Oggi sposi, domani chissà

| Un avvocato civilista ha raccolto 12 storie di matrimoni finiti per raccontare che oltre al divorzio esistono tante altre strade per dirsi addio per sempre

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Di Germana Zuffanti
Fra le grandi e piccole novità che hanno attirato il pubblico del recente “Salone del Libro di Torino”, spiccava un titolo particolare che ha destato curiosità, scritto da un avvocato che di storie ne ha sentite così tante che qualcuna l’ha voluta raccontare e condividere. Il libro, dal titolo che evoca un film, si intitola “Finché morte non ci separi?” ed è edito da Pacini Giuridica. Il suo autore è l’avvocato Cristiano Felisio, classe 1965, che da sempre, per formazione e specializzazione, si occupa di matrimoni sbagliati o di riconciliazioni.

Lei presenta dodici storie per capire quando si può ottenere la nullità del matrimonio, ma il grande pubblico conosce la separazione e il divorzio: cos’è la nullità? In più, si parla sempre di tribunali civili, ma quasi mai di quelli ecclesiastici e della Sacra Rota.

Da ormai venticinque anni mi occupo di diritto di famiglia a 360 gradi e lo faccio, quindi, come avvocato civile ma anche rotale. È vero che la maggior parte delle persone sanno ormai molto – per esperienza personale o indiretta, da amici o conoscenti – di separazioni e divorzi ma non altrettanto dell’”annullamento” dei matrimoni (o, tecnicamente, del riconoscimento della loro nullità). Ebbene, questo libro vuole colmare questa lacuna di informazione, perché ancora oggi molti matrimoni continuano ad essere celebrati in chiesa ma pochi sanno – al momento della crisi – che il divorzio non è l’unica strada percorribile. In molti casi – certo non in tutti – possono ottenere una sentenza di nullità, con tempi e costi non superiori ad un divorzio. Costoro potranno rivolgersi per questo – tramite un avvocato rotale – ai tribunali ecclesiastici, presenti in ogni regione d’Italia (oltre che alla Rota Romana, corrispondente alla Corte di Cassazione in ambito civile).

Come è nata l’idea del libro?

Dal desiderio di raggiungere tutti, non solo gli addetti ai lavori. Il racconto è uno strumento immediato, diretto, nel quale ognuno può ritrovarsi, arrivando a capire velocemente se la propria vicenda matrimoniale è analoga a quella dei protagonisti. Che, appunto, hanno ottenuto la nullità del loro matrimonio. I racconti sono dodici per poter illustrare tutte le principali ipotesi di nullità del matrimonio.

Come crede che questo libro verrà utilizzato? Come una sorta di manuale, come semplici letture o come uno strumento giuridico in mano a chi effettivamente ha dei disagi di coppia e vuole capire?

I primi destinatari di questo libro sono le persone non esperte di diritto ma che hanno un interesse riguardante il loro matrimonio. Coloro che – sposatisi in chiesa - vivono una crisi di coppia e non sanno come uscirne. Oltre a loro, certamente, anche studenti universitari o operatori del settore, che possono trovare nei commenti giuridici collocati al termine di ogni racconto uno strumento in più (facoltativo) per approfondire la loro conoscenza giuridica.

Gli anziani raccontano che anni addietro, si suggeriva ad uno dei due futuri sposi, prima di convolare a nozze, di scrivere una lettera ad un amico o parente, nella quale si indicavano i dubbi legati al futuro matrimonio: è una pratica che veniva realmente seguita? E capitano ancora oggi casi del genere?

È vero, queste lettere non erano frequenti ma in passato a volte capitava che venissero scritte. Lo scopo era quello di precostituire una prova da utilizzare poi in una eventuale, futura causa di nullità. Come a dire: non si sa mai.... Ma si trattava di un espediente figlio di una cattiva informazione ed infatti i tribunali, quando capitava, le vedevano con forte sospetto. Da molto tempo, in ogni caso, non accade più. Invece le persone continuano a rivolgersi ai tribunali ecclesiastici. Perché? Per varie ragioni. Ad esempio, per ottenere che sia la Chiesa a pronunciare lo scioglimento di un vincolo che ha visto nascere. Oppure per “cancellare” tutti gli effetti del matrimonio – come se non ci fosse mai stato - e non soltanto una parte di questi, come avviene con il divorzio.

Come avvocato che si occupa della materia, siamo davvero un paese di coppie che non resistono agli anni?

Che il modo di vivere le relazioni di coppia stia radicalmente mutando è sotto gli occhi di tutti. Il matrimonio – sia quello religioso che quello civile – rappresenta ancora una tappa fondamentale nella vita di due persone che si amano ma certamente la convivenza sta sempre più diventando una alternativa stabile, non soltanto una soluzione temporanea, vista come “prova generale” alla quale far seguire le nozze. Tuttavia, questo non muta di una virgola la quantità di lavoro dei tribunali, del cui prezioso intervento tutte le coppie in crisi – sposate o no – continueranno ad avere bisogno.

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