Elisabetta I, l’inflessibile regina vergine

| La figlia di Enrico VIII e di Anna Bolena sale sul trono il 17 novembre 1558: con un comportamento prudente riesce a ricongiungere cattolici e protestanti rendendo il regno inglese la più grande potenza mondiale dell’epoca

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Di Marco Belletti
I cosiddetti “What-if” sono una simulazione basata su dati il cui scopo è valutare l’impatto di una variabile rispetto ad altre. Tipicamente vengono studiati per diminuire i rischi o guidare gli investimenti, decidendo per un business piuttosto che per un altro.

Queste speculazioni possono naturalmente essere applicate in ogni ambito, e infatti nel 2021 dovrebbe uscire una serie animata che esplora che cosa accadrebbe se i momenti cruciali dell’universo Marvel si fossero svolti in modo diverso. Per esempio, che mondo sarebbe se Wolverine non si fosse unito agli X-Men o se Spider Man non fosse stato morso dal ragno radioattivo: in questo caso, chi avrebbe salvato l’umanità?

Lo stesso giochino può naturalmente essere applicato al mondo reale: che tipo d’Italia avremmo oggi se quel missile maledetto avesse mancato il DC9 nei cieli di Ustica? E se invece Elisabetta I fosse morta quando aveva 12 anni, poco prima della morte del padre Enrico VIII, chi regnerebbe oggi in Gran Bretagna? E saremmo giunti ugualmente alla Brexit?

Alcuni anni fa la storica britannica Elizabeth Norton – specializzata nelle regine inglesi e nel periodo dei Tudor – ha pubblicato un’interessante teoria secondo la quale Elisabetta I sarebbe stata un’usurpatrice del trono inglese, in quanto il padre Enrico VIII Tudor (celebre per le sue sei mogli) avrebbe avuto un’altra figlia circa 13 anni prima, alla quale avrebbe imposto lo stesso nome: Elizabeth.

Secondo la storica, questa erede segreta sarebbe la figlia di Elizabeth (detta Bessie) Blount, una delle amanti ufficiali del re, che avrebbe in seguito sposato Gilbert Tailboys – nel 1522, quando la piccola ha circa due anni – per darle un padre ufficiale. E infatti la figlia illegittima sarebbe entrata nella storia con il nome di Elizabeth quarta baronessa Tailboys di Kyme. E come se non bastasse Bessie Blount avrebbe avuto un altro figlio sempre da Enrico VIII, Henry FitzRoy primo duca di Richmond e Somerset che morirà 17enne nel 1536 pochi mesi dopo la decapitazione di Anna Bolena, seconda moglie del re e madre di Elisabetta.

Quindi, se non fosse morto, in quanto figlio naturale di Enrico VIII, Henry FitzRoy sarebbe potuto diventare re così come sarebbe potuta diventare regina Elizabeth Tailboys se il padre monarca l’avesse riconosciuta.

E invece a salire sul trono d’Inghilterra il 17 novembre 1588 è la persona che – almeno da bambina e adolescente – sembra avere meno possibilità di diventare la sovrana assoluta dell’impero più grande del mondo.

Un padre ingombrante

Elisabetta I è l’ultima regina della dinastia dei Tudor che governa fino al 24 marzo 1603, quando muore 69enne. Sotto il suo regno l’Inghilterra si trasforma in una nazione ricca e potente, votata al commercio ma ricca anche di arte e cultura.

Nata a Londra nel sobborgo di Greenwich il 7 settembre 1533 non ha neppure tre anni quando il 19 maggio 1536 il padre Enrico VIII Tudor fa giustiziare Anna Bolena, con l’accusa di stregoneria e incesto con il fratello, ma in realtà perché non riesce a dare al re l’erede maschio tanto agognato, bensì soltanto una femmina: Elizabeth appunto. Dieci giorni dopo la morte della Bolena, Enrico VIII sposa Jane Seymour che finalmente riuscirà a dare un figlio al re. La donna tuttavia morirà qualche giorno dopo per setticemia, a soli 29 anni.

Il figlio succederà al padre sul trono come Edoardo VI ma morirà presto, appena 15enne nel 1553.

Quando Enrico VIII il 28 gennaio 1547 muore, Elisabetta ha solo 13 anni e vive momenti di grande difficoltà durante i regni dei fratellastri Edoardo VI e Maria I la Cattolica (detta la sanguinaria) figlia della prima moglie di Enrico VIII, la spagnola Caterina d’Aragona. Maria diventa regina nel 1553 dopo aver sposato il re di Spagna Filippo II. Per scongiurare qualsiasi possibile ambizione di salire al trono da parte di Elisabetta, in attesa di ucciderla fa rinchiudere la sorellastra nella torre di Londra, la stessa dove era stata uccisa anni prima la madre Bolena. Nel frattempo si impegna a restaurare, dopo lo scisma voluto dal padre, il cattolicesimo in Inghilterra perseguitando i protestanti.

Tuttavia improvvisamente Maria muore senza eredi e la delicata questione di successione viene risolta dal parlamento inglese con la proclamazione della protestante Elisabetta come regina, contro il parere dei numerosi cattolici che ormai fanno parte della corte, voluti dalla precedente sovrana. Anzi, i cattolici non la riconoscono come legittima regina (in quanto nata da un matrimonio di cui il papa non ha mai ammesso la validità) e propongono in alternativa la cattolica Maria Stuart, regina di Scozia e cugina di Elisabetta I, moglie dell’erede al trono di Francia, Francesco II. Il parlamento valutando che con l’elezione di Maria la Francia possa controllare il regno inglese non ha dubbi e sceglie la 24enne figlia di Anna Bolena.

I primi prudenti passi da regina

Con molto acume nei primi anni di regno la giovane Elisabetta evita di adottare provvedimenti contro i sudditi cattolici, riuscendo in questo modo a ricomporre l’unità nazionale venuta meno sotto Maria la Cattolica. Addirittura, nel 1559 emana il cosiddetto atto di uniformità che rende obbligatorio l’uso del “libro delle preghiere comuni per i servizi religiosi”, una sintesi fra tradizione cattolica e innovazioni protestanti, ideato per garantire l’uniformità religiosa consentendo nello stesso tempo una più ampia tolleranza di fedi. Lo stesso anno Elisabetta con il secondo atto di supremazia – il primo risale al 1534, emanato da Enrico VIII – stabilisce che i pubblici ufficiali debbano prestare giuramento alla regina e riconoscerla come capo della chiesa anglicana.

Dopo questi due importanti passi fatti da Elisabetta, le chance di ambire al trono da parte di Maria Stuart in qualità di nipote di Enrico VIII si riducono notevolmente e nel 1560 l’improvvisa morte del marito indebolisce ulteriormente la posizione della regina scozzese. Inoltre, il calvinismo dilagante nel suo regno e la condotta libertina della donna fanno il resto. Una volta rimasta vedova Maria sposa in seconde nozze Lord Darnley – perdendo il sostegno degli altri nobili scozzesi – e poco dopo diventa moglie dell’avventuriero dalla pessima fama James Hepburn che si dice abbia assassinato il secondo marito della regina di Scozia, provocando in questo modo il violento malcontento dei sudditi. Maria è così costretta a fuggire dalla Scozia e a rifugiarsi proprio dalla cugina Elisabetta lasciando il trono al figlio Giacomo VI. Durante il soggiorno in Inghilterra, Maria diventa il punto di riferimento per gli oppositori della regina d’Inghilterra e sembra che cospiri per ucciderla, tanto che nel 1587 Elisabetta è costretta a farla giustiziare.

Questo atto va ad aggiungersi alla sua precedente decisione di aiutare nel 1585 i ribelli dei Paesi Bassi che combattono per l’indipendenza dalla Spagna, alienandosi così le simpatie di Filippo II re spagnolo. Oltre a questi due motivi, molto probabilmente altre cause scatenanti la guerra tra Inghilterra e Spagna del 1588 sono il rifiuto di Elisabetta di accettare la proposta di matrimonio di Filippo e le sempre più frequenti scorribande della flotta corsara inglese guidata dal pirata Francis Drake – un vero eroe ricoperto di onori in Inghilterra – che assalta le navi spagnole cariche d’oro di ritorno dalle Americhe.

Filippo II mette insieme una flotta di 140 navi dotate di 2.500 cannoni con a bordo oltre 20 mila soldati – la cosiddetta “armada invencible” – che salpa da Lisbona dirigendosi verso i Paesi Bassi per caricare altri militari. Dopo essere stata vittima di alcune tempeste che affondano numerosi galeoni, la flotta più grande della storia giunge nel canale della Manica dove si scontra contro i veloci vascelli inglesi dotati di un’artiglieria più efficace e ne esce irrimediabilmente sconfitta. Solo metà delle navi tornano in patria e con questa vittoria Elisabetta I accumula molto prestigio internazionale e il suo regno può così proseguire incontrastato per molti anni.

Una regina vergine o…

Elisabetta è una regina avveduta anche dal punto di vista economico: sotto il suo regno si sviluppano agricoltura, allevamento e la produzione tessile – in particolare della lana – con un forte incremento delle esportazioni. Nello stesso tempo favorisce la nascita delle prime industrie che sfruttano il ferro e il carbone delle miniere. E la politica di espansione marittima e commerciale permette la nascita di una flotta potente e di un impero commerciale unico al mondo. Grazie a questi interventi, le condizioni di vita migliorarono e di conseguenza la popolazione cresce di numero. Durante il regno di Elisabetta I, Londra inizia a diventare una grande capitale. Il teatro – molto amato dalla regina – domina la vita culturale inglese e conosce un periodo di massimo sviluppo grazie alle opere di Ben Jonson e William Shakespeare.

Per la sua ferrea volontà di non sposarsi, Elisabetta viene soprannominata la “regina vergine” e nel 1584 in suo onore viene fondata nell’America Settentrionale la colonia della Virginia. In realtà secondo alcune teorie la regina non solo ha numerose relazioni tenute segrete, ma ha anche utilizzato la scusa di viaggi lontano dalla corte per partorire nascosta da occhi indiscreti, sopprimendo i figli appena nati.

La sovrana muore 69enne dopo un regno di 44 anni e in punto di morte sembra abbia pronunciato la celebre frase “tutti i miei domini per un istante di tempo”. Alcuni storici ritengono che Elisabetta sia rimasta avvelenata dal ceruso veneziano, un cosmetico a base di piombo molto diffuso all’epoca di cui la donna ne fa uso quotidianamente per sbiancarsi il viso. Sembra che la regina non abbia utilizzato nessun trucco fino al 1562, quando contrae il vaiolo che le lascia sul viso numerose cicatrici.

C’è un’ultima curiosità che la riguarda e che apre un nuovo e intrigante “what if”: e se Elisabetta fosse stata un uomo anziché una donna? La leggenda narra che la vera figlia di Enrico VIII sia morta a soli 12 anni e che la governante abbia cercato qualcuno con i capelli rossi che le assomigliasse per mantenere segreta la scomparsa, e la sua scelta cade su un bambino dai tratti somatici simili a quelli di Elisabetta. Si tratta di una teoria, ma è certo che la regina diventa calva in giovane età, si trucca pesantemente, si fa vestire esclusivamente dalla stessa governante che l’avrebbe sostituita da bambina. E prima di morire fa giurare che mai nessuno avrebbe potuto vedere il suo cadavere nudo.

Certo, forse è solo una leggenda, ma invece se…

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