Altro che un semplice manuale di sesso!

| Il Kama sutra si è costruito nei secoli la fama di un prontuario da consultare quando si ha necessità di una posizione un po’ originale con cui fare l’amore. In realtà è una finestra unica sulla cultura e la società dell’India antica

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Di Marco Belletti
Chi non ha mai sentito parlare del “Kama sutra”? Probabilmente si contano sulle dita di una mano in tutto il mondo le persone che non ne hanno mai avuto notizia. In realtà, molto pochi ne conoscono il significato e quasi sempre questo capolavoro in sanscrito viene considerato niente di più di un semplice manuale erotico.

Kama sutra (le due parole andrebbero scritte separate) letteralmente significa “massime sull’amore” e non è solo un volumetto che riassume le varie posizioni in cui è possibile fare sesso, in quanto in realtà è uno dei testi più importanti della poesia sanscrita, insieme ad altri simili come per esempio il “Kuttani mata” (consigli di una cortigiana) che è stato attribuito a Damodara Gupta, il ministro di un re del Kashmir verso la fine dell’ottavo secolo, e il “Samaya matrika” (la perfetta cortigiana) del poeta Kshemendra, vissuto nell’undicesimo secolo.

Il Kama sutra è più antico di questi libri, poiché è stato probabilmente scritto tra il I e il VI secolo, da un autore conosciuto come Vatsyayana che quasi certamente non ha fatto altro che riunire ed elaborare in un unico libro opere differenti fino ad allora tramandate oralmente. Infatti, questi testi risalgono a epoche precedenti e appartengono a sutre (massime filosofiche) dedicate alla politica, al comportamento e alla spiritualità.

Il Kama sutra non è un testo sacro né misterico, al contrario del tantra e per leggerlo e comprenderlo non è necessaria la guida di un guru. Inoltre, il testo non contiene riferimenti al tantrismo, anche se sovente viene confuso con questa disciplina. Lo scopo principale di Vatsyayana è insegnare a uomini e donne come comportarsi davanti al desiderio sessuale (kama) per garantirsi una vita sentimentale felice, una guida all’arte del vivere bene, alla natura dell’amore, alla ricerca del compagno di vita, al mantenimento della propria vita amorosa e ad altri aspetti relativi alle facoltà orientate al piacere della vita umana.

Del resto l’amore nella cultura indiana rappresenta una componente fondamentale del “trivarga”, cioè la “triade dei valori”. Innanzitutto il rispetto della religione, quindi la cura degli affari e infine l’amore, appunto. E quindi nel Kama sutra le relazioni tra i sessi sono analizzate a fondo, si parla soprattutto di principi etici e si spiega come corteggiare una donna e vivere con lei un matrimonio felice.

E ora veniamo alla parte pruriginosa, quella che ha sopraffatto tutte le altre: solo una parte del libro è dedicata alle tecniche amatorie e in questa sezione ne sono descritte 64. Sono otto i modi di fare l’amore, moltiplicati per otto posizioni. Gli amanti dei due sessi vengono chiamati con nomi di animali, come per esempio lepre, toro, cavallo, daino, puledra, elefante…

È facile distinguerli, in quanto a fare la differenza tra una lepre e un toro sono le dimensioni degli organi genitali e la forza del desiderio, oltre a intensità, passione e durata del rapporto.

L’opera originale è un testo con brevi versi aforistici sopravvissuti nei secoli con diversi “bhasya”, ossia esposizioni e commenti. Il Kama sutra è un insieme di versi e di prosa e – nelle logiche indù – definisce desiderio, sessualità e realizzazione emotiva come il principale obiettivo della vita. Lungo i suoi capitoli il lettore può scoprire i metodi per il corteggiamento, la formazione nelle arti per essere socialmente attraenti, suggerimenti per trovare un partner, corteggiare, mantenere il dominio nella vita coniugale, quando e come commettere adulterio oltre – come detto – quali posizioni assumere per fare l’amore.

Il Kama sutra ha influenzato molti testi minori dopo il IV secolo d.C. e rappresentazioni artistiche dei suoi argomenti sono tema di molte sculture in stile kama nei vecchi templi indù, come per esempio il “Khajuraho” nel Madhya Pradesh, patrimonio mondiale dell’UNESCO. Un altro tempio in Rajasthan (India settentrionale) ha sculture relative a tutti i principali capitoli e molte illustrano esplicite posizioni sessuali.

Secondo l’indologa statunitense, studiosa di sanscrito e della letteratura tradizionale indiana Wendy Doniger, il Kama sutra è diventato ben presto “uno dei libri più piratati in lingua inglese” immediatamente dopo la sua pubblicazione nel 1883. La prima edizione europea (detta “di Burton” dal nome del curatore) non rispecchia fedelmente l’originale in quanto la traduzione è stata adattata ai gusti vittoriani del XIX secolo.

Secondo John Keay (storico e docente specializzato in storie popolari dell’India, dell’Estremo Oriente e della Cina, con particolare attenzione alla colonizzazione ed esplorazione europea) il Kama sutra risale – pur non essendo conosciuta la data esatta della composizione originale – al secondo secolo dopo Cristo, quando sarebbe stato raccolto nella sua forma attuale da Vatsyayana. Al contrario Doniger (che tra l’altro ha tradotto il Kama sutra in inglese), ritiene che la versione giunta fino a noi deve essere stata rivista o composta dopo il 225 d.C. in quanto cita gli Abhira e le dinastie di Andhras, che hanno governato le principali regioni dell’antica India a partire da quell’anno. Inoltre, secondo l’indologa, il testo non fa riferimento all’impero di Gupta che invece governò sulle principali aree urbane dell’India antica, caratterizzando le arti, la cultura e l’economia indù dal IV al VI secolo.

Se non è certa la data, non lo è neppure il luogo: probabilmente è stato raccolto in un centro urbano dell’antica India settentrionale o nordoccidentale, o forse nella città orientale di Pataliputra, oggi Patna.

Anche il nome di Vatsyayana Mallanaga come autore è accettato pur con qualche remora, del resto il suo nome è esplicitamente citato all’inizio del libro, con l’affermazione che ha scritto il testo dopo molte meditazioni. Nella prefazione, Vatsyayana riconosce anche che sta mettendo insieme molti testi antichi che non sono sopravvissuti e cita il lavoro di altri che definisce maestri e studiosi.

Più che nel fornire numerosi suggerimenti sulle posizioni per fare sesso, il Kama sutra è stato da sempre una delle poche fonti di informazioni sociologiche e culturali dell’antica India. La Doniger mette in evidenza come il libro mostri “un quasi totale disprezzo per la classe (varna) e la casta (jati)” mentre le relazioni umane – comprese quelle sessuali – non sono suddivise per genere o casta, ma legate alla ricchezza dell’individuo.

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