La mano sinistra delle tenebre

| Ursula K. Le Guin è in assoluto tra gli scrittori più importanti della narrativa d’anticipazione. In 60 anni di carriera ha vinto numerosi premi e ha parlato nei suoi libri di politica, religione, sessualità, femminismo, pacifismo, utopia…

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Di Marco Belletti
Anarchica, femminista e indubbiamente la più intellettuale tra le scrittrici di fantascienza, Ursula K. Le Guin ha avuto la capacità di rinnovare il genere con uno stile e contenuti molto personali e sempre poetici che rendono i suoi libri destinati a restare nella storia della letteratura mondiale.

Ursula Kroeber nasce a Berkeley (in California) il 21 ottobre 1929, quarta figlia – con tre fratelli maggiori – di Alfred, un famoso antropologo dell’università della California, e Theodora Kracaw, una psicologa che diventerà famosa in tarda età come saggista. Ursula cresce in un ambiente di cultura decisamente elevata: la famiglia ha una grande collezioni di libri e ospita personaggi importanti, come il fisico Robert Oppenheimer che – una volta diventata scrittrice – la Le Guin userà come modello per Shevek, il fisico protagonista del suo libro “I reietti dell’altro pianeta”.

Le letture della ragazza comprendono fantascienza e fantasy e ben presto si appassiona alla mitologia norrena e alle leggende dei nativi americani che suo padre le racconta. Già a nove anni Ursula scrive un racconto e quando ne ha 11 ne invia un secondo alla rivista “Astounding Science Fiction”, che tuttavia lo rifiuta. Per dieci anni la giovane continuerà a scrivere senza inviare nessuna delle sue opere a un editore.

Scelta la facoltà di letteratura francese e italiana del Rinascimento per problemi con le materie scientifiche, Ursula si laurea nel 1951 e consegue un “Master of Arts” in francese l’anno successivo. Si trasferisce così in Francia grazie a una borsa di studio per il dottorato e a Parigi conosce Charles Le Guin che diventerà suo marito. Firmerà i suoi racconti prima e romanzi poi come Ursula K. Le Guin, mantenendo del suo cognome da nubile solo la K.

Il primo racconto viene pubblicato nel 1962 su “Fantastic Stories”, un paio d’anni dopo la sua firma compare anche sulla mitica “Amazing Stories”.

Da allora non si è più fermata, incantando rapidamente tutti quelli che hanno la fortuna di leggere un suo testo, diventando un’autrice affermata, con numerose opere che sono riconosciute tra i capolavori del genere. Da “Il mondo di Rocannon” a “La mano sinistra delle tenebre”, da “La falce dei cieli” a “Il mondo della foresta” fino a “I reietti dell’altro pianeta”, tra il 1966 e il 1982 l’importanza della Le Guin è indiscutibile sia per il fantasy sia per la fantascienza e oltre ai lettori è apprezzata anche dai colleghi. In più di un’occasione Philip K. Dick (suo compagno di classe alle superiori) dichiara di amare le opere della scrittrice, tanto da considerarla una sorella artistica.

La Le Guin ha vinto numerosi premi per il suo stile impeccabile e per la profondità e l’attualità dei suoi temi, che spaziano dal femminismo all’utopia e al pacifismo, argomenti trattati in modo mai banale. La sua fantascienza è anarchica ma profondamente umana e l’autrice indaga senza ipocrisia la società contemporanea e la trasporta nel futuro o in un mondo fantastico. Nei suoi testi sono presenti espliciti riferimenti politici, sociali e religiosi, che la rendono un’autrice decisamente impegnata.

Ad avere una forte influenza sulla sua opera sono l’antropologia culturale, il taoismo, il femminismo e gli scritti di Carl Jung, e molte delle sue storie hanno come protagonisti antropologi o osservatori culturali. Ursula Le Guin ha sovvertito i luoghi comuni della narrativa di genere, per esempio avvalendosi di protagonisti di colore in “Earthsea” (ciclo iniziato nel 1968) o utilizzando stili e strutture narrative inusuali e innovative.

I temi sociali e politici – tra i quali razza, genere, sessualità… – sono importanti nelle opere della Le Guin, che esplora strutture politiche alternative in molte storie, come nel capolavoro utopico del 1974 “I reietti dell’altro pianeta”. Per lo stile e i temi trattati, la scrittura di Le Guin ha un’enorme influenza nel campo della narrativa di genere fantascientifico e fantasy, e i critici l’hanno sempre molto apprezzata. Non a caso, ha ricevuto otto premi “Hugo”, sei “Nebula” e ben 22 “Locus” (le tre categorie più importanti di riconoscimenti per gli scrittori di fantascienza e fantasy) e nel 2003 le è stato assegnato il titolo di “Grand Master” dall’associazione “Science Fiction and Fantasy Writers of America”. È stata la prima donna a riceverlo dopo autori del calibro di Arthur C. Clarke, Ray Bradbury, Isaac Asimov, Clifford Simak, Alfred Bester e Robert Heinlein. Inoltre, nel 2000 la “U.S. Library of Congress” l’ha nominata “leggenda vivente” e nel 2014 la scrittrice ha vinto la “National Book Foundation Medal for Distinguished Contribution to American Letters”.

Molti gli autori di diversi generi influenzati dalla sua opera, tra cui Salman Rushdie, David Mitchell, Neil Gaiman e Iain Banks. Michael Chabon l'ha definita “la più grande scrittrice statunitense della sua generazione”.

Dopo il matrimonio nel 1953 e il ritorno negli Stati Uniti, i coniugi Le Guin hanno tre figli: Elisabeth nel 1957, Caroline nel 1959 e Theodore nel 1964. La carriera di Ursula inizia al principio degli anni Sessanta e prosegue linearmente nonostante gravidanze e impegni di lavoro, mentre il marito diventa professore di storia alla Portland State University, in Oregon, dove i coniugi vivranno per tutta la vita. Oltre a scrivere per quasi 60 anni, la Le Guin lavora anche come redattrice, insegna in corsi universitari e si occupa di critica letteraria. 

La scrittrice muore il 22 gennaio 2018 nella sua casa a Portland, a 88 anni. Il figlio Theodore dichiara che la madre era in cattive condizioni di salute già da alcuni mesi e probabilmente è morta per un infarto. Alla funzione commemorativa pubblica a lei dedicata che si è svolta a Portland nel giugno 2018, hanno parlato autrici che si sono ispirate a lei come Margaret Atwood, Molly Gloss e Walidah Imarisha.

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