Verona van de Leur, la stella senza cielo

| Ex nazionale olandese di ginnastica artistica, nel 2008 si ritira e cade in una disperazione che la porta verso l’industria del porno. Ha raccontato tutto in un’autobiografia, anche il desiderio di ricominciare da dove aveva smesso

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Questa è la storia di Verona van de Leur, olandese di Gouda: 34 anni e più di una vita vissuta, che lei stessa ha voluto raccontare nelle pagine di “Simply Verona: Breaking all the Rules”, la sua autobiografia.

Trecento pagine che sono la parabola della vita stessa, capace di regalare tratti in discesa e poi di cambiare senso a tutto, preparando salite che non tutti riescono a superare. Per Verona è stato così.

Si avvicina alla ginnastica artistica a cinque anni e ai suoi allenatori basta poco per capire che non è la solita ragazzina spedita a fare attività fisica dopo la scuola, ma un vero talento. Nel 2000, a 15 anni appena, Verona debutta nel campionato nazionale olandese conquistando senza problemi il titolo “Junior all-around”. Due anni dopo fa sue cinque medaglie agli europei di Patrasso, in Grecia, e nello stesso anno il suo Paese la nomina “Sportiva olandese dell’anno”. La sua è una carriera che procede spedita: vince un argento nella Coppa del Mondo, e tre argenti e due bronzi ai campionati europei.

Nel 2008, dopo alcuni risultati deludenti e le critiche ricevute, Verona annuncia pubblicamente il suo ritiro dall’attività sportiva per conflitti con la federazione di ginnastica e una situazione familiare complicata che le toglie la serenità necessaria per affrontare gli impegni sportivi. Ma questo, è il giro di boa dell’esistenza di Verona van de Leur: i rapporti con la famiglia si inaspriscono al punto che viene cacciata di casa, e lei accusa i genitori di averla depredata dei guadagni. La questione finisce nelle aule dei tribunali, da dove Verona ne esce con una vittoria che le permette di rimettere mano ai soldi guadagnati in carriera. Ma durano poco: fra abiti, gioielli, viaggi e alberghi di lusso sperpera tutto, e si ritrova ben presto costretta a vivere in macchina, senza un lavoro e un futuro. La disperazione la spinge a seguire e fotografare una donna sposata che conosceva, sorpresa in un’auto con l’amante: Verona tenta di ricattarla chiedendo 3.000 euro in cambio delle immagini, ma la donna sporge denuncia e l’ex stella della ginnastica olandese finisce in carcere per 72 giorni. Nella sua borsa, la polizia trova un cellulare con immagini pedo-pornografiche e una pistola.

Nel 2011, uscita di galera, qualcuno le suggerisce la strada più semplice e veloce per guadagnare: è una bella ragazza bionda con gli occhi azzurri, e ha un fisico scolpito da anni di ginnastica artistica. Nel mondo del porno, ha la strada spianata. “Era un’offerta impossibile da rinunciare - racconta Verona nel libro - una tale quantità di denaro che mi avrebbe permesso di vivere tutto ciò che avevo sempre desiderato”.

Inizia come “webcam girl”, aprendo un sito per adulti in cui si esibisce soltanto con il suo compagno. Adesso, dopo otto anni di carriera e una notorietà che supera quella conquistata quand’era una ginnasta di successo, Verona è pronta per cambiare di nuovo vita: “A fine anno smetto, ho ancora un paio di contratti in scadenza. Ora che ho fatto con me stessa vorrei tornare alla ginnastica, ma la federazione olandese ha già fatto sapere di non vedermi di buon occhio”.

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