Audrey Hepburn, una star in prima linea

| Prima di diventare una delle più grandi icone del cinema, l’attrice di origini europee aveva collaborato con la Resistenza olandese in lotta contro il nazismo. Un libro in uscita racconta il suo impegno

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Per tutti, sarà per sempre Holly Golightly, Eliza Doolittle e Sabrina Fairchild, tre dei personaggi che hanno traghettato nella leggenda Audrey Hepburn, attrice che in carriera ha prestato volto e fascino – rispettivamente - alla svampita protagonista di “Colazione da Tiffany”, la fioraia di “My Fair Lady e la principessa annoiata di “Vacanze Romane”. Ma nel backstage di un’immagine pubblica delicata e raffinatissima, si è nascosta per anni una doppia vita che un libro sta per svelare in ogni dettaglio.

Si intitola “Dutch Girl: Audrey Hepburn and World War II”, ed è atteso a breve nelle librerie americane, a chi seguirà tutto il mondo, vista l’immensa popolarità di cui gode ancora oggi un’icona assoluta della storia del cinema. Il volume è opera dello scrittore Robert Matzen, che è riuscito a mettere le mani su un diario scritto dall’amato zio dell’attrice, il conte Otto van Limburg Stirum, negli otto anni che hanno preceduto la sua morte per mano dei nazisti. Una ferita che nel cuore di Audrey non si sarebbe mai rimarginata, spingendola a partecipare in modo attivo con la Resistenza che lavorava per liberare l’Europa dagli eserciti di Hitler.

Audrey Kathleen Ruston, il vero nome della futura Hepburn, nasce a Bruxelles il 4 maggio del 1929: la sua è una famiglia agiata, il padre è un ricco banchiere inglese e la mamma baronessa di un’antica casata olandese. Audrey cresce fra scuole di danza e studi presso istituti esclusivi, ma la guerra colpisce duramente anche la sua famiglia, costringendola a provare la brutta esperienza della fame, che le procurerà problemi di salute per il resto dei suoi giorni. Nel 1940, le truppe tedesche invadono Arnhem, la città olandese dove la famiglia Ruston: a causa di un nome e un cognome troppo inglese, Audrey - nel frattempo diventata ballerina - sceglie di chiamarsi Edda van Heemstra, partecipando in prima persona a spettacoli che hanno lo scopo di raccogliere fondi per finanziare la resistenza. “Il miglior pubblico che abbia mai avuto”, confiderà anni dopo.

I Paesi Bassi ritrovano la libertà il 4 maggio 1945, esattamente nel giorno del sedicesimo compleanno di Audrey: “L’incredibile sensazione di conforto nel ritrovarsi liberi, è una cosa difficile da esprimere a parole. La libertà si sente nell’aria: per me lo è stato sentire i soldati parlare inglese”.

Nella prefazione del libro, Luca Dotti, figlio dell’attrice ricorda: “Quando mia mamma parlava di se stessa e di quello che la vita le aveva insegnato, Hollywood era la parte mancante. Invece di nominare località famose ed esclusive, parlava di piccoli centri dell’Olanda che aveva visto durante la guerra”.

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