"Pubblico l'erotismo perche mi piace"

| In Italia ci sono più di 4mila 500 editrici indipendenti, ecco Il bilancio del 2017 Intervista all'editore Daniele Aiolfi di Eroscultura. Lettori in calo, ma segni di ripresa

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Di Floriana Naso

di FLORIANA NASO
In Italia ci sono più di 4.500 case editrici indipendenti e molte altre nascono ogni giorno, nonostante la difficoltà a "resistere" al monopolio delle grandi major. Ma c'è anche un altro aspetto. Il mercato, pur uscendo dalla crisi, si ritrova a dover affrontare "il problema dei problemi": il calo progressivo dei lettori di libri (-3,1% nel 2016). L'Italia registra infatti la più bassa percentuale di lettori a confronto con le altre editorie: la media italiana si attesta sul 40,5% nel 2016, ben al di sotto del 62,2% della Spagna, del 68,7% della Germania, del 73% negli Stati Uniti, dell'83% del Canada, dell'84% della Francia fino al 90% della Norvegia. 

Tuttavia, il mercato del libro consolida nel 2017 la fase di ripresa. Ed è "ancora il segno + quello che contraddistingue il settore nei primi otto mesi dell'anno, registrando nei canali trade (librerie, online – al netto di Amazon – e grande distribuzione organizzata) un fatturato del +1% secondo i dati Nielsen per l'Associazione Italiana Editori". Allo stesso tempo, però, "resta ancora in campo negativo il dato a copie (- 1,3%, pari a circa 740mila copie di libri venduti in meno) anche se il calo risulta più contenuto rispetto al -3,9% dello stesso periodo dello scorso anno".

Proprio in relazione a questi dati, parla chi ha fatto del digitale il proprio mercato: l'editore Daniele Aiolfi proprietario di Eroscultura.

 

Daniele, da cosa nasce la scelta dell'esclusivo canale digitale?

In effetti noi di Eroscultura non disprezziamo la carta e il 20% delle nostre 180 opere è anche in versione classica, solo che siamo certi che il futuro sarà sempre più digitale, anche perché ci permette di risolvere egregiamente il problema che affligge il 99% degli editori: la distribuzione. Quando esce una mia opera, è immediatamente disponibile in tutto il mondo! Ogni giorno, in Italia, si stampano 250 libri, anche volendo nessuna libreria potrebbe accoglierli tutti. Un e-book può restare in catalogo per anni e senza costi. Se ci pensi, il libro digitale ha una valanga di vantaggi: costa la metà e più, non devi abbattere alberi per fare la carta! Non occupa spazio e non tutti hanno ampi soggiorni con capienti librerie, anzi. Puoi andare in vacanza anche con tutta la tua biblioteca personale e leggerlo ovunque tu sia, se hai problemi di vista, puoi aumentare i caratteri fin che vuoi. Inoltre, diminuendo enormemente i costi, permette la sopravvivenza di piccoli editori come me che sono gli unici che possono dare la possibilità di pubblicazione per lo scrittore esordiente che altrimenti non verrebbe accolto dai grandi. L'unico svantaggio (non ditemi che manca il profumo della carta, che poi è puzza d'inchiostro) è che una volta terminato il mio romanzo, non posso deporlo su uno scaffale e godermelo pieno di libri. Ma tutte le medaglie hanno due facce.

 

Parlami del problema della distribuzione: che difficoltà incontra l'editore?

Se parliamo dell'e-book, nessuna! Siamo presenti in tutto il mondo e ogni tanto arrivano ordini dalla Nuova Zelanda o Argentina, ecc. Se ti riferisci al libro in carta, tantissime. Il monopolio di un grande distributore, Messaggerie, giusto per fare il nome, che ti assorbe una fetta enorme del margine economico, che ti paga dopo un anno mentre tu, piccolo editore, il tipografo lo devi saldare alla consegna del libro. Oltre al già citato fatto che si stampano moltissimi libri e non vi è lo spazio fisico per tutti.

 

Nel mondo digitale imperversa il Self Publishing, è il vero concorrente delle case editrici digitali?

È un concorrente al pari di un altro editore, solo che, voglio essere buono, scorretto, ma sarebbe più appropriato dire incapace, se non fosse che potrei apparire offensivo e non è nelle mie intenzioni. La tecnologia dell'e-book permette a chiunque di confezionare un libro digitale, ma quello è solo l'aspetto esteriore di un romanzo. Ciò che più interessa è il contenuto. Insomma, il lavoro di un editore consiste nel leggere, valutare, suggerire, correggere, promuovere, non solo nello stampare! E tutte queste cose sono quasi sempre, e sottolineo quasi, disattese da chi pubblica da solo. Testi colmi di errori di grammatica, di refusi, ma soprattutto, talvolta narrazioni di una banalità disarmante e questo solo perché nessuno gli ha detto: Ciccio, hai scritto una boiata. Per contro, a difesa dei self, c'è la piaga di quella mezza truffa che è l'editoria a pagamento, ché già chi chiede soldi per pubblicare non è definibile editore, o dei colleghi che non pagano mai gli autori, talvolta per i motivi suddetti nella risposta precedente.

 

Cosa si dovrebbe fare, secondo te, per incrementare i lettori in Italia?

Ullallà, discorso ampio e profondo. Occorre agire su diversi fronti, a partire dalla famiglia: meno TV e video giochi e più libri fin dall'infanzia. La scuola non fa amare la lettura, non incentiva. Più coraggio da parte degli editori nel cercare bravi talenti e non gettarsi solo su nomi noti, anche se scrivono le famose boiate. In ogni caso la famiglia, se iniziasse bene da subito, avrebbe un peso importante nell'orientare i figli alla cultura che di conseguenza porta a un libero pensiero in contrasto alla tendenza al pensiero unico che cerca di propinarci la nostra classe politica. Quante madri allevano (non si può dire educano) i figli, maschi in particolare, come piccoli sultani da accontentare in ogni capriccio? Perdona il divagare, ma queste è anche la principale causa dei successivi, da adulti, gesti di violenza nei confronti delle compagne che non accettano di fare le serve come le madri dei sultanini. Chiusa parentesi. Qualche colpa ricade anche su alcuni intellettuali di spicco che scrivono in maniera criptica, più per far vedere all'universo quanto sono bravi che per farsi comprendere dalla plebe.

 

Perché la scelta di pubblicare solo narrativa erotica? 

Nei miei 45 anni di attività mi sono sempre occupato di vendita e marketing e un preciso collocamento sul mercato è un'azione imprescindibile, talvolta disattesa da qualcuno. Mi piace questo genere letterario e mi son voluto specializzare. Per contro ho in programma l'apertura di una seconda casa editrice generalista con un occhio di riguardo alla qualità dei testi, ma lo farò solo se avrò ampie risorse finanziare da investire in una adeguata promozione, altrimenti sarei solo il 4501.

 

E a chi vuole affermarsi nella scrittura, cosa suggerisci?

Leggi prima i grandi classici del passato, leggi Italo Calvino, Ken Follet, Philip Rhot, Jack Kerouac, per dirne alcuni.  Impara, assimila, pensa a una trama la più possibile originale e poi scrivi.

 

 

 

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