Jane, la pistolera chiamata Calamity

| Martha Jane Cannary è diventata famosa per la sua vita avventurosa, circondata da un alone di leggenda. Orfana a 12 anni, è parte integrante dell’epopea del Far West e sembra abbia avuto una storia d’amore con “Wild” Bill Hickok

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Di Marco Belletti
Sebbene sia uno dei personaggi più famosi e conosciuti del West statunitense, sono poche le certezze sulla vita di Calamity Jane, e molte invece le storie inventante, buona parte delle quali da lei stessa.

Nata come Martha Jane Cannary probabilmente il 1° maggio 1852 a Princeton, nel Missouri, maggiore di sei figli di Robert e Charlotte. La leggenda narra che i genitori sono indigenti, vivono ai margini della società e sopravvivono con furti e altri piccoli crimini. Nel 1863 i Cannary decidono di trasferirsi a Virginia City, in Montana, forse con l’intenzione di cercare l’oro che da quelle parti sembra abbondare. La madre muore durante il viaggio – Martha Jane confiderà anni dopo che sarebbe stata una polmonite a ucciderla – e il padre cambia destinazione, raggiungendo Salt Lake City, nello Utah.

Non passa neppure un anno e anche l’uomo muore, lasciando Martha Jane orfana a soli 12 anni con cinque fratelli più piccoli da curare. Analfabeta e povera, si sta trasformando in una donna alta e con il fisico mascolino, costretta ad accettare qualsiasi lavoro per sopravvivere, anche spostandosi da una città all’altra. Da adolescente sembra si sia dedicata occasionalmente alla prostituzione come fonte di guadagno certa, ma più spesso si dedica a compiti di solito svolti da uomini, assumendo un carattere decisamente maschile. È in questo periodo che, anche in questo caso non si ha certezza, nasce il soprannome “Calamity” che accompagnerà Jane per il resto della vita.

Nel 1875, a 23 anni, Calamity Jane fa parte delle truppe dell’esercito che operano nelle Black Hills del South Dakota. In quel periodo si stabilisce nella violenta città di Deadwood, anche se non si sa bene come abbia abbandonato la vita militare. Da quel momento le leggende che circondano la sua vita diventano sempre più numerose ed è difficile distinguere la realtà dal mito.

Sembra che a Deadwood abbia avuto rapporti con numerosi banditi e delinquenti, che abbia iniziato a bere fino a diventare alcolizzata e che abbia avuto una breve relazione con “Wild” Bill Hickok, altra leggenda del Far West di quegli anni. Non c’è nulla di certo in questa voce, e oggi quasi tutti gli storici escludono un rapporto intimo, nonostante Jane abbia in diverse occasioni raccontato di essere stata lei a catturare Jack McCall, l’assassino del suo amante.

Wild Bill Hickok muore il 2 agosto 1876 a un tavolo da poker nel saloon “Nuttal & Mann’s”, colpito alle spalle da McCall – che al processo riferisce di aver voluto vendicare la morte del fratello – mentre ha in mano una doppia coppia di assi con otto di fiori e picche: da allora questa combinazione è conosciuta come la “mano del morto”. Catturato probabilmente da un gruppo di cittadini, McCall è dapprima dichiarato non colpevole ma in seguito processato nuovamente e impiccato il 1° marzo 1877.

Alle storie da lei stessa raccontate, se ne aggiungono numerose altre in articoli e romanzi che parlano di una donna dalla sessualità sfrenata, di un paio di figlie e di matrimoni oltre a quello – mai provato – con Hickok.

Nella sua presunta autobiografia, Calamity Jane racconta di aver ucciso da sola un gruppo di Cheyenne all’attacco della diligenza sulla quale viaggia, conducendo in seguito lo “stage-coach” fino a Deadwood per portare in salvo i sei passeggeri e il conducente ferito. La donna racconta anche di avere aiutato a curare i malati durante un’epidemia di vaiolo che esplode una decina di giorni dopo la morte di Hickok. Quasi sempre la leggenda delle sue gesta si innesta su fatti plausibili e storicamente documentati, per cui non sempre è facile distinguere la verità dalla menzogna.

Dopo aver lasciato Deadwood, Jane ci torna alla fine del 1880 con una bambina che sostiene essere sua figlia e raccoglie un po’ denaro grazie a una colletta dei cittadini: spende tutto in un saloon e riparte il giorno dopo, smaltita la sbornia. Non è chiaro il destino della bambina.

Nel 1881 acquista un ranch lungo il fiume Yellowstone, a ovest di Miles City, nel Montana, che funge anche da locanda. In seguito sposa il texano Clinton Burke e si trasferisce a Boulder, dove apre una nuova locanda. Nel 1887 nasce Jesse, presto data in adozione.

Ci sono numerose testimonianze tra gli anni Ottanta e Novanta che affermano di aver visto Jane in alcune città del West con una giovane ragazza, ma non esiste licenza di matrimonio e nessun certificato di nascita che possa documentare la presenza di una figlia. Nel 1893 Calamity Jane inizia ad apparire nello show sul Far West di Buffalo Bill (partecipa anche all’esposizione panamericana del 1901) ma alla fine viene cacciata in quanto non riesce a liberarsi dall’alcolismo che ne pregiudica il lavoro.

Nella primavera del 1903 torna sulle Black Hills del South Dakota dalla vecchia amica Dora Du Fran, proprietaria di un bordello, che la assume come cuoca e per fare il bucato. A luglio si trasferisce a Terry, un piccolo villaggio minerario vicino a Deadwood, e soggiorna al “Calloway Hotel”, dove muore il 2 agosto a soli 51 anni.

Un fascio di lettere non inviate a sua figlia sembra essere tutto quel che rimane di Calamity Jane, ma l’autenticità degli scritti non è accettata da tutti gli storici in quanto sono invece numerose le prove che la donna fosse analfabeta. Jane viene sepolta nel cimitero Mount Moriah di Deadwood, vicino alla tomba di Wild Bill Hickok.

Un giornale dell’epoca racconta che “rispettando le richieste della morta, la Society of Black Hills Pioneers si è incaricata del suo funerale e della sua sepoltura nel cimitero di Mount Moriah accanto a Wild Bill. Al suo funerale accorse una folla enorme di persone, tra curiosi e amici, che accompagnarono Calamity Jane su per la ripida strada tortuosa fino alla “Boot Hill” di Deadwood”.

Si torna a parlare di lei nel 1941 quando una cinquantenne dichiara di essere la figlia che ebbe da Wild Bill Hickcok, ma è stato presto dimostrato che si trattava di una mitomane.

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