Charles Manson e i segreti degli anni Sessanta

| È appena uscito negli Stati Uniti un libro che rappresenta l’ossessiva inchiesta di un giornalista, partita dal delitto di Sharon Tate per poi coinvolgere apparati dello Stato e sfiorare perfino la morte di JFK

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Nell’estate allucinogena del 1969, Charles Manson, un messia hippy che sosteneva di essere il figlio di Cristo, Satana e Hitler al tempo stesso, inviò i suoi apostoli a spargere sangue e paura a Los Angeles. Massacrarono in modo atroce Sharon Tate, allora incinta del figlio di Roman Polanski, e alcuni suoi amici, poi, la notte successiva, la si accanirono su Leo e Rosemary LaBianca, lasciando un forcone conficcato nel petto dell’uomo. L’episodio, una delle peggiori pagine di cronaca nera nella storia di Hollywood, conclude l’attesissimo nuovo film di Quentin Tarantino, ma sono diventati anche l’ossessione di Tom O’Neill, un giornalista che per anni ha indagato sugli omicidi della “Family” di Manson, scopre legami sorprendenti che collegano il leader del gruppo al governo degli Stati Uniti.

Secondo la storia più accreditata, le vittime degli uomini e delle donne di Manson furono scelte a caso: omicidi senza un vero movente che non fosse la manifestazione del male. O almeno così pensano tutti, ma non O'Neill, che intravedendo qualcosa di strano ha iniziato a fare domande scomode. Le indagini del giornalista sono iniziate 20 anni fa, mentre realizzava un articolo per una rivista di cinema, e da allora non sono mai finite, trasformando la ricerca quasi in una ragione di vita. E più scavava, più emergevano verità che gli editori si rifiutavano di pubblicarle.

Tutto questo è il preambolo di “Chaos, Charles Manson, the CIA and the secret history of the Sixties”, un volume che racconta l’incredibile rete di menzogne della polizia, dell’FBI e della CIA, che secondo le tesi di Tom O’Neill avrebbero unito le forze nel tentativo di nascondere la verità sui crimini della “famiglia” di Charles Manson.

O’Neill accusa prima il procuratore Vince Bugliosi di aver manomesso le testimonianze, ma questo - che ha trasformato l’episodio in un libro di successo - si ribella minacciando di denunciare il giornalista, accusandolo di essere un pedofilo gay. La successiva serie di prove persuade O’Neill che anche gli agenti dell’FBI si sarebbero accordati con il procuratore distrettuale, presumibilmente perché l'ufficio di J. Edgar Hoover ha visto in Manson e il suo branco soltanto una depravazione della società che andava eliminata in fretta. La CIA entra in scena quando O’Neill inizia a chiedersi per quale gli agenti erano così lassisti nei confronti di un personaggio come Manson, permettendogli di vivere come voleva a San Francisco. Si scopre che, mentre viveva nella zona psichedelica di Haight-Ashbury, Manson potrebbe essere stato usato come cavia o topo di laboratorio che ha proposto al governo l’LSD come mezzo di controllo mentale per preparare i candidati al ruolo di spie o assassini.

Mentre si sviluppa, il racconto di O’Neill coinvolge un cast sempre più stellare di complici: c’è anche il nome di Doris Day, l’incarnazione dell’America pulita. Il figlio della celebre attrice, Terry Melcher, ha utilizzato la sua casa sulla spiaggia per ospitare orge e Manson, ai tempi in cui era un aspirante rock star, ha fornito “carne fresca” in cambio di un contratto con un’etichetta discografica che lavorava con sua madre.

Ma nessuna teoria sarebbe completa senza un collegamento con l’assassinio del JFK e il successivo insabbiamento: O’Neill racconta l’America divisa e disordinata dell’amministrazione di Lyndon Johnson, un presidente nevrotico che aveva dichiarato guerra alla società ribelle e accusato i governi stranieri di avergli mobilitato la resistenza.

Tra le letture di Manson c’era un romanzo di fantascienza che racconta di un eroe cresciuto su Marte che scende sulla Terra per annunciare l’apocalisse. Alla fine del suo libro, O’Neill afferma che, quando morì in prigione nel 2017, Manson era diventato “una leggenda del crimine”. Ma spuntano anche altri personaggi, come il suo avvocato difensore, un detenuto conosciuto come Pin Cushion e un misterioso analista della CIA che avrebbe ucciso un elefante iniettandogli una dose di acido che produce disturbi mentali negli esseri umani. Ma alla fine, il personaggio più inquietante di O’Neill è se stesso, una persona solitaria e ossessiva che raccoglie articoli e ritagli di giornali su Manson nel suo piccolo appartamento, con 190 raccoglitori pieni di appunti e sei pile di documenti. Ma come ammette, le questioni in sospeso sono ormai minate da così tanti morti che probabilmente non sarà mai possibile venire a capo della verità.

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