La grande festa del Dantedì

| Per ricordare il sommo poeta, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo ha scelto il 25 marzo: è la data in cui gli studiosi ritengono sia iniziato il viaggio ultraterreno raccontato dalla Divina Commedia

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Di Marco Belletti
Domani saranno esattamente 720 anni che Dante ha iniziato il suo viaggio. Infatti, la mattina del 25 marzo 1300 (secondo altre fonti l’8 aprile) il sommo poeta esce dalla selva oscura, inizia la salita del colle, viene messo in fuga dalle tre fiere e incontra Virgilio.

Alla sera, Dante e la sua guida iniziano la visita dell’Inferno che dura circa 24 ore e termina al tramonto del 26 marzo. Tuttavia, oltrepassando il centro della Terra, arrivano nel fuso orario del Purgatorio (12 ore di differenza rispetto all’ora di Gerusalemme), per cui è mattina quando intraprendono la salita, che occupa tutto il giorno successivo.

All’alba del 27 marzo, Dante e Virgilio iniziano la visita del Purgatorio, che dura tre giorni e tre notti. All’inizio del quarto giorno, il 30 marzo, Dante entra finalmente nel Paradiso Terrestre – dove lo raggiunge Beatrice – e ci resta fino a mezzogiorno, quando sale in cielo con la sua musa e ispiratrice. Da questo punto l’unica indicazione temporale che fornisce il poeta è il tempo trascorso nel cielo delle stelle fisse: sei ore (Paradiso XXVII, 79-81). Per cui, valutando che anche negli altri cieli abbia trascorso un analogo arco di tempo, la visita dovrebbe durare un altro paio di giorni e il viaggio concludersi quindi il 1° aprile 1330, sette giorni dopo la partenza.

Per celebrare l’inizio di quello che senza dubbio è il viaggio ultraterreno più celebre della poetica mondiale, il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo (MiBACT) ha fissato per il 25 marzo il primo “Dantedì”, giornata di celebrazioni dedicata a Dante Alighieri.

Per l’occasione ha fissato una sorta di flashmob per cui tutti gli italiani sono invitati, alle 12, a leggere Dante e a riscoprire i versi della Divina Commedia. In particolare, in questo periodo di pandemia, docenti e studenti sono chiamati a farlo durante le lezioni a distanza.

Oltre a questo invito alla lettura di mezzogiorno, le celebrazioni proseguono per tutta la giornata sui social con pillole, letture in streaming e performance dedicate a Dante: il tutto accompagnato dagli hashtag ufficiali #Dantedì e #IoleggoDante.

“Questa prima edizione – ha dichiarato il ministro del MiBACT, Dario Franceschini – giunge in un momento particolarmente difficile. Le numerose iniziative che avevamo programmato si spostano sulla rete e per questo rivolgo un appello agli artisti: il 25 marzo leggete Dante e postate i vostri contenuti. Dante è la lingua italiana, è l’idea stessa di Italia. Ed è proprio in questo momento che è ancor più importante ricordarlo per restare uniti”.

Anche il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ha commentato l’iniziativa: “Riscoprire Dante tutti insieme sarà un modo per restare uniti attraverso il filo conduttore della poesia. So che gli insegnanti stanno già facendo sforzi importanti per portare avanti la didattica a distanza, per restare in contatto con gli studenti. Il Dantedì può essere una bellissima occasione per ribadire che la scuola c’è, per condividere, sui social o sulle piattaforme delle lezioni online, la passione per uno dei testi più importanti della nostra letteratura”.

Numerosi i progetti avviati nonostante le restrizioni per il coronavirus: MiBACT e il Miur insieme con scuole, musei, parchi archeologici, biblioteche, archivi e luoghi della cultura propongono – su tutti i profili social – immagini, video, opere d’arte, rare edizioni della Divina commedia. In questo modo si intende raccontare come e quanto la figura di Dante ha profondamente segnato, nei secoli, tutte le espressioni culturali e artistiche dell’identità italiana.

Anche la RAI partecipa al Dantedì con iniziative specifiche: Rai Teche ha selezionato le lecturae Dantis interpretate dai maggiori artisti del nostro tempo, programmate in brevi pillole sulle tre principali reti e su Rai Play, mentre tutto il palinsesto della giornata di Rai Cultura sarà dedicato alla celebrazione.

Inoltre, sul canale YouTube del MiBACT viene trasmesso un filmato che racconta Dante, il suo tempo e la sua opera, curato dai massimi esperti nazionali tra cui Claudio Marazzini (presidente dell’Accademia della Crusca), Luca Serianni (Società Dante Alighieri) e Carlo Ossola, presidente del Comitato per le celebrazioni dei 700 anni dalla morte di Dante che cadrà il 13 settembre 2021.

Il poeta era nato tra il 21 maggio e il 21 giugno 1265 a Firenze, come Durante di Alighiero degli Alighieri, da una famiglia lignaggio medio borghese che si occupava in linea di massima di piccoli commerci. Addirittura, il padre Alighiero aveva una cattiva reputazione e sembra che abbia esercitato usura, almeno secondo quanto si intuisce dalla tenzone a suon di sonetti tra Dante e l’amico (e cognato) Forese Donati, con il quale si prendeva reciprocamente in giro. Promesso in giovane età alla coetanea Gemma, non sembra che Dante avesse contrasti con la moglie, anche se Boccaccio riferisce che fu un matrimonio infelice a causa del brutto carattere della donna. Lo afferma forse per giustificare l’innamoramento del poeta per Bice Portinari che – secondo alcuni critici letterari – fu la donna che Dante trasfigura nel personaggio di Beatrice, musa e ispiratrice del poeta, che muore nel 1290 a soli ventiquattro anni, provocando in Dante una profonda crisi.

E se oggi consideriamo Dante il più grande poeta della letteratura italiana, lo dobbiamo senza dubbio al figlio Jacopo. Infatti, quando il poeta morì a Ravenna non aveva ancora terminato di realizzare l’ultima cantica della sua opera. È stato il lavoro propagandistico del figlio – che sembra l’abbia completata – a “promozionare” il lavoro del padre, dando vita a un processo che in pochi anni avrebbe fatto della Commedia il libro in volgare italiano più letto e conosciuto della storia.

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