Egon Schiele, erotismo e psicanalisi

| Uno dei più importanti pittori figurativi d’inizio Novecento ha un rapporto difficile con le donne, che non esita ad abbandonare per nuove conquiste. Muore appena 28enne, ucciso dall’influenza spagnola con la giovane moglie incinta

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Di Marco Belletti

Non è da tutti nascere in una stazione ferroviaria, anche se si ha come padre un capostazione. È quanto è successo il 12 giugno 1890 a Egon Leon Adolf Schiele, che diventerà famoso semplicemente come Egon Schiele, nella piccola città di Tulln an der Donau in Austria. Pittore e incisore “dannato” per l’intensità delle sue opere, i corpi contorti e la sessualità esplicita dei quadri (molti dei quali autoritratti) Schiele è uno dei più importanti artisti figurativi del XX secolo. Ha realizzato oltre 3 mila opere su carta e circa 300 dipinti, spesso considerati choccanti e offensivi per il loro evidente erotismo, con figure dalle linee spigolose con una combinazione di colori accentuati: questo suo stile lo identifica come uno dei primi rappresentanti dell’espressionismo austriaco, che respinge le convenzioni classiche della bellezza e introduce nell’arte bruttezza ed emozioni esagerate.

Il piccolo Egon cresce a stretto contatto della ferrovia e in mezzo alle locomotive, che diventano per lui una presenza continua, influenzando la sua passione per l’arte. Infatti, da ragazzo è affascinato dai treni e passa molte ore a disegnarli. Il padre – con problemi mentali – non concepisce che il figlio possa avere interessi diversi dai suoi e così tutti i quaderni di schizzi tratteggiati da Schiele sono distrutti dal capostazione, che muore quando Egon ha 15 anni. Il ragazzo va a vivere con uno zio materno che riconosce le sua capacità e gli permette di continuare a disegnare senza più restrizioni.

E così a 16 anni il giovane fa domanda per essere ammesso alla Kunstgewerbeschule, la scuola di arti e mestieri di Vienna. Tuttavia, durante il primo anno di studi gli insegnanti ritengono che Egon sia più adatto alla tradizionale Akademie der Bildenden Künste, da dove il giovane si ritira nel giro di tre anni, deluso dallo stile conservatore dei suoi professori. Sono molti gli studenti insoddisfatti di quell’istituto, alcuni celebri come Oskar Kokoschka e Max Oppenheimer, con i quali Schiele fonda il Neukunstgruppe (o New Art Group) che negli anni successivi organizza numerose mostre collettive.

Nel frattempo, nel 1907, il giovane conosce Gustav Klimt, attento studioso delle nuove leve di artisti, in cui per certi versi si riconosce, per esempio quando era stato preso di mira dalla critica per i contenuti esplicitamente pornografici delle sue opere. Klimt acquista alcuni disegni di Schiele, organizza delle mostre e lo presenta a potenziali acquirenti. Probabilmente è per questo motivo che le prime opere di Schiele richiamano quelle delle Klimt: per esempio la posa di “Cardinale e suora (carezza)” ricorda molto quella di “Il bacio”. I due artisti hanno in ogni caso condiviso una reciproca stima, un sentimento di amicizia e, forse, amore per la stessa donna.

Questa donna è Walburga Neuzil, soprannominata Wally, che Schiele conosce quando ha 21 anni e lei solo 17, ma già con una precedente attività da modella per Klimt. Anzi, probabilmente la giovane è stata anche la sua amante prima andare a convivere con Egon nella piccola città di Krumau, da cui tuttavia vengono presto cacciati dagli abitanti che non approvano il loro stile di vita bohémien e le numerose adolescenti che fanno da modelle all’artista.

Così nel 1912 Schiele a Wally si trasferiscono nei dintorni di Neulengback, dove l’uomo viene arrestato con l’accusa di avere sedotto e rapito una ragazza. Gli inquirenti sequestrano un centinaio di disegni considerati “inappropriati” aggiungendo una nuova accusa: esposizione di materiale pornografico a minori. Schiele trascorre 21 giorni in carcere e viene quindi giudicato colpevole solo dell’ultima imputazione per cui viene condannato ad altri tre giorni di carcere, con il giudice che alla pena aggiunge l’affronto di bruciare personalmente i disegni di fronte all’imputato. Durante la prigionia Wally gli resta vicina procurandogli cibo e assistenza mentre l’uomo è detenuto.

Nonostante questa fedeltà della donna, Schiele non si sente vincolato a lei e – una volta tornato a Vienna – quando conosce le sorelle di buona famiglia Edith e Adéle Harms (che abitano nella stessa strada in cui il pittore ha lo studio), decide che sarebbe stata una buona idea sposare Edith, sicuramente di più elevata posizione sociale di Wally. Quest’ultima infatti è di misere origini e quasi certamente è stata avviata dai genitori alla prostituzione quando è ancora poco più di una bambina. Schiele propone a Wally di continuare a vedersi, ma la ragazza decide che non è il caso e esce per sempre dalla vita del pittore. Che pochi mesi dopo, nel 1915, sposa Edith.

Passano soltanto tre giorni dalle nozze e a Schiele viene ordinato di presentarsi per il servizio militare. È iniziata la prima guerra mondiale e il pittore viene trasferito a Praga: Edith lo raggiunge e vive in un albergo mentre il marito è in caserma. Nonostante il servizio militare e soprattutto il conflitto mondiale, Schiele organizza mostre a Zurigo, Praga e Dresda. Incaricato di sorvegliare e scortare alcuni prigionieri russi, sfrutta questa incombenza per chiedere loro di fargli da soggetti e un suo ufficiale gli concede l’uso di un magazzino da utilizzare come studio.

Appena sposato, Schiele usa solo la moglie come modella e il suo stile diventa più naturale, conseguenza della fase di tenerezza e intimità che condivide con Edith. Tuttavia, ben presto chiede alla cognata Adéle di fargli da modella in quanto la moglie è ingrassata e il suo fisico non corrisponde più agli ideali di magrezza e fragilità che Schiele desidera nelle sue modelle. Dopo la morte del cognato, Adéle affermerà che la relazione con il pittore non è stata così morigerata come avrebbe dovuto essere. Del resto, l’artista dichiara spesso di nutrire una grande passione per le donne, anzi in più occasioni sostiene di aver avuto rapporti nel suo studio con almeno 180 ragazze in soli otto mesi.

Ma non c’è tempo né per Schiele di perdere interesse nei confronti della moglie, né per Edith di affrontare il marito e le sue infedeltà: nell’autunno 1918 il mondo viene colpito dalla pandemia dell’influenza spagnola, che provoca la morte di 20 milioni di persone. Tra cui quelle di Schiele appena 28enne e della moglie, incinta di sei mesi. È Edith a morire per prima il 28 ottobre 1918 seguita dal marito tre giorni dopo.

L’attività di Schiele dura molto poco, ma il suo lavoro getta le basi per il movimento espressionista viennese e ispira altri movimenti che sarebbero arrivati, come l’espressionismo astratto.

Galleria fotografica
Egon Schiele, erotismo e psicanalisi - immagine 1
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