Come si fa ad aumentare i lettori di libri? "Forse basterebbe proibire la letteratura"

| La provocazione ironica di Vito Ferro, tra i fondatori di Autori Riuniti, a margine della dell11a Edizione di Portici di Carta, la libreria più lunga del mondo

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(nostro servizio)
di FLORIANA NASO
Sabato 7 e domenica 8 ottobre 2017 si è svolta l'11° edizione Portici di Carta, la libreria più lunga del mondo sotto i portici del centro di Torino. Oltre ai tradizionali due chilometri di bancarelle in via Roma, piazza San Carlo e piazza Carlo Felice, Portici di Carta conquista anche i portici fine-ottocento e Liberty di via Sacchi e quelli risorgimentali di Via Nizza, per quasi 2,5 chilometri di passeggiata in mezzo ai libri. Sono presenti 128 librai di Torino e provincia ed editori da tutto il Piemonte, di cui 21 per la prima volta. I portici di via Roma, piazza San Carlo e piazza Carlo Felice sono suddivisi in 20 tratti tematici che raggruppano in modo omogeneo le bancarelle a seconda delle proposte.L'edizione 2017 di Portici di Carta è stata dedicata a Paolo Villaggio: l'autore-attore che ha venduto un milione e mezzo di copie con la Trilogia di Fantozzi e ha cambiato la lingua italiana con i suoi modi di dire entrati nell'uso collettivo.

Una delle case editrici torinesi presenti alla manifestazione è AUTORI RIUNITI, di cui Vito Ferro è un socio fondatore.

Questa è una Casa Editrice molto particolare, ma ce ne parla direttamente l'interessato:

Quali aspetti differenziano la tua Casa Editrice dalle altre?

Autori Riuniti è l'unica casa editrice interamente gestita da autori. Chi pubblica con noi, entra nel collettivo e aiuta gli altri autori a realizzare i loro libri. L'unico vincolo è che nessuno può lavorare sul proprio testo, altrimenti sarebbero compromesse qualità e intermediazione culturale. Ci occupiamo di ogni mansione, dall'editing alla correzione bozze, dalla grafica alla promozione. Siamo attivi da poco più di un anno e ad oggi abbiamo 5 titoli più due in uscita a ottobre. 

L'idea della casa editrice ha un aspetto innovativo e uno molto tradizionale: la condivisione di saperi e competenze, la forma del collettivo, il mettersi in gioco insieme sono fattori molto contemporanei ma al tempo stesso fanno parte della tradizione editoriale italiana, quando grandi autori lavoravano direttamente per le case editrici e aiutavano a scoprire, valorizzare, promuovere altri autori. 

Quali difficoltà incontra una piccola Casa Editrice che vuole lavorare seriamente?

Le difficoltà sono tante: innanzitutto la burocrazia, che rende un po' complicato il lavoro amministrativo; il numero esiguo di lettori (mai cresciuti dagli anni ‘80); la presenza di editoria a pagamento, che inquina il lavoro onesto di tante case editrici e, di fatto, falsa il mercato; la distribuzione e la promozione, settori ancora rigidi e che non riescono a supportare al massimo la piccola editoria; il settore delle librerie che spesso preferisce affidarsi ai grandi nomi piuttosto che scommettere su autori ed editori indipendenti.  

Ma, per fortuna, ci sono anche aspetti molto positivi di questo mestiere: primo tra tutti i lettori, con cui è bellissimo relazionarsi, in occasione di fiere e presentazioni, e a cui rivolgersi direttamente per farsi conoscere e far conoscere i propri libri; la rete, che permette una diffusione gratuita e libera del proprio lavoro e un collegamento più diretto con gli addetti ai lavori; lo scambio fruttuoso con gli altri editori, soprattutto piccoli, con cui condividere progetti ed iniziative.

Vivere di scrittura è molto difficile, s'incontrano molti ostacoli: il primo è il giudizio a cui uno scrittore è costantemente sottoposto. Quali sono i criteri che adottate per fare scouting? 

Autori Riuniti ha un manifesto, in dieci punti, in cui esprime la sua visione di editoria e letteratura (http://www.autori-riuniti.it/il-manifesto-autori-riuniti). Il punto numero 7 svela cosa cerchiamo: opere di qualunque genere letterario in cui siano presenti questi tre elementi: la storia, l'affabulazione, lo stile. Sappiamo che sarà una lunga ricerca!

Nostra intenzione è portare avanti una letteratura non snob, originale e in grado di raggiungere veramente il lettore, non per forza sfidarlo. Non seguiamo le mode, ma la qualità. 

 La distribuzione dei libri è un problema, voi in che modo fate conoscere le vostre opere?

Noi siamo distribuiti a livello nazionale da Messaggerie e promossi da Emme Promozione. Di fatto siamo in tutto il paese in tantissime librerie. Ma sappiamo bene che questo non basta: i libri non si vendono da soli. 

Occorre farli conoscere, portarli in giro, parlarne, dare loro tempo. Siamo molto presenti sul territorio, partecipiamo a fiere, incontri, iniziative; puntiamo molto sulle presentazioni in libreria (e non solo): il rapporto ravvicinato con i lettori è l'unica vera strada per avvicinare i libri alle persone e ricevere immediato riscontro. La nostra presenza in rete è capillare: i social network, i blog, i forum di lettura sono sedi privilegiate per presentare il proprio lavoro.  

In che modo, secondo te, si potrebbe far appassionare più persone alla lettura?

Vietandola! Si sa che le cose proibite attirano di più l'attenzione. Scherzi a parte, la lettura è un'attività particolare: richiede tempo, impegno, concentrazione, solitudine. Le altre forme di intrattenimento, il cinema, la tv, la musica, hanno una fruizione più semplice, più immediata. Hanno un vantaggio notevole nei confronti della lettura. Un libro probabilmente non può competere con loro su questo terreno.Il libro deve puntare sulla sua vera forza: la possibilità che concede ad ogni lettore di essere protagonista attivo. Leggere è scrivere, è ricreare, è partecipare in maniera decisiva nella realizzazione di un immaginario ricco e originale. 

Allo stesso tempo ipotizzare politiche realmente aperte ad incentivare la lettura e agevolare la scuola nella proposta culturale legata ai libri sarebbero fattori importanti per sostenere un'attività vitale come la lettura. 
Il mondo digitale ha aiutato o peggiorato l'editoria italiana?

Aumentare la possibilità, i modi, gli spazi, i metodi di lettura non può peggiorare, anzi. 

Il futuro della lettura passa necessariamente per l'editoria digitale. Anche a livello economico. Realizzare un e-book è decisamente più vantaggioso che un libro cartaceo, sia per quanto riguarda materiali e lavorazione, ma soprattutto per la distribuzione: i costi e i limiti legati alla distribuzione fisica vengono di fatto annullati.
Ancora non vi è uno sviluppo capillare della lettura digitale, anche se gradualmente ogni anno questa cresce.
Noi siamo convinti che succederà come è successo con la musica: i modi di fruizione sono stati rivoluzionati e hanno portato, ad esempio, ad una crescita incredibile delle performance dal vivo, poiché gli artisti si sono adeguati ad un cambiamento e hanno capito l'importanza per la loro carriera del rapporto diretto con il pubblico.
Con la lettura potrà succedere qualcosa del genere (è già sta succedendo): penso all'autopubblicazione, ovviamente di qualità, che viene sostenuta da colossi come Amazon, e permette a molte più persone di far circolare le loro opere.
Senza contare che la digitalizzazione dei testi, in special modo quelli fuori catalogo (e in Italia tantissimi libri vanno fuori catalogo dopo pochi ani di vita), recupererebbe libri che meritano di non essere dimenticati.


Questa è una rubrica che divulga informazioni culturali attraverso i libri e gli autori. Quanto conta per la tua Casa Editrice e l'editoria in generale la tematica sociale affrontata da un romanzo?

La letteratura, a mio avviso, ha un compito decisivo (lo ha sempre avuto): farci vivere vite altrimenti impossibili. Le tematiche che la letteratura affronta sono e debbono essere universali. Più che attenzione al sociale (strettamente inteso), i libri devono essere attenti all'umanità, ai suoi valori, alle sue grandezze e alle sue miserie, al dolore e alla gioia che connotano il senso delle vite. E questa attenzione la sviluppa attraverso storie: la forma più libera e liberatoria per trasmettere un messaggio, un punto di vista, una visione del mondo. C'è forse più verità, realismo e concretezza ne La metamorfosi di Kafka che in tanto reportage giornalistici. Così come tutti i bambini che leggono Pinocchio, la storia di un burattino di legno, sentono che quel personaggio, in realtà, sta ancora parlando di loro. 

I libri sono essenza di vita, in essi c'è la verità, l'anima dell'essere umano. Non si tratta solo di passare il tempo leggendo, ma di dargli un valore.

EVENTI E NUOVE USCITE

Al Circolo dei Lettori Sentimenti al negativo #3 mercoledì 11 ottobre ore 18-19.30 alla scoperta delle pulsioni umane, a cura di doppiozero.

GELOSIA

Difficile confessare la gelosia, difficile superare la vergogna dovuta a una mancanza di fiducia nel proprio valore.  Qualcuno la giustifica come sorella buona dell'invidia: l'amore non rende tutti un po' più fragili?  Letto come sentimento negativo rivela l'esigenza di possesso e la dipendenza dall'altro, ma è forse possibile pensarla capace di illuminare qualcosa?

Con Anna Stefi_docente di filosofia, è caporedattrice di "doppiozero" e redattrice della collana Riga di Marcos y Marcos.  Ha curato la bibliografia del Meridiano Gianni Celati. È in pubblicazione un volume curato con Marco Belpoliti e Mario Barenghi su Primo Levi (Marcos y Marcos).



Nuove uscite salienti in libreria, segnaliamo:

IL PERTURBANTE di Giuseppe Imbrogno (Autori Riuniti).

 









Cultura
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