Anne Hathaway, la donna del bardo

| Una vita all’ombra del più importante poeta e drammaturgo al mondo, con il dubbio di esser stata sposata per interesse. Nell’Inghilterra del Seicento, la signora Shakespeare ereditò dal marito il letto coniugale e un terzo dei suoi beni

+ Miei preferiti
Di Marco Belletti
Anne Hathaway ha interpretato molti ruoli nella sua carriera di attrice: dalla principessa Amelia Thermopolis di Genovia in “Pretty Princess” a Catwoman in “Il cavaliere oscuro – Il ritorno”, dall’astronauta Amelia Brand in “Interstellar” fino a Fantine in “Les Misérables”, per la quale ha vinto un premio Oscar come miglior attrice non protagonista.

Per emergere nel difficile contesto hollywoodiano non ha neppure dovuto inventarsi uno pseudonimo, contrariamente a molti suoi colleghi e colleghe, perché Anne Hathaway è il suo vero nome. Nata a New York nel 1982, è sposata dal 2012 con l’attore Adam Shulman, la cui carriera è stata molto meno luminosa di quella della moglie. Un’intrigante curiosità della coppia è che l’uomo ha una vaga somiglianza con le immagini che ci sono rimaste di William Shakespeare, mentre lei si chiama esattamente come la moglie del poeta inglese: Anne Hathaway, appunto.

La “vera” Hatahway nasce nel 1555 o 1556 Shottery, località a poca distanza da Stratford-upon-Avon, e sposa uno Shakespeare diciottenne nel 1582 quando lei ha già 26 anni, sopravvivendogli per sette anni alla morte del poeta, nel 1616. Sono poche le notizie sul suo conto, più che altre ricavate da documenti legali, ma sono molti gli studi di storici e critici sulla sua vita e sulla relazione con il marito.

Innanzitutto si sa che si è presentata all’altare incinta della figlia Susanna, nata meno di sei mesi dopo il matrimonio. Non si sa nulla della loro relazione prima del matrimonio, così come non si conoscono i motivi per cui si sposano: forse il giovane aspirante poeta è obbligato dalla famiglia della ragazza, per coprire lo scandalo di una gravidanza senza padre ufficiale. Anne è la primogenita di otto fratelli, figlia di Richard, un contadino che secondo gli storici è benestante, proprietario di una grande fattoria (Hewland Farm, oggi diventata una delle più importanti mete turistiche dell’Inghilterra, a un paio di chilometri da Stratford-upon-Avon) che non riesce a vedere la figlia salire all’altare perché muore nel 1581. Dopo il matrimonio Anne va a vivere con il marito nella casa dei suoceri, in Henley Street, a Stratford.

Secondo la scrittrice femminista Germaine Greer, Shakespeare non è stato costretto a sposare la moglie, anzi è lui a perseguitarla e a insistere per il matrimonio. Per avallare la sua teoria, la Greer spiega che in quell’epoca le donne spesso restano a casa – soprattutto in mancanza di un capo famiglia – per aiutare la madre a prendersi cura dei fratelli più piccoli e si sposano solo quando trovavano veramente un buon partito. Sotto questo punto di vista Shakespeare non è proprio affidabile, in quanto la sua famiglia è in una pessima situazione economica e il giovane non ha un solido impiego. Quindi sembra più logico l’interesse dell’uomo a sposare una donna benestante piuttosto che quello di lei a preoccuparsi per la gravidanza. Oltretutto, secondo alcuni documenti le due famiglie si conoscono da tempo e quindi sembra poco probabile un matrimonio riparatore.

Un paio d’anni dopo la nascita di Susanna, la coppia ha due altri figli, i gemelli Hamnet e Judith. Il maschio muore undicenne probabilmente per una delle numerose epidemie di peste che nei secoli tra il Trecento e il Seicento sconvolsero l’Europa. In quel periodo circa un terzo dei bambini inglesi non arriva ai dieci anni, pertanto la sua morte non è un fatto straordinario.

Un luogo comune molto diffuso negli ambienti letterari afferma che Shakespeare si sia trasferito a Londra perché non sopportava la moglie: questa credenza si diffonde in quanto il poeta vive per circa 25 anni a Londra mentre la moglie e i figli rimangono a Stratford. In realtà già a metà del Seicento lo storico e letterato John Aubrey, di poco posteriore a Shakespeare, confuta questa teoria, affermando che il poeta torna a casa dalla moglie e dai figli ogni volta che gli è possibile e che quando abbandona definitivamente la carriera nel 1613 sceglie di risiedere stabilmente a Stratford con la famiglia, abbandonando Londra.

Negli anni in cui Shakespeare “lavora” a Londra come drammaturgo, la moglie non va mai a trovarlo (la capitale dista da Stratford circa 150 km, un viaggio importante per l’epoca) e vive prima con i suoceri e poi sola con i figli nella casa di famiglia del marito che, una volta arricchito grazie alle sue opere, acquista una delle più grandi dimore della città.

Negli anni il tenore di vita della famiglia migliora sensibilmente grazie al successo economico sempre crescente ottenuto da Shakespeare come drammaturgo e scrittore teatrale: talvolta lui stesso interpreta le sue opere di fronte alla regina Elisabetta, quindi al successore al trono Giacomo I Stuart e alle loro corti. Il prestigio del marito non si riverbera sulla moglie, sempre lontana dalle luci della ribalta, ma permette alla donna di vivere una vita sensibilmente migliore a quella del popolo, grazie ai guadagni accumulati da Shakespeare. La situazione cambia notevolmente quando il poeta si ritira dalle scene e, tornato a Stratford (oltre a godersi la moglie e la famiglia che nel frattempo si è allargata con l’arrivo della nipote Elizabeth, figlia di Susanna) inizia a tessere rapporti sociali con alcuni tra i più importanti personaggi culturali di quegli anni, come Ben Jonson e Michael Drayton.

William Shakespeare spira il 23 aprile 1616, il giorno del suo 52esimo compleanno. Un vicario di Stratford racconterà alcuni anni dopo che il bardo muore per una febbre contratta dopo aver trascorso una serata a bere molto alcool in compagnia di Drayton e Jonson. È quasi certo si tratti di una delle numerose storie inventate sulla vita di Shakespeare.

Il bardo lascia in eredità quasi tutti i suoi beni alla figlia Susanna e al genero, all’altra figlia Judith lascia del denaro e alla moglie “l’usufrutto della seconda camera da letto” nella loro ultima abitazione.

Questa che sembra un’offesa rivolta alla donna, in realtà le permette di vivere da persona molto ricca i sette anni che sopravvive al marito. Infatti, in quell’epoca le vedove ereditano un terzo del matrimonio del marito a prescindere dal testamento. Inoltre, i letti sono oggetti costosi in quegli anni, a volte valgono quanto una piccola casa e quindi il lascito per Anne va inteso tutt’altro che come uno sgarbo.

Dopo la morte del marito, Anne Hathaway continua pertanto a vivere da ricca vedova nella stessa casa che ha condiviso negli ultimi anni di vita di coppia fino alla morte, che la coglie nel 1623, a 67 anni. Di questo ultimo periodo non si sa nulla della donna, solo che viene sepolta accanto al marito nel presbiterio della chiesa della Santa Trinità a Stratford.

Donne
Una donna alla guida dei ranger di Yellowstone
Una donna alla guida dei ranger di Yellowstone
Sarah Davis è la prima donna nominata a capo dei ranger del più grande parco americano: è la prima volta in 147 anni di storia del corpo
Ranavalona I, la spietata sovrana del Madagascar
Ranavalona I, la spietata sovrana del Madagascar
Salita al potere grazie all’avvelenamento del marito, la regina si dimostra presto un sanguinario tiranno, sterminando la sua popolazione e chiudendo il Paese al commercio. Tra le sue vittime numerosi missionari cristiani
Roxelana, la favorita del sultano Solimano
Roxelana, la favorita del sultano Solimano
Giunta a Costantinopoli appena 15enne come schiava dall’odierna Ucraina, Hürrem Haseki entra a far parte dell’harem del sultano come concubina, ma ben presto ne diviene la moglie preferita e la consigliera più affidabile
La triste fine della superatleta Violette Morris
La triste fine della superatleta Violette Morris
Campionessa sportiva, icona femminista bisex e secondo alcuni anche spia nazista. La vita dell’atleta francese è stata straordinaria, con oltre 200 titoli conquistati e relazioni amorose con personaggi come Josephine Baker e Jean Cocteau
Nellie Bly, giornalista d’assalto
Nellie Bly, giornalista d’assalto
Si è fatta internare in un manicomio per raccontare le drammatiche condizioni delle internate, ha fatto il giro del mondo in solitaria e la corrispondente di guerra, in un’epoca in cui le donne scrivevano di giardinaggio, moda e poco altro
Vernon Lee, che si finse uomo per avere successo
Vernon Lee, che si finse uomo per avere successo
Nata Violet Page, scelse lo pseudonimo maschile per arrivare alla notorietà in un’epoca in cui le donne erano fortemente discriminate. Scrisse di filosofia, estetica, psicologia e fantasy, amò due donne e fu presto dimenticata
Tamara de Lempicka, scandalo déco
Tamara de Lempicka, scandalo déco
Massima esponente dell’art déco e degli anni Venti, la pittrice di origini polacche ha segnato un’epoca irripetibile con una vita anticonformista ed esagerata. Dichiaratamente bisessuale, ha dato vita a uno stile molto originale
La mamma di Peter Rabbit
La mamma di Peter Rabbit
Non solo illustratrice, imprenditore e naturalista di successo: Beatrix Potter è celebre in tutto il mondo per le storie per l’infanzia, che hanno come protagonisti gli animali amati da bambina nelle sue vacanze al Lake District
Jane, la pistolera chiamata Calamity
Jane, la pistolera chiamata Calamity
Martha Jane Cannary è diventata famosa per la sua vita avventurosa, circondata da un alone di leggenda. Orfana a 12 anni, è parte integrante dell’epopea del Far West e sembra abbia avuto una storia d’amore con “Wild” Bill Hickok
La porta rossa di Elizabeth Arden
La porta rossa di Elizabeth Arden
Emigrata dal Canada a New York, una giovane donna creò una delle più grandi aziende di cosmesi al mondo grazie alla sua inventiva e a indubbie capacità gestionali. Tra le sue clienti Elisabetta II e Marylin Monroe