Simo Häyhä, the white sniper

| Con un fucile privo di cannocchiale di precisione, riuscì a fare strage di soldati dell’Armata Rossa uccidendone più di 800. Un libro ripercorre la sua storia

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Nel mondo degli “sniper”, i cecchini, il nome di Simo Häyhä è sulla cima della leggenda. Soprannominato “la morte bianca”, Häyhä era un tiratore scelto dell’esercito finlandese che durante la “guerra d’inverno” contro l’Armata Rossa riuscì ad abbattere ufficialmente 542 soldati nemici, che diventano 800 se si considerano anche quelli non confermati. Una mira infallibile che l’ha trasformato nel più letale cecchino della storia.

Tecnicamente preferiva tacche di mira fisse all’ottica telescopica, per evitare il riflesso della lente del cannocchiale: usava un “Mosin-Nagant” di fabbricazione russa modificato, il suo fedele “pysykorva” (bassotto), un nomignolo che calzava a pennello a lui stesso, basso di statura, che a volte lo alternava con una mitraglietta “Suomi KP-31”. Si portava appresso lo stretto necessario, una razione di cibo e dei caricatori, muovendosi da solo durante le operazioni e dopo aver imparato a sopportare temperature che sfioravano i -40° acquattato per ore nella neve.

La sua fama divenne così leggendaria da costringere l’Armata Rossa a utilizzare l’artiglieria pesante per farlo fuori, ma Häyhä era troppo veloce e troppo furbo. Un solo colpo gli avrebbe cambiato i lineamenti per sempre: un colpo di fucile che gli aveva sfiorato la mandibola sinistra nel marzo del 1940. In queste settimane è in uscita “The White Sniper”, un libro scritto da Tapio Saarelainen interamente dedicato all’incredibile storia di Simo Häyhä.

Nelle pagine diverse conversazioni con il cecchino, in cui anni dopo ha rivelato che solo la pratica l’aveva portato verso l’infallibilità: era riuscito a leggere e decifrare ogni ramo, ogni cumulo di neve e ogni avvallamento per diventare un vero matematico del tiro. Individuarlo era impossibile: si mimetizzava così bene, trattenendo in bocca della neve per evitare perfino il fumo della condensa, che ogni colpo equivaleva ad un morto. Simo Häyhä è morto il 1° aprile del 2002, ed oggi è ricordato come uno dei più grande eroi finlandesi.

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