Anche la consigliera Rosa Antico, madre di Stasi, avrebbe votato sì ma ha giustamente preferito astenersi e uscire dal Consiglio.
COMICO ESORDIO DEL NEO-CAPOGRUPPO M5S
Il neo capogruppo, dall'aria vagamente sconfortata per il tradimento di quattro suoi consiglieri, stordito per la figura barbina davanti al sindaco, va a parlare con un Falcone piuttosto contrariato che si alza di scatto e se ne va nel suo ufficio. Ieri sera i due nuovi consiglieri si sono allineati alla maggioranza e sono rimasti in aula. Erano le 20,15 di un ennesima tragica serata fantozziana per il sindaco Falcone e le sue truppe in disarmo. Alle 23,35 si tentava di riprendere ma manca il numero legale e tutti a casa. Lo scenario ricordava i film Anni '70 con Lino Banfi, Bombolo e Pierino. Perché la poltrona che Accorsi vorrebbe tenersi a tutti i costi è invece ambita anche da altri suoi compagni pentastellati. La mossa in stile Borgia è semplice. I grillini potrebbero far cadere nel nulla il nuovo regolamento per lasciare tutto com'è. E addio rinnovamento. Cauto e misurato, come di consueto, il commento del capo dell'opposizione, Salvatore Ippolito: "E' un teatrino a cinque stelle che non finisce mai di stupire e anche divertire. Se non fossero coinvolti i cittadini di Venaria che meriterebbero amministratori di ben altro profilo, sarebbe una farsa ridicola. Invece è solo triste, uno spettacolo che mette in luce il dilettantismo, un feroce attaccamento al potere, una sorprendente capacità camaleontica per sopravvivere. Se questo è il nuovo che avanza….".
L'EX M5S BALOCCO: "BASTA CON L'AUTORITARISMO"
"'Non sono d'accordo con quello che dici, ma darei la vita perché tu lo possa dire'. Esprimere il proprio dissenso è pur sempre una forma di partecipazione ma se questo viene fatto all'interno di un gruppo a 5stelle, si rischia di passare per dissidenti, pena l'espulsione. In particolare nel gruppo consiliare del Movimento 5 stelle di Venaria , il dissenso non è possibile  e cosi la Democrazia viene soffocata da una forma perversa di autoritarismo oligarchico esercitato da due o tre personaggi che tengono in ostaggio un gruppo privo di qualsiasi senso critico. Dissenso manifestato ieri sera in consiglio comunale dal gruppetto di attivisti storici, (di quelli che ancora vogliono credere alla favola della  democrazia fatta dai cittadini per i cittadini, con il loro voto favorevole all'emendamento presentato dall'opposizione alla modifica del Regolamento Comunale che prevedeva la rielezione a metà mandato, a seguito di verifica dell'operato dello stesso, del presidente del consiglio, personaggio ritenuto intoccabile, voluto solo ed esclusivamente in quel ruolo dal sindaco, in puro spirito 5s, per accontentarlo del fatto che il gruppo (ancora quando si poteva chiamare tale) gli aveva negato la poltrona di Assessore, rivendicata, in perfetto stile tessero/partitistico per il numero di voti personali ricevuti. Elemento che all'interno del gruppo consigliare vanta ( a detta sua)  la fedeltà di alcuni consiglieri pronti a seguirlo  verso altri lidi nel caso fosse degradato al rango di misero consigliere. Il che decreterebbe la fine dell' m5s venaria e la caduta del sindaco. Sicuramente quella di oggi sarà stata una giornata frenetica,con  tentativi di ricucire lo strappo a suon di promesse e altro di peggio, magari con qualche telefonata dai nazionali  preoccupati solo dal fatto di far tacere eventuali dissapori  in vista delle prossime elezioni. L'immagine è tutto. Nella loro democrazia interna dove vige la regola "o si fa come dico io o niente", sicuramente pur di salvare il salvabile, ormai insalvabile, e il pdc  sul suo trono, si rinuncerà, almeno per i prossimi due mesi ( scadenza di metà mandato) alla modifica del regolamento comunale. Ma ormai in ogni caso, la democrazia da ieri sera, la lasciato definitivamente il comune di Venaria, in attesa di tempi migliori, tra i sollazzi di chi gode posare il deretano sulla poltrona consiliare pronunciando il monosillabo d'affermazione, tra chi si professa antifascista pur avendo comportamenti da fascista e a chi guarda attonito e incredulo, a volte divertito lo spettacolo che ha di fronte. 

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