La mamma di Peter Rabbit

| Non solo illustratrice, imprenditore e naturalista di successo: Beatrix Potter è celebre in tutto il mondo per le storie per l’infanzia, che hanno come protagonisti gli animali amati da bambina nelle sue vacanze al Lake District

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In Inghilterra il cognome Potter era famoso e conosciuto molti anni prima che Joanne Kathleen Rowling inventasse il personaggio del giovane mago Harry che ha spopolato in tutto il mondo. La Rowling è diventata la più importante scrittrice inglese alla fine del secondo millennio, vendendo milioni di copie dei suoi libri in ogni angolo del pianeta, lette non solo per i giovani lettori che hanno amato le sue numerose storie.

La scrittrice ha dichiarato che Potter era il cognome di un suo amico d’infanzia e che non esiste nessun motivo particolare per cui lo ha scelto, ma prima di lei altrettanto famosa oltre Manica è stata un’altra scrittrice di libri per ragazzi che, guarda caso, si chiamava Potter…

In realtà Helen Beatrix Potter è molto di più. Nata a Londra nel 1866 è stata scrittrice, illustratrice, naturalista e conservazionista inglese, ma deve la celebrità ai suoi libri per bambini piene di animali, con protagonista Peter Rabbit. Cresciuta in una famiglia dell’alta borghesia, Helen (ma presto da tutti chiamata solo con il suo secondo nome Beatrix) viene educata dalle governanti senza contatti con i coetanei, circondata da numerosi animali domestici. Da bambina trascorre le vacanze estive con il fratello – nato 6 anni dopo di lei – a Dalguise, in un’elegante dimora affittata dai genitori sul fiume Tay, in Scozia, e fino a 16 anni a Wray Castle, nel Lake District, allora nel Lancashire, in Inghilterra. Ama subito i bellissimi paesaggi di quelle zone, e osserva e dipinge da vicino la flora e la fauna.

Nel 1881 inizia a tenere regolarmente un diario in cui annota i suoi pensieri con un codice segreto, decifrato solamente nel 1958. Tre anni dopo il fratello undicenne va a studiare all’Eastbourne College, nel Sussex, e Beatrix rimane sola con una nuova governante – Annie Carter, di soli vent’anni, che sta con lei solo per un anno – ma con la quale instaura un forte legame di amicizia che durerà tutta la vita: è la Carter che qualche anno dopo consiglia a Beatrix di trasformare in libri per bambini le numerose lettere illustrate che invia a suo figlio e a lei.

In quelle lettere sono tanti i disegni dedicati alla natura. Beatrix si interessa soprattutto di funghi e diventa un’illustratrice scientifica di grande successo, scrivendo anche un saggio sulla germinazione delle spore, proponendo una sua teoria su come si riproducono i funghi. La relazione viene presentata il 1° aprile 1897 in una riunione della “Linnean Society”, alla quale la Potter non partecipa in quanto le donne non sono ammesse in un circolo completamente maschile, anche se il suo lavoro è ritenuto talmente valido da meritarsi la presentazione.

Ma è quando scrive e pubblica autonomamente il libro per bambini “The Tale of Peter Rabbit”, che la vita cambia della donna cambia, diventando scrittrice e illustratrice di libri per bambini a tempo pieno. Per disegnare e raccontare Peter Rabbit, Beatrix Potter si ispira a Piper, un coniglietto che quand’era bambina portava a spasso al guinzaglio, mentre un altro suo coniglio domestico, Benjamin Bouncer, le ispira Benjamin Bunny, il cugino di Peter Rabbit. Oltre ai conigli, Beatrix da bambina adotta ricci, rane, topi e addirittura un paio di pipistrelli, che tuttavia ha qualche difficoltà ad accudire per cui, quando il fratello va a studiare al college, è costretta a liberarli.

Pubblicato per la prima volta nel 1901 in 250 copie pagate dall’autrice (dopo che diversi editori rifiutano la storia) il libro di Peter Rabbit dapprima non ottiene alcun successo, ma già l’anno successivo viene ripubblicato dall’editore Frederick Warne con le illustrazioni a colori al posto di quelle in bianco e nero della prima edizione: la richiesta è così elevata che il libro deve essere ristampato altre sei volte.

Nel 1903 Beatrix Potter intuisce le opportunità offerte dal merchandising e brevetta un pupazzo con le fattezze di Peter Rabbit, che incontra un enorme successo. Il coniglio diventa presto protagonista di un gioco da tavolo e di una carta da parati.

Nonostante la fama e il prestigio dell’opinione pubblica, per tutta la vita Beatrix viene considerata una delusione dalla madre, che avrebbe voluto per lei una vita più sociale e un matrimonio vantaggioso. Quando nel 1905 l’editore della scrittrice Norman Warne le propone di sposarlo, i genitori Potter sono contrari e cedono solo dopo le insistenze della figlia. Ma l’uomo muore di leucemia poche settimane dopo il fidanzamento e la donna si sposerà nel 1913, a 47 anni, con l’avvocato William Heelis che conosce nel Lake District.

Beatrix Potter è una scrittrice prolifica, con due o tre racconti all’anno: complessivamente scrive trenta libri e con il ricavato dei primi e l’eredità di una zia, nel 1905 acquista la “Hill Top Farm” di Near Sawrey, un villaggio nel Lake District. In seguito, sempre nella stessa zona, acquista altre fattorie, sia per preservare il paesaggio unico della regione che per allevare le pluripremiate pecore di razza Herdwick: nel 1943 la Potter è la prima donna eletta presidente dall’associazione degli allevatori di pecore Herdwick.

Nel frattempo continua a scrivere e a realizzare illustrazioni, oltre a progettare prodotti basati sui suoi libri per bambini. Libri che intanto riscuotono in tutto il mondo un successo globale: sono una trentina i titoli, tradotti in 35 lingue e venduti in oltre 100 milioni di copie. Tra questi anche “The Fairy Caravan”, un libro più complesso scritto nel 1926 pubblicato solo negli Stati Uniti perché Beatrix lo ritiene troppo autobiografico per essere distribuito in Inghilterra con lei ancora in vita. Per evitare la diffusione anche nel Regno Unito spiega agli editori inglesi che non è all’altezza degli altri suoi lavori. Il libro sarà pubblicato sull’isola nel 1943, dopo la morte della scrittrice.

Con l’avanzare dell’età, la vista di Beatrix peggiora e le diventa sempre più difficile disegnare le illustrazioni che rendono unici i suoi libri, per cui negli ultimi anni di vita dà alle stampe anche disegni e schizzi realizzati in precedenza. La sua ultima fatica è “The Tale of Little Pig Robinson”, pubblicato nel 1930. In realtà la storia “The Tale of Kitty-in-Boots” è stata scoperta nel 2013 e pubblicata nel 2016: si tratta di un libro andato perduto, ritrovato dall’editore Jo Hanks grazie alle sue ricerche nel materiale lasciato dalla scrittrice.

Quando Beatrix Potter muore a 77 anni – per una polmonite aggravata da cardiopatia, il 22 dicembre 1943 nella sua casa a Near Sawrey – lascia 14 fattorie e circa 20 chilometri quadrati di terreni nel Lake District al “National Trust” della Gran Bretagna che nel 1946 apre al pubblico Hill Top, la sua abitazione. Con la donazione la Potter è riuscita a mantenere la conservazione dell’amato territorio che ha ispirato il suo lavoro.

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