Una nuova casa per Quasimodo

| L’incendio di aprile ha danneggiato la cattedrale di Notre-Dame più gravemente di quanto sembrasse. Gli esperti concordano nella necessità di partire subito con la ristrutturazione, ma non hanno le idee chiare sullo stile

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di Marco Belletti

In passato, la costruzione delle cattedrali è stata una delle sfide più impegnative per l’uomo che cercava di mediare tra le esigenze spirituali – che volevano costruzioni sempre più imponenti ma non massicce – e i limiti tecnologici ed economici dell’epoca. L’innovazione tecnica permise nei secoli di conciliare sempre più le due necessità. Per esempio, le volte ogivali e il taglio in serie delle pietre consentirono un sensibile risparmio dei costi e nello stesso tempo la realizzazione di costruzioni sempre più ampie e luminose. 

Nel XII secolo le cattedrali dell’Europa centro-settentrionale aumentarono sensibilmente la loro grandezza ponendo i carpentieri di fronte a sempre maggiori difficoltà costruttive. Chiese, abbazie e cattedrali assunsero dimensioni inimmaginabili in precedenza e i costruttori incontrarono numerose difficoltà nel trasportare quantità di pietre sempre più grandi, spesso in blocchi dal peso enorme, che incidevano pesantemente sul costo da sostenere. Un altro problema era la scarsità del legno, utilizzato per le impalcature e sempre più difficile da trovare sia per la riduzione delle aree boschive causata dallo sviluppo demografico, sia perché le larghe navate richiedevano fusti molto lunghi.

Sempre nel dodicesimo secolo la diffusione delle volte a crociera permise di distribuire i pesi su pilastri e colonne distanti tra loro, sostituendo parte dei muri con grandi vetrate. E nella Francia settentrionale queste volte furono affiancate da archi rampanti, alti contrafforti esterni collegati alla navata con un arco in muratura, con il compito di assorbire e scaricare sui pilastri i pesi delle alte cattedrali.

Alcune di queste modalità costruttive sono ancora oggi visibili nella cattedrale di Notre-Dame, la cui costruzione iniziò nel 1163 e fu completata nel 1344. Nonostante sembri più slanciata e snella rispetto alle costruzioni analoghe più antiche, la cattedrale parigina è solida ed è stata in grado di resistere senza problemi strutturali fino ai giorni nostri.

Pertanto, è giunta particolarmente inattesa la notizia di alcuni giorni fa secondo cui Notre-Dame è instabile e potrebbe collassare, per cui sarebbe necessario avviare urgentemente lavori di rafforzamento per evitare che l’edificio crolli.

Un articolo comparso sula rivista “The Art Newspaper”, riporta uno studio dell’Università di Versailles ripreso dall’Unesco secondo il quale il crollo di una parte delle volte – in seguito all’incendio che ha semidistrutto la cattedrale – ha sensibilmente ridotto la sicurezza della struttura: non solo i muri portanti ma anche quello che può essere definito l’esoscheletro della costruzione (colonne, archi rampanti e contrafforti) ha subito danni e non riesce più a scaricare correttamente i pesi a terra.

Secondo lo studio, anche le parti aggiunte con il restauro ottocentesco dell’architetto Eugène Viollet-le-Duc, per quanto strutturalmente indipendenti da tetto e muri, contribuivano con il loro peso alla stabilità dell’edificio.

I muri di Notre-Dame potrebbero quindi collassare sotto la pressione di raffiche di vento con velocità superiore ai 90 chilometri orari: prima dell’incendio la cattedrale avrebbe potuto resistere anche folate di 220 chilometri all’ora. Le cause di questa debolezza sono il crollo di parte dell’esoscheletro e l’indebolimento delle pareti da parte dell’incendio e dell’acqua utilizzata per spegnerlo.

Quindi, per gli esperti il rinforzo del sistema strutturale di Notre-Dame dovrebbe essere la priorità del restauro e per il ripristino sarà necessario quasi sicuramente più tempo di quanto – in modo forse troppo ottimistico – aveva annunciato il presidente francese Emmanuel Macron che vorrebbe la cattedrale completamente rinnovata in cinque anni.

Secondo i tecnici che hanno iniziato ad analizzare quel che resta della cattedrale, la maggiore difficoltà per il restauro è il fatto che i diversi elementi della costruzione formano un sistema unitario, quindi non è possibile lavorare con interventi frammentati e separati (struttura, tetto, elementi decorativi) ma le attività dovrebbero essere integrate per l’intera struttura.

In pratica, è ancora presto per sapere quando prenotare un viaggio a Parigi per vedere la cattedrale ricostruita. E un altro grande punto interrogativo riguarda lo stile con cui ci apparirà la nuova Notre-Dame, perché Macron parlando del restauro ha chiesto un “gesto architettonico contemporaneo”, magari una nuova cattedrale modernizzata e molto diversa dalla precedente. E la première dame dell’Eliseo, Brigitte, ha rinforzato il concetto espresso dal marito affermando che “rinascerà ancora più bella e forse più alta”. 

E così, come per la piramide di fronte al Louvre che fu inaugurata nel 1988, anche per quest’altro simbolo di Parigi si è acceso il dibattito tra chi vorrebbe restituire al mondo una cattedrale identica a quella precedente e chi al contrario vorrebbe sfruttare l’opportunità per rivoluzionare la sua estetica adattandola al nuovo contesto urbano della capitale francese.

Autorevoli le voci per entrambe le teorie. L’archistar francese Roland Castro è il capofila dei “tradizionalisti” e vorrebbe che lo stile gotico fosse assolutamente salvaguardato, ricostruendo la cattedrale tale e quale a com’era prima, in quanto è un edificio troppo carico di storia per essere modificato.

Di opinione totalmente contraria Jean-Michel Wilmotte, un altro architetto molto conosciuto in Francia, che propone di utilizzare materiali della nostra epoca, in particolare il cristallo: vetri trasparenti e bianchi abbinati a una struttura di metallo che scintilli nel panorama urbano di Parigi.

Due modi di pensare in totale antitesi: la mancanza di un punto di contatto o di compromesso e – chissà? – anche l’opinione dei politici che in futuro occuperanno l’Eliseo (e che vorranno dire la loro anche solo per smentire Macron) al momento non ci permettono di immaginare come sarà cattedrale che arriverà.

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