Il cerchio magico delle donne

| Nel libro di Elena Grilli, analisi anche crudele del complesso rapporto che si instaura fra le donne, tra invidie, cattiveria ma anche una solidarietà, un calore e una complicità che nasce dall'istinto

+ Miei preferiti

L’universo femminile è assai affascinante. Spesso tra donne ci si invidia, ci si fa del male. Eppure il calore, la condivisione, la solidarietà e sensibilità che può nascere tra due o più amiche è qualcosa di unico e durevole nel tempo.

L’amicizia è l’ancora di salvezza che cerchiamo tutti. Un sentimento fortissimo capace di sostenerti nei momenti drammatici e di regalarti emozioni uniche in quelli felici. L’essere umano ricerca sempre un legame, qualcosa che lo faccia sentire parte di un’altra persona. L’empatia che si sviluppa grazie all’amicizia autentica è magica. Abbatte barriere caratteriali, culturali e ideologiche; emargina ferite, risana l’anima.

Il romanzo di Elena Grilli, Il Cerchio delle Donne, esplora il legame tra donne e tutto quello che può esserci in termini di rispecchiamento reciproco del valore e della forza femminili, in un processo di crescita della coscienza di sé in quanto donna.

Il romanzo è stato pubblicato dalla EEE essendo risultato vincitore del concorso Giallo Thriller Noir indetto dalla stessa casa editrice. 

Ecco la motivazione del premio:

“Ancona, via Bezzecca. Una palazzina con cinque appartamenti è il teatro quasi esclusivo dell’azione di questo giallo dove i personaggi femminili sono davvero dominanti, con tutte le loro qualità e i loro difetti, con tutte le loro contraddizioni e i loro problemi. Tra i personaggi principali, la rumena Catinca, sposata con un italiano marito-padrone, la saggia Gabriella (detta Bri), un’anziana psicologa in pensione, che vive in una piccola comune femminile, e Jo, impiegata amministrativa della Questura di Ancona, ragazza anticonformista, testarda e scorbutica, ma dotata di un forte senso della giustizia. Saranno le donne a far luce sulla tragica fine di un’anziana coppia di coniugi, loro coinquilini.

Ma nel romanzo c’è molto di più: c’è una riflessione sulla condizione femminile, sul significato della solidarietà tra donne, sulla famiglia (non sempre positiva), sul valore della presa di coscienza del proprio ruolo e, di riflesso, anche sul mondo maschile (per inciso, i maschietti in questo romanzo non ci fanno una gran bella figura, a parte, forse, il ragazzo rumeno Emil).

Ben scritto, senza cedimenti nel ritmo narrativo, il romanzo lascia il lettore con la piacevole sensazione di aver letto una storia coerente e coesa, ricca di spunti interessanti e capace di offrire uno sguardo acuto e profondo su alcuni significativi aspetti della realtà socioculturale dell’Italia contemporanea.”

 

Come nasce il tuo romanzo?

Il cerchio delle donne è un giallo. Come tutto quello che scrivo, rispecchia una fase della mia vita, le motivazioni, le passioni e le consapevolezze di un periodo. In questo caso, quanto vado raccontando è una serie di vicende enigmatiche e inquietanti (come dovrebbe essere in un giallo), collegate con la mia esperienza in un centro antiviolenza. Da dodici anni collaboro con Donne e Giustizia, l’associazione che gestisce il centro antiviolenza di Ancona e come psicologa do sostegno alle donne che vengono a chiedere aiuto. Di conseguenza so l’importanza della relazione tra donne e del darsi valore a vicenda come base a partire dalla quale si trova la forza per dire basta alla violenza maschile.

 

Quali sono le caratteristiche dei personaggi femminili?

I personaggi sono quasi tutte donne e ognuna a modo suo illustra una sfaccettatura dell’universo femminile. Carmen, ad esempio, impersona lo stereotipo di perfetta donna di casa, moglie, figlia e madre devota; completamente presa nel suo autosacrificio, non valuta positivamente le donne che divergono da questo modello, le giudica, se ne distanzia, finendo però per allontanarsi da se stessa.

Catinca è la moglie rumena di un uomo italiano, violento fisicamente e psicologicamente. Presa in quello che viene chiamato “ciclo della violenza”, combatte anche lei una battaglia con se stessa: per liberarsi dalla morsa del maltrattamento e della manipolazione mentale deve prima riuscire a credere nel proprio valore e fidarsi delle proprie percezioni.

Poi c’è Jo. Lei lavora in polizia come amministrativa. Non è una poliziotta, ma diciamo che si improvvisa tale. Risoluta, ma di quella determinazione basata su una idea di sé piuttosto fragile, come a voler ignorare deliberatamente e caparbiamente i propri limiti. Pericolosissimo… e infatti si troverà nei guai.

Infine ci sono le donne del cerchio. Compongono quello che nell’epoca d’oro del femminismo si sarebbe definito “gruppo di autocoscienza”. Vivono nello stesso appartamento, mettendo insieme le proprie diversità, in una comune piena di energia, coraggio e conoscenza. È la forza che si sprigiona da lì, che metterà in moto un processo inarrestabile che porterà poi alla soluzione finale.

 

In che modo è affrontata la violenza nel tuo romanzo?

È affrontata con gli occhi di chi la subisce. Quanti racconti ho ascoltato, di donne umiliate, abusate, schiacciate dalla prepotenza di un uomo, che la maggior parte delle volte è un partner! I loro racconti e le loro parole sono diventati i pensieri e i gesti di Catinca. C’è il sentirsi sbagliata e incapace, c’è la volontà di tenere duro per un ideale di famiglia verso cui si è pronte a sacrificare i propri desideri, c’è il provarle tutte per tenere calmo e non innervosire il marito, che per un nonnulla può esplodere e diventare pericoloso. E ci sono quei piccoli gesti di ribellione con cui si riesce ad affermare se stesse, per sopravvivere, per non vedersi annullare completamente.

 

Quale personaggio ti rispecchia di più e perché?

Non so rispondere con certezza. Credo che ogni personaggio possieda un pezzetto di me. Forse quello che mi fa più tenerezza è Jo. È una giovane donna che rompe gli schemi, distrugge stereotipi, diverge, fa il contrario, senza tuttavia essere consapevole del bisogno di ribellione che c’è dietro. Semplicemente non saprebbe fare diversamente. Una femminista che non sa di esserlo, insomma.

 

Descrivere l’universo femminile con tutte le sue luci e ombre non è facile, quali sono le maggiori difficoltà che hai incontrato?

Probabilmente non è tanto difficile coglierle, le luci e le ombre. Forse la difficoltà è fare i conti con queste contraddizioni nel momento in cui esse ti appartengono e si annidano in angoli nascosti della tua vita. Difficile è ammettere che anche tu sei così, e avere il coraggio di vederlo scritto nero su bianco per tua stessa mano.

Forte o debole? Forse è questa la polarità che emerge di più nel romanzo. Sei forte o sei debole? O nessuna delle due cose? Esprimi forza quando ti ribelli, oppure sei schiava della tua stessa ribellione? Ma può darsi che io stia diventando un po’ criptica. Mi fermo.

 

Qual è il messaggio che hai voluto lanciare?

Volevo scrivere un giallo, non lanciare messaggi, a dire il vero. Però se un messaggio c’è, ha a che fare con la necessità del sovvertire ruoli, stereotipi e pregiudizi legati al genere, perché è da lì che si origina la violenza sulle donne, dalla famiglia patriarcale basata su ruoli convenzionali, fissi e immutabili, rigidamente predeterminati per maschi e femmine. Non dico niente di nuovo e niente che non sia stato affermato dal femminismo già da decenni. Come ho detto, io volevo solo scrivere un giallo…

 

C’è un aspetto del mondo femminile che condanni?

No. Come si dice nel romanzo, ognuna è donna a modo suo. Semmai è da condannare proprio l’atteggiamento di condanna, che talune donne riservano ad altre per non essere come si conviene.

 

Secondo te che tipo di emozioni lascerà nel lettore il tuo romanzo?

La sensazione di aver letto un giallo strano, dove il delitto e la sua risoluzione sono centrali, ma solo fino a un certo punto. Lascerà la rabbia, per gli oltraggi e le violazioni che le donne subiscono. Lascerà la fiducia che non c’è niente che le donne non possano fare, se sono unite. Forse lascerà quello smarrimento di fronte a un rompicapo per nulla lineare, che lo porterà a rileggersi un paio di volte la spiegazione finale.

 

E a te cosa ha lasciato questa esperienza?

Mi ha permesso di sfogare emozioni forti. Mi lascia svuotata, in senso positivo. Come dopo un pianto liberatorio. Ho la sensazione di aver detto molto di me tra le righe e quindi forse mi lascia anche quel velo di disagio per aver svelato forse troppo.

 

Progetti futuri?

Sto scrivendo un altro giallo, che sarebbe il mio terzo. Dopo Come il mare ad occhi chiusi e Il cerchio delle donne, sono alla prima stesura di Stai calma Costanza. I personaggi femminili la fanno sempre da padrone e anche la violenza. Sarà un romanzo dalle forti tinte noir.

Intanto, se volete, venite a trovarmi nel mio blog www.lecongetturedidalia.it, ci sono anche dei racconti e degli articoli sul genere giallo e siete benvenuti!

 

 

 

Cultura
Ancora guai per il Nobel, muore Sara Danius
Ancora guai per il Nobel, muore Sara Danius
Un anno fa era stata costretta alle dimissioni da segretario permanente, travolta dallo scandalo sessuale che aveva fatto vacillare la prestigiosa Accademia di Svezia che assegna i premi Nobel
L’anno dei due Nobel
L’anno dei due Nobel
Dopo lo scandalo che bloccò l’assegnazione del riconoscimento per la letteratura nel 2018, quest’anno i vincitori saranno due. Sempre molto difficile fare previsioni, ma i bookmaker scommettono su una donna
Sotto i gargoyle di Notre-Dame
Sotto i gargoyle di Notre-Dame
Non si tratta di statue esoteriche o misteriose, il loro scopo è quello di abbellire le grondaie della cattedrale. Sono sopravvissute all’incendio di metà aprile, come molte altre opere d’arte
Il male si può vincere, ma non da soli
Il male si può vincere, ma non da soli
In Oltrebosco (ed. La Strada per Babilonia), lo scrittore Lorenzo Bosisio racconta la parabola di ragazzi che hanno perso la speranza in mondi ostili. Ma si può rinascere. Con l'aiuto di chi ha voluto incrociare uno sguardo sofferente
Come evolvono le mafie
la lezione del pm Pignatone
Come evolvono le mafie<br>la lezione del pm Pignatone
Università di Torino e Libera di Don Ciotti hanno ospitato la lectio magistralis del pm di Roma sul crimine organizzato e su come si va trasformando la Piovra in Italia ma non solo
Violenza sulle donne e uomini egoisti
Violenza sulle donne e uomini egoisti
Nel romanzo di Sonia Paolini "Beethoven's Silence...io sono Irina e sono Elise..." (ed. Lettere Animate) la storia di una giovane clandestina romena vittima di violenze e abusi. Il segreto di rinascere
La vita è, o può essere, bella anche da invalidi
La vita è, o può essere, bella anche da invalidi
L'autobiografia ("Io, vivace invalida senza frontiere") di Paola Giusti, 74 anni, che 16enne fu colpita da una disabilità motoria, racconta la sua vita straordinaria tra amori, lavoro, conflitti. Senza lamentarsi mai
Non solo web, di nuovo biblioteche
Non solo web, di nuovo biblioteche
Iniziativa contro-tendenza di una circoscrizione comunale di Torino che inaugura sabato "Quinta copertina", due sale di lettura con 6 mila libri, la prima sul territorio, a cura dei volontari dell'associazione SanTourin
La Casa delle Arti, nel cuore di Torino
La Casa delle Arti, nel cuore di Torino
Un nuovo polo culturale nel Borgo Medievale del Valentino dedicato ad Alfonso d'Andrade, fondato da due operatori ambizioni e combattivi, Enrica Merlo e Max Ponte. Il progetto e le idee
L'Italia è ancora (molto) omofoba
L
Nel romanzo "Un'altra metà" di Streusa si racconta come l'omofobia ancora si manifesta nella società e come combatterla in modo coraggioso, aperto e senza pregiudizi