Tv, cinque motivi per guardare Girl Boss

| La serie su Netflix rischia di essere sospesa al primo ciclo per il calo di audience, eppure ha già molti appassionati

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Come avrete notato è arrivato l'autunno, la stagione delle zucche delle foglie gialle e il trampolino di lancio delle nostre serie tv preferite. Tra queste, tuttavia, manca all'appello una che, per quanto neonata ha fatto già parlare di sé, parliamo di Girl Boss. 

Una a dir poco frizzante Britt Robertson nel ruolo di Sophia, decide di non essere portata per il lavoro alle dipendenze di qualcun altro, così fa della sua passione per gli abiti vintage un mestiere rivendendo su e-Bay abiti comprati a poco prezzo a cui da un tocco di stile in più. Presto, però, la giovane anticonformista scopre che prendere a calci il mondo non è sempre facile e si ritrova, di punto in bianco, improvvisata donna d'affari, alle prese con business plan, resi e consegne, ma soprattutto, con una concorrenza decisamente sleale nel duro mondo della vendita online. Tra un ostacolo e l'altro, Sophia affronta tutti i demoni che avevano caratterizzato la sua vita finora perdendo qualcuno per strada, ma trovando, per la prima volta, se stessa.

La serie, pubblicata su Netflix, la scorsa primavera è soltanto alla sua prima stagione, ma già i rumour annunciano la sua sospensione per mancanza di audience, sebbene coloro i quali hanno lasciato traccia del proprio indice di gradimento dimostrano entusiasmo e voglia di scoprire cos'altro combinerà quella pasticciona di Sophia. Ad ogni modo, eccovi una lista di cinque buone ragioni per innamorarvi di Girl Boss.

Numero 1

Questa è la serie tv più adatta per quelli che non amano le serie tv! Sembrerà un'affermazione assurda, ma se ci pensate conta solamente tredici episodi, ognuno dei quali della durata media di circa 25 minuti: lo stesso tempo che impieghereste per mangiare un'insalata e un panino durante la pausa pranzo. Insomma, se il vostro timore è quello di rimanere incatenati all'infinito a un personaggio che vi risucchierebbe nel suo vortice di problemi sappiate che Sophia, sì, di problemi ne ha tanti, ma li risolve piuttosto in fretta.

Numero 2

Finalmente una serie in cui al centro non stia la solita storia d'amore. Più che raccontare la relazione tra Sophia e Shane (Johnny Simmons), Girl Boss riporta quella della realizzazione di una self made woman, forse un po' troppo spregiudicata e non curante delle regole, talvolta anche parecchio difficile da contenere nei suoi sfoghi di rabbia, ma chi non invidierebbe la determinazione di Sophia quando compie i suoi primi passi nel mondo del lavoro? Sophia rappresenta, in effetti, la condizione di coloro ai quali la veste da dipendente sta un po' stretta, per rimanere nella metafora stilistica, e ci mostra quel brivido del rischio che solo i più audaci possono provare, perché lei ha ancora il coraggio si sognare a occhi aperti, seppure la realtà spesso le abbia tolto il sonno.

Numero 3

Questa serie tv racconta, seppure in modo "molto libero", la storia di Sophia Christina Amoruso , una donna imprenditrice che è diventata un'icona per gli amanti dell'abbigliamento vintage. All'età di soli venti tre anni fonda un negozio virtuale sulla sopra citata piattaforma di e-commerce Nasty Gal Vintage. Nel 2016, la Amoruso è stata nominata una delle prime dieci business women più ricche del mondo da Forbes, in quanto la sua attività già nel 2012 aveva raggiunto un successo strepitoso in breve tempo; l'esempio che qualche volta l'ostinazione paga.

Numero 4

Chi ha visto la serie già conosce i personaggi grotteschi che la popolano. Una moderatrice di gruppi privati sulla conservazione degli abiti vintage; un vicino di casa che insulta continuamente, ma con il quale c'è una confidenza impensabile; una fanatica femminista che va in giro minacciando gli uomini del quartiere: questi e altri i personaggi più assurdi di Girl Boss. La stessa protagonista sembra uscita da un altro tempo, con i suoi pantaloni a zampa e le sue giacche fiammeggianti anni '80; un altro elemento che sottolinea quanto Sophia sia fuori dagli schemi prestabiliti, a tal punto da far dubitare dell'epoca in cui è stata ambientata la serie, il primo decennio del 2000. Una sottile allegoria, dunque, lo stravolgimento nella vita della giovane donna, il quale sembra strizzare l'occhio all'avvento di una nuova generazione più intraprendente e versatile, a cavallo tra due millenni.

Numero 5

L'amicizia è uno dei valori più importanti nella vita. Come dimenticare il loro saluto speciale: "Ti ho voluto bene"? Puntata dopo puntata scopriamo il modo bizzarro in cui il rapporto tra Sophia e Annie (Ellie Reed) è nato e si è consolidato, senza troppi fiocchi e lustrini. Le due amiche, infatti, vantano un'intesa perfetta, ma non si può dire siano esenti dal litigio: fino alle ultime puntate le due rischiano di allontanarsi per sempre per l'orgoglio e l'arroganza di Sophia, la quale pensa di poter costruire il suo impero della moda tutta da sola. Girl Boss dipinge perfettamente quello che è un reale rapporto di amicizia, con i suoi alti e i suoi bassi; spesso accade che una delle due si senta messa da parte nel dimen

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