Scrittori emergenti, la mafia dei social

| INCHIESTA Per entrare nei gruppi regole ferree. Gli amministratori distruggono o esaltano gli autori. Ma con quale criterio? Una giungla feroce e crudele con l'ombra pesante di speculazioni editoriali

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Di Floriana Naso

Cosa deve fare un autore esordiente o emergente per farsi conoscere e vendere il proprio libro? Sappiamo che alcune Case Editrici si limitano a stamparlo, lasciando completamente solo l’autore nel delicato compito di fare promozione. Per non parlare dei Self Publisher, categoria per la quale le cose sono ancora più complicate.

Dunque che fare?

Se l’autore in questione è benestante può rivolgersi alle decine di agenzie letterarie sul mercato, che, previa selezione, offrono assistenza editoriale e pubblicitaria. Se invece non dispone di mezzi cospicui per finanziare il proprio sogno, oltre a infinite rimpatriate con amici e parenti, dovrà cavarsela da solo e buttarsi letteralmente nel mare oceanico dei social, per cercare di crearsi un pubblico di potenziali lettori.

Scoprirà presto che l’autopromozione è un vero e proprio lavoro, un impegno costante, tutti i giorni. 

Come utilizzare al meglio i social affinché portino un certo profitto in termini di popolarità?

Se l’autore è poco “social”, non è quindi dotato di una creatività fuori dal comune e nemmeno di uno spiccato senso dell’umorismo (o di esibizionismo), dovrà guadagnarsi il proprio pubblico col tempo. Molto tempo. 

Uno dei metodi più utilizzati dagli scrittori, sconosciuti ai più, è la frequentazione di quanti più possibili gruppi letterari su Facebook. Ce ne sono davvero un’infinità. Alcuni dei quali vantano decine di migliaia di iscritti e questo dato spesso inganna l’autore che crede di aver trovato l’Eldorado. Scoprirà a proprie spese che non è come pensa, vediamo perché.

Ogni gruppo ha le proprie regole e ogni giorno della settimana è prevista una determinata operazione, per esempio: lunedì book trailer, martedì pagine autore, mercoledì ambientazioni e via dicendo. Adesso l’autore comincia a capire che ricordarsi le operazioni, tutte diverse a seconda del gruppo, per ciascun giorno della settimana, è assai complicato. Pagare una segretaria che svolga il preciso compito al posto suo è fuori discussione, quindi, con tutta la buona volontà di cui dispone, prende nota. Fa scalette. Riempie un diario intero di annotazioni, date e impegni. Se però, disgraziatamente, dovesse postare il book trailer nel giorno del “gnocco day” ecco che arriva puntualissimo il richiamo, a volte anche minaccioso, da parte dell’amministratore del gruppo che non si spiega come l’autore abbia potuto sbagliare.

Oltretutto, i membri dei gruppi letterari su Facebook sono per i tre quarti “addetti ai lavori”, questo implica che il tempo da loro dedicato alle letture sia ridotto, rispetto a un lettore classico. Inoltre, tutti gli scrittori vogliono pubblicizzare le proprie opere e spesso gli amministratori dei gruppi non vedono di buon occhio il cosiddetto “spam”, nonostante si fregino di amare la cultura, i libri e quant’altro. Nel peggiore dei casi, l’autore “sconosciuto” è proprio boicottato, etichettato come “marchetta di bassa qualità” definizione scritta dall’amministratore di un gruppo letterario a una lettrice che cercava di far conoscere il libro di un emergente che le era particolarmente piaciuto. A nulla sono valse le proteste della lettrice in questione che si è vista rispondere anche di peggio “Credo che uno scrittore, se valido, abbia altri strumenti che ammorbare la gente, ve lo immaginate King o Kafka fare pubblicità di un proprio libro? L’autopromozione e la claque sul libro, proprio non la tollero.”

C’è chi, invece, crede che il talento vada espresso liberamente e soprattutto crede che l’artista emergente sia una risorsa tutta da scoprire: si chiama Marina Giacomel che ha fondato un gruppo letterario su Facebook nominato MyMee Express Yourself. Già dal titolo s’intuisce la missione del gruppo: fare in modo che ognuno esprima il proprio potenziale e non solo nell’editoria, ma nella cultura in generale; che non si limiti solo a postare un link. I campi spaziano dalla fotografia al disegno, dalla musica alla scrittura o alla moda, insomma… arte in tutte le sue forme. Un mondo “circolare” dove tutto ritorna, in fondo gli artisti sono tutti figli della stessa madre: la cultura. In questo gruppo conta mettersi in gioco, dimostrare il proprio talento a lettori che ne decreteranno o no il successo, attraverso contest, per esempio; oppure semplicemente creando opportunità professionali mettendo in comunicazione il videomaker con lo sceneggiatore, lo scrittore con l’illustratore, il pittore con la modella e così via. Un contenitore di eventi e di opportunità per crescere dimostrando il proprio valore, che, se valido, sarà premiato.

Marina Giacomel è riuscita a creare, da una semplice intuizione nata per caso, un ambizioso progetto, pur definendosi una “anti-social” per eccellenza.

Marina, spiegaci: come nasce questo progetto e qual è il suo scopo?

Cara Floriana, grazie per questa importante opportunità di raccontare il progetto. MyMee, fondato solo 7 mesi fa e già con più di 11mila iscritti, nasce sulla scia del successo del romanzo Lei, di Paolo Varese, autore inedito scoperto su Facebook. Lei è il frutto di una collaborazione virtuale tra persone che hanno messo a disposizione talento, competenza e passione e grazie a questa fusione professionale il romanzo si è concretizzato con la pubblicazione. Visto il successo di vendite e l’apprezzamento che la stessa stampa ci ha riservato, ho pensato di estendere l’esperimento a più ampio raggio; se ha funzionato per uno perché non provare ad estenderlo e magari coinvolgere tutte le arti? Così è nato MyMee Express Yourself, il contenitore di cultura aperto e dinamico, il gruppo Facebook che, grazie agli Happening che lo hanno fatto uscire dal mondo virtuale, sta diventando un vero Movimento culturale. Un Movimento con una circolarità unica dove ognuno mette a disposizione il proprio tempo per la realizzazione di altre opere nate dalla cooperazione. Lo scopo di MyMee è quello di promuovere la cultura tramite la valorizzazione del talento. È un ponte tra tutte le arti e vuole costruire conoscenza tramite un nuovo modello editoriale.

Il nuovo iscritto al tuo gruppo, da semplice lettore, cosa troverà? In che modo potrà interagire, contribuendo alla crescita propria e degli altri?

MyMee accoglie ogni forma d’arte e di cultura, è il posto giusto per raccontare il proprio talento o passione. Su MyMee si possono leggere poesie, racconti, libri consigliati con anche qualche capitolo da leggere, e poi ammirare la pittura, la scultura, ascoltare la musica dei nostri compositori e musicisti o guardare un cortometraggio, un video, dei fumetti.  Proprio per questo enorme possibilità di lettura, di ascolto e di visione, l’iscritto può spaziare a 360 gradi e di conseguenza il talento può manifestarsi sempre più.

Un artista emergente o esordiente, che si iscrive al tuo gruppo, in che modo potrà far conoscere il suo talento?

Può farlo in molti modi: il più semplice è quello di postare la sua opera, rispettando le regole che si trovano sul gruppo ed inserendo gli hashtag. È importante dire che MyMee è collegato con circa 80 altri gruppi culturali e con oltre 100 mila utenti si ha una grande visibilità e opportunità di promozione.

Da scrittrice trovo che le collaborazioni siano fondamentali, e mi pare che questo sia anche il credo del tuo gruppo. In che modo possono svilupparsi?

La collaborazione è ciò che rende unico MyMee. L’iscritto può fare una richiesta, ad esempio richiedere la collaborazione di uno sceneggiatore per il suo libro, di un editor per migliorarle un manoscritto, di un compositore per mettere musica ai suoi versi, di una produzione per realizzare un cortometraggio; su MyMee la risposta è praticamente immediata e queste persone che si sono spontaneamente aggregate vengono convogliare su MyMee The Lab, gruppo chiuso parallelo, per realizzare le nuove opere.

Di quali servizi beneficerà l’artista che deciderà di seguire il tuo progetto? Naturalmente è tutto gratuito, dico bene?

Da subito la promozione sui social grazie alla rete che ho creato e che stiamo ampliando, ma non solo, ogni 4 mesi organizziamo degli Happening a Roma dove gli scrittori, i poeti, i musicisti, i filmaker e gli artisti hanno la possibilità di raccontare le loro opere.  Naturalmente è tutto gratuito.

Quali, invece, dovrà mettere a disposizione degli altri?

Semplicemente dovrà contraccambiare il tempo che altri colleghi gli dedicano con le proprie competenze o talento.

So che nel tuo gruppo sono trattate varie rubriche: ce ne vuoi parlare?

Su MyMee sono presenti attualmente 16 rubriche di vario genere, redatte da chi desidera collaborare mettendo a disposizione il loro tempo per condividete ere e promuovere la cultura: per citarne alcune, sono presenti,   una  rubrica di critica culturale e musicale a cura di Silvia Girotti e Massimo Lupi, un’altra di recensioni letterarie a cura di Mattia Marzola Direttore ed Alice Cavallo, altre che parlano di spiritualità come quella di Tina Camardelli e Renzo Cappellari, di psicologia, di solidarietà, di poesie a cura di Gianfranco Isetta e Claudia Saba, di satira a cura di Max Volpa e Katia Bulgarini, altre di racconti di Beniamino Giunta, altre di giornalismo, altre più tecniche...e sono in aumento, una vera rivista all’interno del gruppo. Permettermi di ringraziarli tutti!

Quanto ti assorbe questo progetto e perché hai deciso di assumerti questo impegno gravoso?

Il progetto mi assorbe quasi totalmente, il mio impegno è di 10/12 ore tutti i giorni, ci metto tutto il cuore perché credo che è la cultura che cambierà le cose ed oltre alla grande passione per questo argomento ho una responsabilità nei confronti dei miei figli. Desidero cercare di dare loro degli strumenti che possano fare la differenza per il loro futuro. Per questo motivo sto prendendo in considerazione la creazione di MyMee Junior, perché l’educazione alla cultura è alla base dei cambiamenti sociali.

Qual è il male dell’editoria o della cultura in generale, secondo te?

Qui potrei aprire un dibattito lungo toccando criticità del sistema su vari piani in primis la politica, per cui soprassiedo. Vorrei riassumere dicendo che l'editoria a pagamento e i costi di distribuzione non facilitano la divulgazione della cultura.

Cosa si dovrebbe fare per risvegliare l’interesse verso l’editoria, il cinema o l’arte?

Questo più che raccontarlo vorrei dimostrarlo per cui vi invito a seguirmi!

Cos’ha in serbo per i suoi membri, MyMee Express Yourself, prossimamente?

In serbo c’è il Secondo Happening MyMee Sabato 24 novembre 2018, dalle 17. Una no-stop  di performance tra arte, musica e cultura.  La grande community si sposta da Facebook a Roma: e diventa anche un set cinematografico.

Questo lo straordinario programma della serata;

Le sale ospiteranno scrittori, poeti, artisti, filmaker, musicisti e performer, verranno presentati i vincitori di Contest, si parlerà di solidarietà con il progetto MyMee e sarà anche il set cinematografico di un film.  Le Madrine della serata, Simonetta Guidotti e Claudia Peri, presenteranno gli esordienti ma anche nomi celebri della letteratura e dell’arte. Una serata all’insegna della cultura ma anche del divertimento con i talentuosi cantanti e musicisti ed un finale con il DjSet.

Quali sono i tuoi progetti futuri?

Sono tantissimi. A partire da un marchio editoriale, un’organizzazione di servizi per l’editoria a tutto campo che toccheranno la musica e il cinema. La creazione di un sistema alternativo di distribuzione. La programmazione di eventi in altre città d’Italia. Campagne per la sensibilizzazione alla cultura in particolare alla lettura, ma anche alla solidarietà, ciò che è alla base di una grande civiltà.

 

 

 

 

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