La violenza che distrugge la vita

| In “Broken”, Daniela Ruggero racconta la vicenda di Giulia, un’adolescente che insieme all’amore scopre il dolore, la rabbia e l’impotenza di essere una donna, e per questo in qualche modo colpevole

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Di Floriana Naso
“Lui la afferra per i capelli strappandone qualche ciocca e la sbatte a terra, immobilizzandola. Imprigionandola. Calpestandola come immondizia.

Lei apre la bocca per respirare, ma l’aria è colma di polvere e macerie di quel dimenticato scorcio di periferia.”

Questo è un breve passaggio di “Broken”, romanzo scritto e autopubblicato da Daniela Ruggero.

Le denunce per violenza sessuale, secondo il Rapporto SDGS 2018 pubblicato da Istat, sarebbero in leggero aumento, ma sono sempre troppo poche le donne che decidono di farle. In più, solo per la metà degli indagati scatta un vero e proprio processo. In Italia si fa ancora troppo poco in tutela delle vittime di violenza, così come per le pene inflitte ai colpevoli.

La violenza sessuale è il peggior dramma fisico e psicologico, che una donna possa subire. È un incubo che continuerà a perseguitarla fino alla fine dei suoi giorni, è un macigno che annebbierà i suoi pensieri costantemente. E, troppo spesso, oltre al danno psicologico c’è anche la rabbia. Sì, perché non è raro che una vittima di violenza si senta dire: “In fondo te la sei cercata”.

Di questa tematica scomoda e purtroppo attualissima, narra il libro di Daniela Ruggero.

Daniela, come nasce Broken e perché?

Come ogni mio romanzo dalla voglia di urlare al mondo che in qualche modo dobbiamo parlare delle violenze che le donne subiscono, lo dobbiamo fare sempre e ovunque per cambiare le cose.

Chi è Giulia, la protagonista, e cosa le accade?

Giulia è una ragazza semplice che vive la vita come tutte le adolescenti e che scopre l’amore, il cuore che batte e il sangue che sembra prendere fuoco per un bacio, ma che incontra un orco che le distrugge la vita stuprandola in modo tanto violento da toglierle la capacità di dare la vita.

Di solito, lo stupratore ha un profilo ben delineato, secondo te?

Non ho le competenze per rispondere a questa domanda, ma credo si dovrebbe capire perché un uomo ha bisogno di sottomettere una donna in quel senso.

In Italia solo il 7% delle violenze sessuali vengono denunciate. Perché, a tuo avviso?

Paura, vergogna, poca fiducia nelle istituzioni.

Cosa occorrerebbe fare per assistere di più le vittime di violenze, e cosa scatta nella mente di un uomo, apparentemente per bene, per farlo diventare ossessivo e violento? 

Vorrei dire follia, ma temo che queste persone siano molto più lucide di ciò che riusciamo a tollerare.

Secondo te, la famiglia d’origine di un uomo “problematico” può esserne stata, in qualche modo, responsabile?  

Alcuni trattati di psicologia lo affermano, ma non deve mai essere una giustificazione.

Com’è affrontata, a parer tuo, questa tematica dai mass media nazionali?

Molto spesso con mancanza di rispetto nei confronti della vittima. Spettacolarizzare tutto ridicolizza ciò che è accaduto.

Quali sono state le considerazioni delle lettrici di Broken?

Hanno amato la storia nonostante abbiano provato dolore.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza?

La voglia di continuare a scrivere anche se ammetto che quando descrivevo alcune scene ho pianto.

Daniela, è possibile, secondo te, desiderare così tanto una persona da diventarne ossessionati?

Purtroppo sì.

Cos’è l’amore per te?

Donarsi totalmente lasciando l’egoismo lontano dal proprio cuore.

Progetti futuri?

Sto scrivendo un suspance romance con una tematica che a me sta a cuore, e, che per ora non vorrei svelare. Le donne saranno sempre protagoniste. Ho anche terminato il sequel di Nectunia che sarà pubblicato con la “DZ EDIZIONI” e altro ancora…

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