L’amore ai tempi dei social

| Roberta Piergallini, giornalista e scrittrice marchigiana, ha pubblicato un libro che mescola esperienze personali ad una storia di sentimenti. Un volume che vanta la prefazione di Maurizio Costanzo, il suo “maestro di giornalismo”

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Di Germana Zuffanti
È uscito in questi giorni un libro di grande attualità, scritto da una giornalista attenta alla realtà quotidiana e ai risvolti psicologia della società: si intitola “Il corteggiatore perfetto” (Capponi Editore). L’autrice è Roberta Piergallini, nata a San Benedetto del Tronto, laureata in giurisprudenza, giornalista professionista oggi in Rai, ma con alle spalle una lunga carriera di collaborazioni con emittenti televisive e testate giornalistiche, conduzioni in diretta, rassegne stampa e telegiornali. Da sempre si occupa di servizi su argomenti di cronaca, costume-società, politica.

Il suo libro vanta la prefazione di uno dei maestri del giornalismo italiano, Maurizio Costanzo, col quale lei ha collaborato nella redazione del “Maurizio Costanzo show”. Di cosa parla il libro? Dalla copertina sembra un romanzo rosa, ma cosa nasconde in realtà?

Il 22 settembre scorso ho presentato il mio romanzo alla Milano Fashion Week, in occasione della “Milano Fashion Day” organizzata da Andrew Sardelli e Marco Rosselli e sono davvero soddisfatta per il grande riscontro di pubblico ottenuto. Effettivamente dalla copertina, studiata ed ideata insieme al fotografo di moda torinese Alex Fiumara, che ringrazio per i preziosi consigli relativi allo scatto, sembrerebbe trattarsi di un romanzo rosa, ma in realtà, dietro una storia sentimentale, gli argomenti sono molto seri ed attuali. La macrostoria del libro è la difficoltà fra uomo e donna ad interagire ai tempi dei social, ma si parla anche di stalking, di cui la protagonista, Angelica, alla ricerca dell’amore vero, si ritrova ad essere vittima inconsapevole.

È una storia inventata o qualcosa le ha dato l’idea? E come è nata l’idea di fare scrivere la prefazione a Maurizio Costanzo?

L’idea di scrivere un libro in realtà l’ho sempre avuta. Mia madre, tempo fa, mi ha restituito un diario segreto con un lucchetto che conservava ancora a casa e che io possedevo da bambina… rileggendolo ho sorriso, perché dopo molti anni ho trovato una pagina del diario in cui avevo appuntato alcuni desideri, tra cui quello di diventare un giorno una “scrittrice”. L’idea di fare scrivere la prefazione a Costanzo è nata in modo molto semplice e spontaneo: ho lavorato in passato con lui e Maurizio è senza dubbio il mio “maestro di giornalismo”. Mi trovavo nel suo ufficio, ci siamo rivisti dopo un po’ di tempo e mentre mi chiedeva del lavoro, gli ho parlato del mio progetto di scrivere un romanzo sentimentale, che trattasse anche un argomento attuale come lo stalking, di cui io stessa sono stata vittima. Maurizio ha accettato e mi ha chiesto di fargli avere alcuni capitoli (che avevo già iniziato a scrivere), dopo circa un mese mi ha inviato la sua prefazione, dandomi anche un consiglio sul finale del romanzo “speranzoso ed aperto”. Definisco Maurizio nei ringraziamenti finali “Il mio mentore”, perché è una persona fantastica: oltre per la stima che mi ha dimostrato con la prefazione, dà sempre la possibilità di esprimersi a chi ha molto da dire ed è una sorta di “guida” per chi, come nel mio caso, sentiva l’esigenza di incanalare dell’energia positiva in un progetto importante.

Ai tempi dei social, come crede si possa costruire una storia d’amore?

Ai tempi dei social credo sia molto difficile mettere in piedi una storia d’amore vera e sana. Il social potrebbe essere utilizzato solo come elemento iniziale per far interagire due persone, ma dopo bisognerebbe quasi dimenticarli e proseguire la conoscenza e l’eventuale frequentazione attraverso metodi “normali e tradizionali”: una telefonata, un appuntamento. Personalmente uso poco le chat e Whatsapp, trovo che debbano essere considerati metodi di comunicazione veloce per poi incontrarsi, guardarsi negli occhi, conoscersi in modo più approfondito. I così detti leoni da tastiera non mi interessano, a mio avviso sono ridicoli e riguardo la sua domanda sui social, rispondo di sì: purtroppo i social hanno dato parola a tutti, soprattutto all’ignoranza e alla volgarità. Riguardo i sessi, non credo si siano mischiati, tuttavia riscontro in molte donne un’eccessiva aggressività e superbia, mentre in molti uomini insicurezza e difficoltà a mostrarsi per ciò che sono realmente, per timore di non essere accettati. La donna deve comprendere che con l’aggressività e la saccenza non si ottiene nulla di buono, anzi le persone migliori da un punto di vista professionale ed umano posseggono il valore dell’umiltà. Gli uomini devono acquistare maggiore sicurezza, anche se mi rendo conto che spesso certi atteggiamenti femminili fanno paura. Giù la maschera dunque, via il finto atteggiamento da “uomo che non deve chiedere mai”, perché una donna innamorata vorrà bene ad un uomo e lo accetterà per ciò che è realmente.

Il libro presenta una microstoria di stalking: come scrittrice e come donna, sentiva la necessità di parlarne?

Ho voluto affrontare lo stalking perché è un tema molto attuale, di cui ancora non si parla abbastanza. Sicuramente sono molto sensibile all’argomento, essendone stata vittima. È giusto parlarne come donna e come scrittrice, ma vorrei lanciare un messaggio molto preciso a tutte le donne che stanno subendo stalking fisico e psicologico: non abbiate paura, denunciate chi vi perseguita e chi tormenta la vostra esistenza. Dovete liberarvi, con coraggio, del male che vi attanaglia corpo, mente e cuore.

Consiglierebbe ad un uomo di leggere il libro?

Certo, senza dubbio: amo definirlo “Un libro per donne, un manuale per uomini”. Proprio a proposito del difficile rapporto fra uomo-donna ai tempi dei social ed a proposito di ciò che una donna si aspetta da un “vero uomo” questo libro potrebbe essere per gli uomini davvero “illuminante”.

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