La vita, l’universo e il 42

| Un numero dalle numerose e originali caratteristiche sarebbe la risposta alla domanda fondamentale nei romanzi di Douglas Adams: del quale ricorre oggi la giornata in cui i suoi fan lo ricordano con il “Towel Day”

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di Marco Belletti

Il “Towel Day” (il giorno dell’asciugamano) è festeggiato il 25 maggio dagli appassionati dei libri di Douglas Adams. Fu celebrato per la prima volta nel 2001, pochi giorni dopo la morte dello scrittore: da subito si trasformò in una ricorrenza a livello mondiale, un giorno intero durante il quale i fan di Adams portano con sé tutto il giorno un asciugamano.

Douglas Noël Adams è stato uno scrittore, sceneggiatore e umorista britannico morto a 49 anni l’11 maggio 2001. È ricordato principalmente per una serie di cinque romanzi iniziati con “Guida galattica per gli autostoppisti” – storia nata nel 1978 come radiocommedia della BBC – che hanno venduto più di 15 milioni di copie, oltre a essere diventata anche serie televisiva, fumetto, gioco per computer e, nel 2005, un film.

La scelta per ricordare lo scrittore cadde sull’asciugamano perché nei romanzi di Adams è considerato l’oggetto più utile che un autostoppista galattico possa avere. Infatti, permette di coprirsi e stare al caldo quando si attraversano i satelliti di Jaglan Beta, si può stendere sulla spiaggia di marmo di Santraginus V e si può usare come letto per dormire a Kakrafoon sotto le stelle rossastre. Infine, l’asciugamano è perfetto come vela di una mini-zattera per navigare nelle acque del fiume Falena.

Il 25 maggio ha superato la concorrenza di altre date, tra cui: l’11 febbraio in quanto il quarantaduesimo giorno dell’anno, il 4 febbraio (4.2), il 2 aprile (letto dagli americani 4.2), il 22 giugno (42 giorni dopo la morte di Adams) e il 18 ottobre (giorno in cui cadde il quarantaduesimo giovedì del 2001).

In effetti i fan di Adams furono piuttosto indecisi che cosa scegliere per ricordare il loro scrittore preferito, oscillando tra l’asciugamano e il numero 42 che nella guida galattica viene definito “la risposta alla domanda fondamentale sulla vita, l’universo e tutto quanto”. A fornirla fu il supercomputer Pensiero Profondo – costruito da un gruppo di scienziati i cui componenti sono la proiezione pandimensionale di una razza di esseri super-intelligenti esistenti su un piano dimensionale superiore – che, dopo un’elaborazione durata sette milioni e mezzo di anni, diede come responso proprio il numero 42. Probabilmente la scelta cadde sull’asciugamano perché – dopo una quantità imprecisata di elucubrazioni da parte di critici, amanti della fantascienza, matematici, storici e semplici lettori – fu lo stesso Adams a confidare, una decina di anni dopo la pubblicazione del romanzo, le ragioni della sua scelta: “La risposta è molto semplice. Era uno scherzo. Doveva essere un numero, un normale, piccolo numero, e io scelsi quello. Rappresentazioni binarie, calcoli in base tredici, monaci tibetani sono solo una completa sciocchezza. Ero seduto alla scrivania, fissai il giardino e pensai ‘42 funzionerà’. Lo scrissi a macchina. Fine della storia”.

Se è vero quanto affermato da Adams, si tratta davvero di una curiosa coincidenza perché il numero 42 è veramente particolare. Infatti, oltre a essere (banalmente) un numero pari ed essere considerato funesto nella tradizione popolare giapponese in quanto le sue cifre (shi ni) lette separatamente significano “verso la morte”, il 42 ha numerose caratteristiche uniche.

Innanzitutto è un “numero abbondante”, cioè è minore della somma dei suoi divisori interi (escluso se stesso): 1, 2, 3, 6, 7, 14 e 21.

È un numero sfenico: in matematica sono i numeri interi positivi composti dal prodotto di tre fattori primi distinti, nel caso di 42: 2x3x7.

Inoltre, 42 è un numero semiperfetto (in quanto pari alla somma di alcuni, o tutti, i suoi divisori) ed è un numero colombiano nel sistema numerico decimale, cioè un numero intero positivo che non può essere espresso come somma di un altro intero positivo e delle cifre di quest’ultimo. Per esempio 21 (1+5+15) non è un numero colombiano, al contrario di 42 che non è mai una somma del genere.

E ancora: 42 è un numero palindromo – cioè che può essere letto indifferentemente da sinistra a destra o viceversa – e a cifra ripetuta nei sistema di numerazione a base 4 (222), a base 13 (33) e a base 20 (22), e nel sistema binario è un numero ondulante in quanto costituito solamente da due cifre alternate: 101010.

Come se non bastasse, 42 è un numero di Catalan (in quanto forma una successione di numeri naturali utile in molti calcoli combinatori, prendendo il nome dal matematico belga Eugène Charles Catalan), nel sistema decimale è un numero di Harshad (divisibile per la somma delle proprie cifre, il cui nome deriva dal sanscrito “harṣa” che significa grande gioia), è un numero idoneo (non può cioè essere espresso come fattori sommati di interi positivi distinti), è un numero intero privo di quadrati (non è divisibile per nessun quadrato perfetto tranne 1), è un numero pratico (perché tutti gli interi fino a 42 possono essere scritti come somma dei suoi divisori), è un numero scarsamente totiente (cioè il più grande con un preciso numero di coprimi minori o uguali), è un pentadecagonale (diviso in punti, questi possono essere disposti per raffigurare un poligono regolare), è il terzo momento della funzione zeta di Riemann (che riveste un’importanza fondamentale nella teoria analitica dei numeri ed è significativa in fisica, teoria della probabilità e statistica, ma che è troppo complessa per spiegarla in due righe…), ed è parte delle terne pitagoriche 40-42-58, 42-56-70, 42-144-150, 42-440-442. Infine, è un numero oblungo cioè il prodotto di due numeri consecutivi: 6x7=42.

Se dalla matematica pura passiamo a logiche meno rigorose, scopriamo che il 42 ha ancora parecchie sorprese da fornire.

Per esempio, 42 è la somma dei numeri che compaiono su due dadi, segno che si tratterrebbe proprio di un numero voluto da caso e fortuna. Quando nel secondo volume della saga di Adams, il personaggio Arthur Dent tenta di scoprire la domanda finale, il computer risponde: “Che cosa ottieni se moltiplichi sei per nove?” La risposta (54) è la somma dei divisori di 42 (1+2+3+6+7+14+21=54) ma se si calcola 6x9 in base 13 il risultato è proprio 42.

Moltiplicando la parte intera (3) con i primi due decimali (14) del Pi greco, si ottiene 42. Se fosse possibile scavare un buco che attraversi la Terra da una parte all’altra, secondo calcoli di alcuni scienziati un sasso gettato dentro impiegherebbe proprio 42 minuti per percorrerlo tutto.

Nel Vangelo secondo Matteo le generazioni che separano Abramo da Gesù Cristo sono 42. Nell’Apocalisse, l'impero “che assomiglia a quello Romano” regna sulla Terra per 42 mesi. È il numero dei comandamenti della divinità egiziana Maat. Il quarantaduesimo capitolo del testo cinese Daodejing (“libro della via e della virtù”), scritto nel quarto secolo avanti Cristo dal filosofo Laozi, contiene una spiegazione dell’universo. Nell’antico Egitto, 42 era il numero dei giudici dell’oltretomba che ponevano domande ai defunti per conoscerne i peccati. Quarantadue è il prodotto tra il numero dell’imperfezione (6) e quello di Dio (7).

Prendendo un foglio di carta da fotocopiatrice (spesso 0,09 millimetri) e piegandolo 42 volte su se stesso si otterrebbe una torre alta quasi 396 mila chilometri, più della distanza tra Terra e Luna (384.400 chilometri).

Infine, nella Smorfia napoletana il numero 42 è il caffè.

Il supercomputer Pensiero Profondo era assolutamente certo che 42 fosse la risposta giusta, del resto aveva controllato molto approfonditamente. Ma – come lui stesso afferma nel romanzo di Adams – pensava anche che il vero problema fosse che noi umani non abbiamo mai saputo veramente quale fosse la domanda…

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