"Attacco ad Israele, l'Anpi si scusi"

| Biella, il discusso docu-film dell'attivista filo palestinese Samantha Comizzoli

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Ospitiamo, condividendo in pieno la posizione di Alessandro Bertoldi, Vicepresidente nazionale di UDAI - Unione di Associazioni pro Israele, in merito alla proiezione del  docu-film "Israele il cancro", promosso dalla locale sezione dell'Anpi che avrebbe dovuto tenersi nelle scuole. Solo una osservazione:  nel profilo standard degli estremisti di destra e sinistra, serpeggia da tempo una ambigua posizione anti-semita, malamente mascherata da una condivisione della tragedia delle popolazioni palestinesi nelle mani di organizzazioni come Hamas e i suoi satelliti che hanno scelto la strada del terrosimo per promuovere le proprie idee in merito a un processo di pace segnato da attentati e da una perpetua Intifada. Il testo dell'Udai si riferisce a un fatto che poi non è avvenuto ma restano intatte le ragioni che hanno spinto molti a contestare la decsione dell'Anpi di sostenere un'iniziativa comunque sconcertante.


"Israele. Il cancro.", è questo il vergognoso titolo del documentario girato nel 2014 da un'attivista filopalestinese e in procinto di essere presentato a Biella il prossimo 10 marzo, ma fatto ancor più grave: la presentazione della vergognosa pellicola di propaganda antisemita si terrà in una scuola e riporta, come da locandina allegata, il patrocinio della sezione locale dell'Associazione nazionale partigiani italiani.
Il filmato, dal titolo agghiacciante e vergognoso, palesemente antisemita ed istigatore all'odio, è stato girato a Gaza nell'estate del 2014 durante l'inizio dell'operazione militare israeliana «Margine Protettivo», avviata per indebolire il terrorismo palestinese e difendere Israele dai frequenti attacchi, è uno strumento criminale di propaganda dell'odio contro Israele e gli ebrei. Filmato nei confronti del quale le istituzioni repubblicane dovrebbero esprimere i più forti sentimenti di condanna senza indugio alcuno invece che consentirne la diffusione.
Esprimo i più severi sentimenti di sdegno e condanna per quanto sta per accadere a Biella e auspico si levi un coro tra i rappresentati politici ed istituzionali locali contro questa iniziativa che istiga l'odio contro un Paese ed un Popolo. Nel corso delle presentazioni che si sono tenute in passato la stessa attivista, che nel 2016 è stata fermata in Israele nel corso di una manifestazione, quindi arrestata e infine espulsa dal Paese, ha parlato dell'operazione militare come un'autentica «occupazione nazista israeliana della Palestina», parole violente che vanno oltre la faziosità e che accusano il popolo ebraico di essere come i carnefici di cui sono stati vittime appena 70 anni fa. 
Ciò che troviamo ingiustificabile è come una scuola e l'Anpi possano ospitare e patrocinare l'evento, specie non potendo non sapere che la notorietà dell'attivista filo-terrorista deriva dall'immagine diffusa l'anno scorso dalla stessa che la ritraeva davanti a un forno mentre inneggiava con un gesto alla morte dei tre soldati israeliani rapiti in quei giorni a Gaza. Tutto quanto sta per accadere a Biella è già accaduto l'anno scorso a Recanati ed è inaccettabile, ingiustificabile e pericoloso. Sono necessari imminenti chiarimenti e le più rapide scuse ufficiali dell'Istituto scolastico nei confronti dello Stato d'Israele. Non possiamo accettare che fatti come questo avvengano nel nostro Paese ed in particolare in luoghi sacri per la formazione dei futuri cittadini italiani, come le scuole". 


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