Il racconto dei terremoti, tragedie infinite e dimenticate

| Macerie, Les Flaneurs Edizioni: un gruppo di autori spiegano cosa succede dopo morti e distruzioni

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(nostro servizio)
di FLORIANA NASO
In questi ultimi anni il mondo è stato segnato da una teoria spaventosa di terremoti, l'ultimo in Messico con decine di morti e sfollati. Come non ricordare quello drammatico che ha colpito Amatrice e le aree limitrofe nell'agosto del 2016. Distruzione, sofferenza, morte. Ma anche speranza. Quella che, gli autori di un libro straordinario Macerie di Les Flâneurs Edizioni, hanno voluto raccontare. 

La rinascita dopo la tragedia provocata da un cataclisma, anche esistenziale, che può colpire inaspettatamente.

COSI' DALLA PREFAZIONE DI ANTONELLA CILENTO (finalista premio Strega)

"Come un delirio che sotterra, un terremoto fisico ed esistenziale: perdere la persona che si ama, perdere la vita, la famiglia, la dignità, i soldi sono solo alcuni dei casi che Macerie profila. Spesso, proprio il fallimento delle relazioni dà il colpo di grazia a identità sospese e fragili."

Quindi Macerie come metafora di un vivere troppo spesso sofferente, soffocato da disgrazie dalle quali sembra impossibile potersi rialzare.

Fra le macerie che danno il titolo all'antologia, l'uomo si mostra spoglio, nudo, con le sue debolezze e le sue paure. Nei 18 racconti scritti da 13 autori le macerie sono quelle di persone che hanno vissuto un terremoto emotivo e distruttivo. Sono quelle di chi vive la fine di un amore in modo tragico o di chi affronta un fallimento economico senza una solida risposta dalle istituzioni, o ancora di chi avverte nella precarietà del proprio corpo malato quella dell'anima; o di chi avverte il disorientamento più subdolo per la mancanza di un luogo da chiamare casa. Storie che raccontano di mali irreversibili, di certezze che crollano e della paura che ne consegue. Ma storie che parlano anche di ricostruzioni, di rinascite, di rifondazioni: quella rifondazione di una vita che auguriamo agli abitanti delle città ridotte in macerie dal terremoto del 24 agosto 2016: Amatrice, Arquata del Tronto, Pescara del Tronto, Accumoli e Montereale, città a cui andranno i ricavati dalle vendite di questa intensa, miserabile epica moderna.

INTERVISTA A CLAUDIO SANTORO, UNO DEGLI AUTORI DI MACERIE

Il vostro progetto è nato in seguito al terremoto di Amatrice di agosto 2016, cosa ricordi di quella giornata?

La percezione di trovarmi di fronte a una tragedia che avrebbe lasciato un segno profondo. Una percezione ancora lieve, però, rafforzata poi dalle notizie dei giorni seguenti. E un déjà-vu: l'Aquila.

Con quale stato d'animo, tu e gli altri autori, avete affrontato il tema di Macerie?

Abbiamo scelto fin da subito il tema del "terremoto interiore". Nonostante le differenze – umane e artistiche – abbiamo lavorato in simbiosi, contaminandoci, scambiandoci qualcosa di importante sia a livello umano che a livello di scrittura. I racconti sono nati da questa simbiosi, dalla volontà di percorrere lo stesso sentiero. È stato un percorso non facile, perché ci ha portati a disseppellire eventi significativi per tutti noi, problemi, "macerie" personali vissute direttamente o indirettamente. Ma è stato anche molto utile, forse per la stessa ragione: prendere coscienza di ciò che ci accade e delle nostre potenzialità – perché Macerie è anche questo: un racconto di potenzialità, anche se non sempre espresse al meglio – è il primo passo verso una rinascita.

Che messaggio avete voluto dare con il vostro progetto?

Il messaggio della beneficenza è quello che appare più ovvio ed è certamente importante. Il messaggio contenuto nel libro, invece, è più complesso: l'essere umano è fragile, specialmente quando si trova ad affrontare crolli irreversibili. Ci sono eventi definitivi – come la morte di una persona cara – che non possono essere cambiati. I modi in cui le persone affrontano un lutto, una malattia, o una dipendenza molto forte, possono variare da individuo a individuo. Non ci sono regole, se non quelle che noi stessi ci "obblighiamo" a seguire. Ecco, forse la "libertà", all'interno di storie che raccontano di prigioni metaforiche, può essere un'interessante chiave di lettura.

Il lettore che acquista il vostro libro che tipo di realtà affronta?

Non è un libro per tutti. Al giorno d'oggi si predilige una letteratura frivola o forse è sempre stato così. Macerie non è un libro "leggero". È forte, cattivo, a volte in maniera volutamente esasperata. Estremo, a tratti, ma sa anche donare al lettore un po' di dolcezza. Affrontando la vita quotidiana e delle storie umane che potrebbero capitare a chiunque, drammi universali in un certo senso, il lettore troverà inevitabilmente il bene e il male, le cattive inclinazioni e i buoni propositi.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

Umiltà: perché mi sono confrontato con autori molto validi.

Diplomazia: perché curare un'antologia di tredici autori implica la necessità di raccordare le speranze e le diversità di tutti.

Orgoglio: perché nel nostro piccolo abbiamo dato una mano a ricostruire le città colpite dal terremoto.

Sono in programma presentazioni?

Non vi sono ancora date precise, ma qualcosa si farà senz'altro, anche a Roma. Gli autori sono sparpagliati da nord a sud e cercheremo di arrivare in tutte le regioni d'Italia per presentare Macerie, come abbiamo fatto durante tutto il 2017.

Progetti analoghi futuri?

Posso essere schietto? È difficile proporre progetti come Macerie a una casa editrice. Abbiamo avuto la fortuna di pubblicare con Les Flâneurs Edizioni, ma trovare una casa editrice disposta a pubblicare un libro con uno scopo come questo – senza entrate economiche per l'editore e per gli autori – è una missione (quasi) impossibile. Vogliamo spingere ancora Macerie. Dal mio punto di vista – soprattutto considerando lo scopo per cui è nato il libro – è un libro senza data di scadenza.

EVENTI E NUOVE USCITE

Al Circolo dei Lettori lunedì 2 ottobre ore 18

Presentazione del libro L'ITALIA DI ADRIANO OLIVETTI di Alberto Saibene edito da Edizioni di Comunità con Mauro Bersani, storico della letteratura e Antonella Tarpino, storica.

 

Uscite salienti in libreria ottobre 2017, segnaliamo:



UNA MATTINA DI OTTOBRE di Virginia Baily (Nord Edizioni)



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