E dopo le violenze, ecco l'uomo dei sogni

| "Un battito negli abissi" è l'ultimo romanzo di Antonella Tafanelli (Ed. La Strada di Babilonia), tratto da una storia vera di violenze domestiche. Come purtroppo ne accadono tante. Ma a volte c'è anche un lieto fine

+ Miei preferiti
Di Floriana Naso

Nell’ultimo anno, secondo i dati Istat, più di 49.000 donne si sono rivolte ai centri anti violenza per chiedere aiuto, ma le violenze stimate supererebbero i 100.000 casi. Le donne hanno paura di denunciare, non sanno se saranno protette a sufficienza dopo averlo fatto. Temono per se stesse e per la loro prole. Soltanto il 7% degli stupri viene denunciato. Il nostro paese sta vivendo una crisi drammatica, dati sempre più impietosi ci mettono di fronte a una realtà sommersa: quella delle violenze domestiche e sul luogo di lavoro. Abusi di potere e ricatti che spesso restano impuniti Di violenza tra le mura domestiche ci parla la scrittrice Antonella Tafanelli (nella foto), autrice del romanzo "Un battito negli abissi", pubblicato da La strada di Babilonia, un libro tratto da una storia vera che parla di violenza fisica e psicologica subita da una donna.

Dall'Introduzione:

Margherita è una donna forte nonostante la sua fragilità, con una spiccata femminilità che tende a nascondere, pur essendone consapevole. Emancipata, ma distrutta dalla violenza subita tra le mura domestiche, chiusa al mondo dell’amore con un lucchetto sul cuore per sentirsi al sicuro. Naviga in altalene di pensieri e emozioni, circondandosi solo degli affetti più cari, che per lei rappresentano una protezione sicura. Convinta che la sua vita sia tutta lì, tra lavoro, amici e parenti, si imbatte in un uomo semplice, che con la sua calma e tenacia riesce a prenderla per mano e a saltare oltre il burrone delle sue paure. Non siamo tutti uguali, per fortuna, ma cerchiamo sempre l’eccezione quando vogliamo un miracolo. Per Margherita quell’uomo è il miracolo, la sua eccezione, la fortuna che si possa ancora trovare un uomo migliore con il quale perdersi per ritrovarsi.

Antonella, come nasce Un battito negli abissi e perché? 

Ciao, innanzitutto grazie per questo invito! Il mio romanzo è nato di getto, come quelle cose che fai senza chiederti dove ti porteranno, le fai perché senti dentro di te un impulso a cui non puoi essere indifferente e senza accorgermene mi sono ritrovata a salutare il giorno incontrando la notte fino all’alba con l’odore del caffè.  Una danza che è andata avanti così per quattro giorni e quattro notti, dove la storia ha preso la sua forma, fuori e dentro di me, lasciandomi svuotata alla parola fine.

Mi chiedi perché è nato? Io non so esattamente il perché o forse sono certa sia figlio del dolore che ti rompe le ossa fino a credere che non starai mai più in piedi, non avrai futuro, non esisterà il tuo domani e invece quel nuovo giorno, che profuma di speranza e di istinto primordiale di sopravvivenza, ti fa sfiorare con la mano l’asfalto dove sei stesa da tempo, ti fa ricordare che stai morendo sotto i colpi di chi dice di amarti, ma sai anche che se non ti alzerai veloce e inizierai a correre potrebbe essere per te fatale. Il ritardo di un movimento per troppo dolore che hai addosso potrebbe essere il colpo di grazia che ti porterà solo al paradiso. Io ho superato tutto il processo di dolore che ogni centimetro del mio corpo ha sentito in quello scatto dal pavimento e sono saltata dentro la prima stanza che ho trovato chiudendo a doppia mandata la porta. Credo di aver scritto questo libro perché in quel salto ho sentito tutta la bellezza e la freschezza che la vita deve ancora darmi, perché possiamo e dobbiamo voler vivere, salvarci, proteggerci e io ho fatto anche la scelta di voler proteggere chi crede che una via di uscita non è possibile. Voglio indicargliela!

Chi è Margherita e cosa le accade? 

Margherita è ognuno di noi, a prescindere se uomo, donna, anziano, bambino o animale. Chiunque sia vittima della barbarie per mano altrui è una margherita. Questo nome non è stato scelto per caso, se si osserva una strada di campagna dove le margherite nascono spontanee, piccole, tenere, indifese, beh se quella strada viene cementata, solo la margherita ha la forza di rompere il cemento e uscire al sole più forte e più bella di prima. Una persona in rinascita è così!

Lei, la protagonista, è una donna semplice, sposata, lavoratrice, innamorata di un uomo che si riscopre violento nel andare avanti del loro matrimonio. Prima si inizia con un offesa, poi uno sputo, poi una parolaccia, volano oggetti, spintoni, uno schiaffo. Poi lo schiaffo è doppio e piano piano continua e aumenta la dose di “amore” che questa persona infligge alla sua “amata”. 

Come trova la forza di ribellarsi a queste ingiustizie? 

La forza è un diamante che custodiamo dentro di noi, talmente è delicato che spesso per non rovinarlo non lo usiamo, lo teniamo lì a lucidarlo in attesa che un raggio di sole possa attraversarlo portando sui muri della nostra consapevolezza giochi di luci colorate che rincuorano il buio del nostro cammino. Ecco quando riesci a permettere a te stessa di andare oltre la vergogna, la paura del giudizio altrui, il peso per una scelta sbagliata, e trovi nella famiglia e negli affetti più cari l’abbraccio di protezione che ti serve, allora arriva la tua forza e ti ribelli, diventi luce di diamante riflessa.

Secondo te, perché è difficile denunciare?

Nella maggior parte dei casi è il non conoscere la prassi, essere spaventati è proprio per una non conoscenza di come muoversi e di cosa avverrà. Molte donne non lavorano, spesso hanno avuto l’educazione che implica la regola assoluta di tenersi la famiglia a qualsiasi costo, molte volte è perché si hanno dei bambini, senza però rendersi conto che salvarsi significa in primis salvare i propri figli per non essere un domani adulti sbagliati.

Le famiglie hanno un ruolo fondamentale e io da ormai quasi 5 anni adopero tutte le mie forze e il mio tempo per parlare con i giovani, ma soprattutto con i loro genitori, perché parte tutto dal focolare domestico. Non esiste un bambino o adolescente pericoloso, esiste un mondo adulto che non è attento alla crescita di queste tenere piante a cui dover dare asticelle per aggrapparsi nel loro sviluppo e rendere solida la propria personalità. Esiste la colpa del mondo adulto per esempi gravi che vengono dati, per valori dissacrati, per regole modificate come fosse un DNA al contrario e ci ritroviamo a muoverci come palline impazzite in un gioco a flipper. 

Gli esperti di Grovio (Group of Experts on Action against Violence against Women and Domestic Violence) l'Organismo del Consiglio d'Europa che monitora l'applicazione della Convenzione di Istanbul, accusa il nostro paese di fare troppo poco in tutela delle donne abusate. Tu cosa ne pensi? 

Penso che quando si indossa una toga davanti allo specchio e si entra in aula di tribunale, bisognerebbe non lasciare a casa il lato umano della propria vita. Bisognerebbe usare insieme il cuore e la mente, perché di questo siamo fatti, la legge è fatta da esseri umani che devono analizzare i casi, applicare le leggi, prendere decisioni. Decisioni che in qualsiasi modo non cancelleranno il dolore che ti accompagna, la paura di fidarti ancora, nel peggiore dei casi il vuoto di una morte per “amore”. Bisognerebbe essere più tempestivi, ragionare veloce e sentire forte, cercare di tutelare una vittima e di punire chi ha volutamente deciso di appropriarsi della vita dell’altro come fosse un oggetto di proprietà. Invece sento sempre più riduzioni di pena, sempre più vantaggi, tanto che a volte mi chiedo come riescano poi a poggiare la sera la testa sul cuscino e a abbracciare chi amano sentendosi il cuore leggero. Non capita solo agli altri, questo vorrei che ricordassero tutti i giorni chi fa le leggi e impone di applicarle!

Cosa occorrerebbe fare, a tuo avviso, per migliorare il sistema? 

Partire dal focolare domestico, riportare quell’armonia e valori di cui i ragazzi hanno bisogno, noi non siamo di chissà che generazione poi tanta lontana, abbiamo avuto regole e disciplina, tutto quello che da ragazzi non capivamo oggi è tesoro nelle nostre mani e per le nostre azioni. 

 

 

Quale messaggio vuole diffondere la tua opera?

Il mio libro è la rinascita di una donna attraverso l’aiuto di uomini per bene perché ce ne sono e anche tanti. È una testimonianza di forza, di poter tornare a vivere e anche in modo più intenso di prima. È urlare al mondo “Lui mi voleva morta, ma io sono più viva di prima!”

Qual è stato il passaggio più difficile che hai affrontato nel libro?

Sicuramente l’inizio, accompagno il lettore, perché gli sia tutto più chiaro, in un percorso di violenza pennellata come se fosse davvero un quadro che leggendo si compone davanti ai suoi occhi, si riesce quasi a toccare con mano la scena, ma è così veloce e delicata che mentre sembra devastare poi fa nascere il sollievo di un sorriso, infatti è sempre poi la lettura che tutti preferiscono fare alle mie presentazioni. Persino quando sono stata invitata alla Camera dei deputati, ho avuto il piacere di vedere le pagine del mio romanzo evidenziate, espressi i concetti in modo cosi lineare e sentito che ho avuto una forte emozione al cuore, sapere che un onorevole aveva “studiato” il mio libro per argomentarlo, essere seduta lì con la mia editrice Alessandra Monaco e braccio a braccio davanti a tutte quelle telecamere aver diffuso sì articoli di legge che devono essere conosciuti, ma anche parlare di forza e rinascita per diffondere il coraggio in tante vittime in ascolto, mi ha dato la certezza di dover continuare perché sono sulla strada giusta. Per salvarti, devi salvare!

Ci sono, a parer tuo, delle avvisaglie che possano mettere in guardia una donna da un potenziale violento?

Si parla tanto di quali segnali siano da non dover sottovalutare, in realtà non ci sono chissà quali segnali da dover notare, perché è sufficiente l’essere privati di chi si è, non potersi vestire come si vuole, non avere la tranquillità di una amicizia maschile, il continuo giudicare l’aspetto fisico, il riconoscerti di essere solo brava in faccende domestiche, l’umiliazione sulla prestazione sessuale, credo che potrei continuare con almeno altri dieci esempi, ma non lo farò, fa male elencare, un elenco è un ricordo, questi sono ricordi che non dovremmo mai ripeterci in mente. Per cui dico a tutti sempre e solo una cosa: “Chiunque ti dice che non vai bene è la prima persona da allontanare!”

Antonella, perché si arriva alla violenza fisica o psicologica? Perché un uomo fa scattare certi meccanismi di prevaricazione? Esiste un modo per bloccare questo fenomeno?

Molto credo di averlo espresso nelle precedenti domande, al massimo qui posso aggiungere che l’uomo        (non tutti per fortuna) spesso vedono la donna superiore, spesso se ha un ruolo di lavoro di prestigio, un aspetto fisico gradevole anche dopo il matrimonio e magari due gravidanze, quando è colta, quando sa tenere bene una discussione verbale, beh ci sono uomini che si sentono schiacciati dalla loro inferiorità, senza sapere invece che quella stessa donna che loro oggi cercano di domare e dominare, è la stessa donna che li ha scelti, li ama e li accudisce perché non vede nessun dislivello tra loro. Il problema di questa società è che non si accetta di camminarsi accanto, dove cado io mi alzerai tu e viceversa, oggi sembriamo tante copie in scatole divise da un sottile pannello di plastica dove da un lato abbiamo Ken e dall’altro Barbie, in mezzo? In mezzo quel modulante pannello sottile di plastica crea le catastrofi più grandi fuori e dentro la vita di coppia travolgendo come uno tsunami che non ti avverte anche tutte le famiglie intorno alla coppia.

Che consiglio ti senti di dare a una donna che sta vivendo lo stesso dramma accaduto a Margherita? 

Di denunciare, di non avere paura, di chiamare le forze dell’ordine, di rivolgersi a una persona cara o amica. Se ti ribelli, qualcuno ti salva sempre e quando sei salva succede una cosa meravigliosa: Rinasci!!    (Per citare una frase del mio libro per esempio) 

 

 

Cos’è l’amore per te? 

È dalla notte dei tempi che si cerca una definizione esatta che possa ben spiegare cosa sia l’Amore, ma alla fine per ognuno è in un modo diverso, un po’ come la religione del resto. E’ sentire dentro, in fondo, scavare, l’amore per me è rispetto di tutti, ma prima per me stessa.

Progetti futuri?

Sicuramente di continuare a scrivere, sto infatti ultimando il mio terzo romanzo e la testa ha già in mente l’argomento per il quarto libro, io amo scrivere libri di denuncia, di sensibilizzazione, di riflessione. Vado solo più lenta ora, perché Un battito negli abissi alla metà di Marzo debutta come spettacolo teatrale sul palcoscenico del teatro Giuseppe Verdi della mia città e ti lascio immaginare quanto lavoro e fermento ci sia dietro, sono felice! Le mie parole e il mio vissuto prendono consistenza attraverso una compagnia teatrale. È un po’ come vedere pagine di un libro muoversi sul palcoscenico, la cosa che mi ha reso felice è stato realizzare questo sogno soprattutto per i giovani, infatti faremo il matinée con tutte le scuole e la sera per il pubblico che vorrà esserci. Margherita arriverà al cuore e alla mente di tutti per infondere, spero, un messaggio di forza e di umanità, è quello che manca a questa società così fragile.

Cultura
Ancora guai per il Nobel, muore Sara Danius
Ancora guai per il Nobel, muore Sara Danius
Un anno fa era stata costretta alle dimissioni da segretario permanente, travolta dallo scandalo sessuale che aveva fatto vacillare la prestigiosa Accademia di Svezia che assegna i premi Nobel
L’anno dei due Nobel
L’anno dei due Nobel
Dopo lo scandalo che bloccò l’assegnazione del riconoscimento per la letteratura nel 2018, quest’anno i vincitori saranno due. Sempre molto difficile fare previsioni, ma i bookmaker scommettono su una donna
Sotto i gargoyle di Notre-Dame
Sotto i gargoyle di Notre-Dame
Non si tratta di statue esoteriche o misteriose, il loro scopo è quello di abbellire le grondaie della cattedrale. Sono sopravvissute all’incendio di metà aprile, come molte altre opere d’arte
Il male si può vincere, ma non da soli
Il male si può vincere, ma non da soli
In Oltrebosco (ed. La Strada per Babilonia), lo scrittore Lorenzo Bosisio racconta la parabola di ragazzi che hanno perso la speranza in mondi ostili. Ma si può rinascere. Con l'aiuto di chi ha voluto incrociare uno sguardo sofferente
Come evolvono le mafie
la lezione del pm Pignatone
Come evolvono le mafie<br>la lezione del pm Pignatone
Università di Torino e Libera di Don Ciotti hanno ospitato la lectio magistralis del pm di Roma sul crimine organizzato e su come si va trasformando la Piovra in Italia ma non solo
Violenza sulle donne e uomini egoisti
Violenza sulle donne e uomini egoisti
Nel romanzo di Sonia Paolini "Beethoven's Silence...io sono Irina e sono Elise..." (ed. Lettere Animate) la storia di una giovane clandestina romena vittima di violenze e abusi. Il segreto di rinascere
La vita è, o può essere, bella anche da invalidi
La vita è, o può essere, bella anche da invalidi
L'autobiografia ("Io, vivace invalida senza frontiere") di Paola Giusti, 74 anni, che 16enne fu colpita da una disabilità motoria, racconta la sua vita straordinaria tra amori, lavoro, conflitti. Senza lamentarsi mai
Non solo web, di nuovo biblioteche
Non solo web, di nuovo biblioteche
Iniziativa contro-tendenza di una circoscrizione comunale di Torino che inaugura sabato "Quinta copertina", due sale di lettura con 6 mila libri, la prima sul territorio, a cura dei volontari dell'associazione SanTourin
La Casa delle Arti, nel cuore di Torino
La Casa delle Arti, nel cuore di Torino
Un nuovo polo culturale nel Borgo Medievale del Valentino dedicato ad Alfonso d'Andrade, fondato da due operatori ambizioni e combattivi, Enrica Merlo e Max Ponte. Il progetto e le idee
L'Italia è ancora (molto) omofoba
L
Nel romanzo "Un'altra metà" di Streusa si racconta come l'omofobia ancora si manifesta nella società e come combatterla in modo coraggioso, aperto e senza pregiudizi